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| 14 ottobre | 18:18

“Dal '99 il ghiacciaio ha perso 34 metri di spessore: 3 solo nell'ultima estate, il triplo della media degli ultimi 25 anni. Da settembre scorso superficie calata di 2 ettari”

Il bilancio della caldissima estate 2026 sul Ghiacciaio del Grand Etrèt, nel Parco nazionale del Gran Paradiso: “Particolarmente significativo – dicono i responsabili del parco – anche il restringimento della 'strozzatura' del ghiacciaio, che nel punto più stretto misura oggi 33 metri, contro i 52 rilevati nel settembre 2025”

Foto Alberto Rossotto
Foto Alberto Rossotto

AOSTA. Sul Ghiacciaio del Grand Etrèt, nel Parco nazionale del Gran Paradiso, il bilancio 2025-2026 si colloca in seconda posizione, in negativo, nella serie storica di 27 anni di dati – dietro solo alla stagione 'record' 2021-2022.

A confermarlo sono gli esperti del Parco nazionale, che parlano di “serie ripercussioni” sul corpo glaciale nel corso dell'ultima, caldissima, estate. Il ghiacciaio ha chiuso il bilancio di massa annuale con una perdita consistente, pari a 2644 millimetri di acqua equivalente, più del doppio rispetto alla media registrata nel periodo 2000-2025 (-1039 millimetri di acqua equivalente).

 

“Nel corso dell'ultima estate – continuano – il ghiacciaio ha perso mediamente 3 metri di spessore su tutta la sua superficie, quasi il triplo rispetto alla perdita media annua di 1,2 metri registrata tra il 2000 e il 2025. Con la conclusione della stagione 2026, lo spessore medio perso dal 1999 raggiunge così i 34 metri”.

 

“Le perdite di massa – continuano – hanno inoltre comportato una riduzione della superficie glaciale superiore a 2 ettari rispetto al settembre 2025. Anche la fronte del ghiacciaio ha fatto registrare un arretramento: dopo essere rimasta coperta da nevato nelle ultime due stagioni, risulta arretrata di 9 metri rispetto al 2023”.

 

Le conseguenze dell'estate sono risultate evidenti durante il sopralluogo del 16 settembre, continuano i responsabili: “Quando il personale incaricato dal Parco ha effettuato le misurazioni di fine stagione. I rilevatori hanno riscontrato l'assenza totale di neve stagionale residua, un aumento della copertura detritica e il crollo del cosiddetto 'calderone'. Particolarmente significativo anche il restringimento della 'strozzatura' del ghiacciaio, che nel punto più stretto misura oggi 33 metri, contro i 52 rilevati nel settembre 2025”.

 

Nel corso del rilievo sono state ripiantate 3 delle 5 paline ablatometriche mediante l'utilizzo della sonda a vapore spalleggiabile messa a disposizione del Cnr-Irpi di Torino. Alle tradizionali misurazioni sul ghiacciaio si è affiancato, anche quest'anno, il rilievo fotogrammetrico aereo con drone, realizzato in collaborazione con Apra Valle d'Aosta.

 

“La continuità di queste attività – concludono – consente di documentare nel tempo le trasformazioni del Ghiacciaio del Grand Etrèt, raccogliendo dati fondamentali per comprendere l’evoluzione dell’ambiente glaciale e gli effetti delle condizioni climatiche”.

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