"La gente vede solo il sedere di chi ha davanti". Turismo di massa nel giro del Monte Bianco: tre escursionisti su dieci campeggiano liberamente. Le prime misure

A seguito di decine di segnalazioni, arriva la conferma del sondaggio: migliaia di turisti sul Monte Bianco campeggiano fuori dalle regole. È una delle conseguenze della crescente frequentazione del percorso attorno al massiccio del Monte Bianco. Ora le amministrazioni corrono ai ripari, ma sottolineano: "Il Tmb non è un problema da risolvere, ma una risorsa da valorizzare"

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Il 29 percento degli escursionisti che affrontano il Tour du Mont Blanc non prenotano le strutture ricettive, e ricorrono dunque al campeggio non autorizzato o al bivacco libero.
È questo il dato più sorprendente tra quelli emersi lunedì 28 settembre in un incontro tra il sindaco di Courmayeur, Roberto Rota e i suoi omologhi francesi di Chamonix-Mont-Blanc, François-Xavier Laffin, di Orsières, Joachim Rausis, e di Saint-Gervais, Jean-Marc Peillex.
L'incontro è arrivato a seguito di un'estate all'insegna dell'overtourism sul famoso tracciato di 170 chilometri che attraversa l'Italia, la Svizzera e la Francia. Un mese e mezzo fa, intervistato dal canale svizzero Srf, il sindaco di Saint-Gervais affermava: "Oggi si cammina in fila indiana, la gente vede solo il sedere di chi ha davanti. Non è affatto bello".
Parliamo di "overtourism" nel senso di sovraccarico: nella misura in cui sindaci e istituzioni locali hanno riscontrato criticità legate a questo flusso turistico. A partire – tra le altre cose – proprio dal campeggio non autorizzato.
Il 29 percento ha bivaccato fuori dalle regole. Ovvero, lungo i sentieri. È questo il risultato del sondaggio condotto durante l'Utmb su 15 mila persone intervistate. "È questo il dato sul quale dobbiamo lavorare", ha sottolineato l'assessore Casale Brunet ad AostaSera. "Il bivacco non autorizzato è un problema concreto e anche noi abbiamo ricevuto decine di segnalazioni da parte degli operatori turistici".
Partendo dalla consapevolezza di come il Tour rappresenti per Courmayeur un importante volano economico per la regione, il sindaco Roberto Rota ha sottolineato l'importanza di garantire la miglior esperienza possibile per chi lo intraprende. Per questa ragione, Courmayeur ha già messo in campo alcune prime misure. Sul tracciato sono stati installati pannelli informativi ed è stato avviato un lavoro per la rimozione dalle mappe online e dai social delle indicazioni relative al "wild camping".
L'obiettivo condiviso "non è limitare l'accesso al Tour, ma orientare i flussi verso le strutture ricettive censite e garantire a chi vi soggiorna servizi all'altezza di un itinerario di rilievo internazionale, tutelando al tempo stesso il territorio e chi lo vive tutto l'anno", aggiunge il primo cittadino di Courmayeur.
Ora, il confronto diventa congiunto e coinvolge i sindaci degli altri territori attraversati dal Tour. In prima linea le amministrazioni francesi, che - a seguito del massiccio aumento della frequentazione - si sono attivati a preparare una nuova regolamentazione, con l'obiettivo di renderla operativa dalla primavera 2027.
Tra le misure ci sarebbe l'obbligo di disporre di una prenotazione per il pernottamento, il divieto di bivacco selvaggio e l'istituzione di una squadra incaricata di verificare il rispetto delle disposizioni lungo i sentieri. Le aree di bivacco autorizzate dovrebbero inoltre essere attrezzate con servizi igienici e punti d'acqua, avere una capienza definita e prevedere un contributo per ogni piazzola.
Le misure mirano a gestire una frequentazione sempre più elevata e a contenere la pressione sui sentieri e sulle strutture ricettive, e i promotori francesi hanno invitato Italia e Svizzera ad aderire al percorso di regolamentazione. L'assessore Casale Brunet sembra condividere questa prospettiva e chiede di evitare una lettura esclusivamente negativa del fenomeno: "Il Tour du Mont Blanc non è un problema da risolvere, ma una risorsa da valorizzare".
Insomma: i flussi turistici - allo stato attuale - rappresentano una risorsa di cui non è pensabile fare a meno. Se non adeguatamente gestiti, però, rischiano di essere controproducenti e di mettere in difficoltà chi abita stabilmente i territori. Per questo deve seguire una risposta concreta, che – nel caso di un cammino transfrontaliero come il Tmb non può che essere corale tra le autorità coinvolte.
Foto di copertina: Compagnie des Guides de Saint Gervais / Les Contamines












