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Bolzano
28 settembre | 11:39

Droni cargo in volo tra le montagne per rifornire i rifugi con pane, birra e canederli (VIDEO): "All'inizio eravamo un po' scettici, invece ci hanno sorpreso"

Conclusa la prima stagione di rifornimento di 8 rifugi tramite cargo drone sulle montagne altoatesine. Cibo, bevande e materiali da costruzione: l’FB3 di FlyingBasket ha trasportato rifornimenti lungo rotte superiori a 10 chilometri, superando fino a 1.500 metri di dislivello

Droni cargo in volo tra le montagne per rifornire i rifugi con pane
di Redazione

BOLZANO.  Centottantanove voli, otto rifugi alpini coinvolti e oltre 8,5 tonnellate trasportate, tra rifornimenti portati in quota e materiali riportati a valle. Elicotteri? No, droni.

 

Si sta concludendo infatti la prima stagione di rifornimento dei rifugi tramite cargo drone sulle montagne altoatesine: dopo la sperimentazione avviata nel 2025, FlyingBasket, tech company altoatesina attiva a livello internazionale nella progettazione e nello sviluppo di droni cargo per la logistica, ha trasformato i singoli interventi sperimentali in un servizio programmato per l'intera estate, sviluppato in collaborazione con le strutture partecipanti e finanziato dal Dipartimento di gestione patrimoniale della Provincia Autonoma di Bolzano.

 

Un servizio che ha consentito ai rifugi di ricevere rifornimenti più frequenti, con una maggiore disponibilità di prodotti freschi e più flessibilità nella pianificazione degli acquisti. FlyingBasket ha inoltre gestito direttamente il ritiro degli alimenti dai fornitori locali e, nei voli di ritorno, il trasporto frequente dei rifiuti a valle, semplificando così anche l'organizzazione quotidiana delle strutture.

"La sperimentazione di quest’estate dimostra come l’innovazione possa diventare uno strumento concreto al servizio dei nostri rifugi e di chi ogni giorno li gestisce – dichiara l’assessore alle Opere Pubbliche della Provincia Autonoma di Bolzano, Christian Bianchi –.  I cargo drone permettono di garantire rifornimenti più frequenti, anche di prodotti freschi, e allo stesso tempo di riportare a valle materiali e rifiuti, rendendo più efficiente la logistica in alta quota. È un progetto che unisce tecnologia, sostenibilità e attenzione alle esigenze reali dei nostri rifugi, valorizzando al tempo stesso una realtà innovativa nata e cresciuta in Alto Adige".

 

La prima stagione sistematica di rifornimento di rifugi tramite droni è in fase di conclusione. Cominciato il primo giugno, terminerà il 13 ottobre e coinvolge otto rifugi: Payer/Payerhütte, Sasso Nero/Schwarzensteinhütte, Tridentina/Birnlückenhütte, Giogo Lungo/Lenkjöchlhütte, Monteneve/Schneeberghütte, Forcella Vallaga/Flaggerschartenhütte, Vedretta Piana/Grohmannhütte e Gino Biasi al Bicchiere/Becherhaus.

 

"All'inizio eravamo un po' scettici, ma già dopo la prima esperienza siamo rimasti piacevolmente sorpresi – afferma Alain Untergassmair, gestore del Rifugio Brigata Tridentina/Birnlückenhütte –. Le operazioni sono state ben organizzate, con il tempo necessario tra un volo e l'altro per sistemare il materiale ricevuto, e poter aumentare ulteriormente la capacità di carico ci permetterebbe in futuro di utilizzare ancora di più questo servizio. Per noi è stato particolarmente importante anche il supporto logistico di FlyingBasket, che ha ritirato direttamente le forniture e le ha portate al punto di decollo: un aiuto concreto nell'organizzazione quotidiana del rifugio. È un servizio che, dopo questa esperienza, possiamo sicuramente consigliare".

 

Nel corso di 32 interventi sono stati effettuati complessivamente 189 voli. I cargo drone hanno portato ai rifugi 7.078 chilogrammi di forniture, mentre altri 1.491 chilogrammi di rifiuti, materiali, attrezzature e bagagli sono stati trasportati a valle, utilizzando così anche le tratte di ritorno delle missioni.

 

Ogni rotta di montagna ha presentato una sfida logistica diversa. La rotta verso il Becherhaus, situato a 3.156 metri, si estendeva per circa 10,7 chilometri e comportava un dislivello di circa 1.500 metri. I voli verso la Payerhütte, a 3.038 metri, superavano un dislivello di circa 1.200 metri, mentre le operazioni verso la Schwarzensteinhütte, a 3.018 metri, comportavano un dislivello di circa 1.166 metri. Nel corso della stagione, l’FB3 ha operato in un’ampia varietà di condizioni alpine, tra cui venti variabili, turbolenze, basse temperature, nuvole e una minore densità dell’aria in quota. Queste condizioni hanno trasformato ogni operazione in qualcosa di più di una semplice consegna da un punto A a un punto B. Il velivolo, i sistemi di comunicazione e gli equipaggi hanno dovuto operare come un sistema logistico integrato in uno degli ambienti più impegnativi d’Europa.

 

Le montagne presentano anche una sfida che ha poco a che fare con la capacità di sollevamento: la connettività. Su diverse rotte, l’FB3 ha dovuto volare attorno alle montagne e oltre le creste. In alcuni tratti di queste missioni, la conformazione del terreno rendeva impossibile mantenere una tradizionale linea di vista radio diretta tra il velivolo e l’equipaggio a terra. Quando necessario, la connettività satellitare Starlink o le reti mobili 4G hanno fornito collegamenti di comunicazione alternativi.

 

DAL PANE AI CANEDERLI, FINO AI MATERIALI DA COSTRUZIONE.

 

A raccontare la dimensione ormai quotidiana del servizio sono soprattutto i carichi. In quota sono arrivati pane fresco, verdura, farina, latte, succo di mela, acqua, birra, limonata, uova, pasta e carne, insieme a circa 200 chilogrammi di canederli surgelati.

 

Ma con gli stessi droni hanno viaggiato anche apparecchiature tecniche e materiali da costruzione, attrezzatura da alpinismo, oltre a zaini ed effetti personali del personale dei rifugi e degli escursionisti. Una varietà che evidenzia uno dei principali vantaggi operativi del cargo drone: poter utilizzare lo stesso sistema per esigenze molto differenti, adattando le missioni alla logistica concreta di ciascuna struttura.

 

FlyingBasket è nata in Alto Adige nel 2015 ed è oggi attiva a livello internazionale nella logistica aerea con droni cargo. Proprio il territorio alpino rappresenta per l'azienda un ambiente nel quale sviluppare e verificare applicazioni concrete della propria tecnologia. Il progetto di rifornimento baite segna in questo senso un passaggio ulteriore: dal dimostrare che un drone cargo può raggiungere un rifugio e trasportare carichi importanti, al verificare come possa entrare nella programmazione ordinaria della sua logistica per un'intera stagione.

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