Contenuto sponsorizzato
Attualità | 26 settembre 2026 | 19:00

L'assessora di Belluno cita studi ritirati dalle riviste per giustificare il testo negazionista distribuito nelle scuole. Il ricercatore: "L'amministrazione ha scelto di avallare tesi ascientifiche ignorando la posizione della comunità accademica"

Tra interrogazioni parlamentari e comunicati in cui il comune rivendica la propria scelta di non ritirare il volume, il testo diffuso nelle scuole del bellunese rimane al centro del dibattito. Nell'ultimo comunicato, firmato dall'assessora all'ambiente, l'amministrazione diffonde il commento "scientifico" del dott. Franco Zavatti, trascurando il fatto che questo cita studi già ritirati perché del tutto inattendibili

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.

Continua la bagarre politica attorno al volume "Cambiamenti climatici: scenari, sfide, soluzioni", promosso dal comune di Belluno e dalla regione Veneto, e diffuso nelle scuole superiori del bellunese. Ora, l'assessora all'ambiente e protezione civile Lorenza de Kunovich, ha diffuso un comunicato stampa contenente alcune "precisazioni" dell'amministrazione comunale di Belluno in merito al volume.

 

Ad accendere gli animi - ne parlavamo già in alcuni articoli - sono in particolare tre pagine del contributo, quelle a firma del dott. Giorgio Giacchetti, presidente dell'Ordine dei Geologi del Veneto, che - contro le tesi approvate della comunità scientifica internazionale - andrebbero a negare l'impatto delle attività umane sui cambiamenti climatici in atto (qui un fact checking delle tesi contestate).

 

"Perché siamo ancora qui a parlarne?" si chiede il ricercatore del Cnr, Jacopo Gabrieli. "Perché l'assessora De Kunovich ha ritenuto di dover rendere pubblica la lettera del dott. Zavatti, un ricercatore in astronomia in pensione da una quindicina d'anni, che ha espresso un commento a sostegno delle pagine di Giacchetti".

 

Nella giornata di ieri, 25 settembre, Andrea Martella, parlamentare e segretario regionale del Pd, ha annunciato un'interrogazione rivolta ai ministri dell'Ambiente Pichetto Frattin e della Pubblica Istruzione Valditara. Nel comunicato, Martella sottolineava che "non siamo davanti a due interpretazioni scientifiche equivalenti", e che organi scientifici autorevoli come Ipcc e Cnr hanno chiarito inequivocabile il ruolo delle attività umane nel riscaldamento dell'atmosfera.

 

"Chiediamo quindi al Governo, coi suoi ministri competenti, di verificare come sia stata autorizzata la distribuzione del volume, di valutarne la sospensione cautelativa e di rafforzare nelle scuole un'educazione climatica fondata sulle evidenze e il consenso della comunità scientifica. Possiamo discutere delle soluzioni, delle politiche e dei tempi. Ma sarebbe irresponsabile promuovere confusione sui fatti".

 

L'amministrazione, intanto, continua a sostenere la scelta di non ritirare il volume e fa chiarezza su alcuni elementi poco chiari nella diffusione del volume.

 

Tra le precisazioni di De Kunovich, anzitutto, vi è che la pubblicazione in questione non sarebbe un "opuscolo", ma un libro a tutti gli effetti, che contiene gli atti di un convegno. "Il Comune di Belluno non ha distribuito un 'manuale della verità climatica'. Ha pubblicato gli atti di un convegno, organizzato proprio con l'obiettivo di affrontare il tema dei cambiamenti climatici attraverso contributi differenti".

 

De Kunovich ha spiegato poi che il volume sarebbe stato consegnato gratuitamente alle classi quarte e quinte delle scuole alla fine dell'anno scolastico 2026. "Non sono state distribuite altre copie successivamente e, allo stato attuale, il Comune non sta effettuando una nuova distribuzione del volume nelle scuole".

 

Infine, l'amministrazione ha voluto precisare che "nessun insegnante è stato obbligato a utilizzare il volume come testo didattico". "Nessun programma scolastico è stato modificato. Distribuire un libro non significa imporne il contenuto. Significa renderlo disponibile". E ancora: "La risposta non dovrebbe necessariamente essere quella di far sparire il libro. La risposta più forte dovrebbe essere, piuttosto, quella di mettere a disposizione dati, studi, fonti e posizioni differenti, affinché il confronto possa avvenire attraverso gli strumenti della conoscenza e della verifica".

 

La posizione dell'assessora, dunque, sembra allineata a quella del sindaco di Belluno De Pellegrin, che giustificava la pubblicazione in nome della libertà d'espressione. Il problema, però, rimane quello già sollevato dal commento di Giovanni Baccolo alle dichiarazioni del sindaco: ossia che mettere sullo stesso piano posizioni dal valore nettamente sproporzionato va contro al metodo scientifico. Il testo del dottor Giacchetti è stato infatti smentito ampiamente dalla comunità scientifica internazionale, secondo la quale i cambiamenti climatici attuali sono "inequivocabilmente" esito dell'azione dell'uomo, in particolare delle emissioni di gas serra.

 

Al comunicato stampa, De Kunovich allegava una lettera del prof. Zavatti Franco, di fatto a sostegno delle teorie espresse nel volume, affermando di ritenere corretto mettere a disposizione anche il suo commento al contributo del dott. Giorgio Giacchetti, auspicando che – in questo modo – possano "essere conosciute anche altre posizioni e riflessioni provenienti dal mondo scientifico e accademico".

 

Per leggere con maggiore consapevolezza le pagine firmate da Zavatti e diffuse dall'assessora bellunese, ci siamo rivolti a Jacopo Gabrieli, ricercatore specializzato dello studio di archivi climatici in carote di ghiaccio. Anzitutto – ci tiene a precisare Gabrieli – Zavatti non è assolutamente un climatologo: è un ricercatore in pensione da tempo che segue il tema per passione e per diletto.

 

Nelle due pagine di commento che scrive, spiega Gabrieli, Zavatti fa una grandissima confusione. "Ha preso grafici qui e là, tratti da diversi lavori scientifici effettivamente validi, ma che riporta poi fuori contesto e senza un'analisi approfondita. In questo modo, crea di fatto una cortina di fumo su tutta la questione".

 

C'è di più. Partendo dalla tesi oggetto di contestazione - ovvero quella della trascurabilità del ruolo dell'attività antropica nei cambiamenti climatici - l'autore porta, a sostegno di questa teoria, una serie di pubblicazioni che invece dicono proprio questo. Il primo degli articoli citati - a firma di Alimonti, Mariani, Prodi, Ricci pubblicato sulla Rivista scientifica internazionale nel 2022 – conclude l'abstract con questa considerazione: "La crisi climatica che, secondo molte fonti, stiamo vivendo oggi non è ancora evidente".

 

Le conseguenze di questa affermazione non sono poche: significherebbe che la comunità scientifica non è concorde, che ci sono dei dubbi, che c'è chi dice il contrario. Ciò che però Zavatti dimentica di ricordare è che questo articolo, un anno dopo la pubblicazione, è stato ritirato dal comitato scientifico di quella rivista. Queste le motivazioni: "Sono stati sollevati dubbi in merito alla selezione dei dati, all'analisi e alle relative conclusioni dell'articolo".

 

Insomma, una bocciatura senza sconti. Continua la nota di redazione: "Alla luce di queste preoccupazioni e in base all'esito della revisione post-pubblicazione, i direttori scientifici non nutrono più alcuna fiducia nei risultati e nelle conclusioni riportate in questo articolo".

 

Questa vicenda – suggerisce Gabrieli – ci aiuta a comprendere un po' come funziona la scienza. "Tutti possono proporre delle tesi o delle teorie innovative, anche se queste tesi sono in contrasto con quello che è lo stato della scienza. Ma ciò è possibile solo se i risultati si basano su dati reali, argomentazioni valide e concordi alle modalità del metodo scientifico. In caso contrario, per la scienza valgono zero, e quindi vengono rigettate". Questo è ciò che è successo con questo articolo: pubblicato evidentemente dopo una revisione poco attenta e ritirato non appena ci si è accorti dell'infondatezza della sua argomentazione.

 

Questo dovrebbe darci un'idea - secondo Jacopo Gabrieli - dell'inconsistenza delle tesi proposte da Zavatti. È sempre Gabrieli, riflettendo sui recenti sviluppi del caso, ad avanzare un sospetto in merito alla buona fede della pubblica amministrazione bellunese.

 

"In un primo momento, io stesso ho pensato che si potesse essere trattato di una valutazione superficiale del comune di Belluno; che si era fidato, senza troppo approfondire, del parere di alcuni scienziati. Con questa lettera dell'assessora De Kunovich, risulta evidente che l'amministrazione ha scelto coscientemente di prendere una posizione. La posizione è stata quella di avallare le tesi ascientifiche di Giacchetti e dei suoi supporter, ignorando completamente la posizione chiara e netta della comunità scientifica, espressa da università e istituti di ricerca di rilevanza istituzionale".

 

Siamo in un momento di importanza cruciale, conclude Gabrieli, in cui la crisi climatica dovrebbe essere affrontata con serietà: "Dovremmo parlare di come adattarci a questo clima cambiato e di come mitigarne gli effetti evitando che la situazione peggiori più di quanto già compromessa. Invece di far questo, l'attenzione pubblica viene deviata e costretta a discutere posizioni totalmente ascientifiche".

SOSTIENICI CON
UNA DONAZIONE
Contenuto sponsorizzato
recenti
Alpinismo
| 26 settembre | 18:00
Severino Casara tra il 3 e il 4 settembre 1925 riuscì a salire il versante Nord del Campanile di Val Montanaia. [...]
Attualità
| 26 settembre | 13:00
Il progetto, nato a partire da interviste a gestori di rifugi, risponde al problema dei lunghi tempi di attesa e [...]
Storie
| 26 settembre | 12:00
Oggi, in molti edifici recuperati, quelle cornici sono per lo più un elemento decorativo, spesso di vernice: non [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato