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Trento
07 agosto | 18:55

"La frana ci ha insegnato che in montagna, da soli, non si va da nessuna parte: un grande grazie a chi ha lavorato duramente per restituire questi luoghi a chi li ama"

Le parole cariche di emozione e gratitudine di Roberta Silva, presidente dell'associazione gestori rifugi del Trentino dopo la riapertura di sentieri e rifugi in Val di Fassa: "In pochi giorni abbiamo visto istituzioni, corpi di soccorso, volontari e rifugisti lavorare fianco a fianco, senza risparmiarsi, mossi da un unico obiettivo: restituire questi luoghi a chi li ama. È a loro che dobbiamo questo ritorno alla normalità, ed è a loro che va il mio grazie più sincero"

La frana ci ha insegnato che in montagna, da soli, non si va da nessuna parte
di Redazione

SAN GIOVANNI DI FASSA. Parole cariche di emozione e gratitudine: l'Associazione Gestori Rifugi del Trentino ha voluto dedicarle a istituzioni, corpi di soccorso e comunità che hanno reso possibile il ritorno alla normalità in val di Fassa, dove i rifugisti "sono già pronti ad accogliere gli escursionisti di tutto il mondo".

 

Dopo gli eventi meteorologici che lo scorso 2 agosto hanno colpito la zona di Gardeccia e la Val di Fassa infatti si sono conclusi gli interventi di ripristino e messa in sicurezza dell'area (qui l'articolo). 

 

"Grazie a un lavoro corale, tempestivo e profondamente coordinato - si legge nel comunicato dell'associazione -, sono stati riattivati i servizi ai rifugi Vajolet, Re Alberto, Paul Preuss, Passo Santner e Passo Principe. Un risultato reso possibile soltanto dalla straordinaria collaborazione di tutte le realtà che, con competenza e generosità, si sono messe al servizio della montagna e di chi la vive". 

 

"Quello che è accaduto a Gardeccia - aggiunge personalmente la presidente dell'associazione Roberta Silva - ci ha ricordato una cosa semplice: in montagna, da soli, non si va da nessuna parte. In pochi giorni abbiamo visto istituzioni, corpi di soccorso, volontari e rifugisti lavorare fianco a fianco, senza risparmiarsi, mossi da un unico obiettivo: restituire questi luoghi a chi li ama. È a loro che dobbiamo questo ritorno alla normalità, ed è a loro che va il mio grazie più sincero”.

 

L'elenco è lunghissimo ma è giusto riportarlo nella sua interezza: il ringraziamento va alla Provincia Autonoma di Trento e alla Protezione Civile del Trentino, al Comune di San Giovanni di Fassa – Sèn Jan, al Soccorso Alpino – Centro Fassa e a tutte le strutture del Soccorso Alpino, all'ASUC di Pera, al Corpo Forestale, ai Vigili del Fuoco del Distretto, alle squadre del progetto "Sa Mont" Val di Fassa, alla SAT centrale e alle sezioni locali CAI-SAT, alla Polizia Locale di San Giovanni di Fassa, all'Arma dei Carabinieri, ad ADEP, alla Croce Rossa Italiana, a Catinaccio Buffaure S.p.A., ai gestori e collaboratori dei rifugi della zona e ai Ranger della Val di Fassa. "A ciascuno di loro, uomini e donne che hanno lavorato senza sosta, va il riconoscimento di una comunità intera".

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