Dieci anni di ritiro sull'Adamello in due fotografie: le immagini satellitari mostrano il declino del ghiacciaio più esteso delle Alpi italiane

Un confronto fotografico impietoso mostra la trasformazione del ghiacciaio dell'Adamello nell'ultimo decennio. È questa l'immagine del giorno scelta da Copernicus, che mette a confronto due riprese satellitari acquisite da Copernicus Sentinel-2 il 7 agosto 2016 e il 5 agosto 2026: "Tra le due rilevazioni, la fronte della lingua del Mandrone, il principale bacino di scarico del ghiacciaio, è arretrata di circa 550 metri secondo i dati del Comitato Glaciologico Italiano"

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Un confronto fotografico impietoso mostra la trasformazione del ghiacciaio dell'Adamello nell'ultimo decennio. È questa l'immagine del giorno scelta da Copernicus, il progetto di osservazione terrestre che fa parte del Programma Spaziale dell'Unione Europea.
Quello dell'Adamello è il ghiacciaio più esteso delle Alpi italiane e si sviluppa attorno al vasto altopiano del Pian di Neve, al confine tra la Lombardia e il Trentino.
Le riprese satellitari affiancate, scattate a dieci anni di distanza, restituiscono con evidente immediatezza la misura del cambiamento profondo che lo sta interessando.
L'inverno tra il 2025 e il 2026 ha portato scarse nevicate sul massiccio, esponendo la superficie glaciale alla radiazione solare molto prima del solito. Le condizioni sono poi ulteriormente peggiorate durante le ripetute ondate di calore dell'estate 2026, quando lo zero termico ha superato i 4.900 metri di quota, posizionandosi ben al di sopra delle cime più alte e facendo sì che il ghiaccio continuasse a fondere anche di notte.
Queste due immagini scattate dai satelliti Copernicus Sentinel-2, acquisite rispettivamente il 7 agosto 2016 e il 5 agosto 2026, inquadrano la medesima porzione del massiccio dell'Adamello e del ghiacciaio a dieci anni di distanza.

Lo scatto di sinistra evidenzia una copertura glaciale ampia e continua, dal bianco brillante tipico della neve ancora presente verso la fine dell'estate. Al contrario, l'immagine di destra rivela una superficie più scura di ghiaccio vivo e privo di neve, segnata dai detriti e caratterizzata dai toni del grigio chiaro, con il corpo del ghiacciaio completamente scoperto.
"Tra le due rilevazioni, la fronte della lingua del Mandrone, il principale bacino di scarico del ghiacciaio, è arretrata di circa 550 metri secondo i dati del Comitato Glaciologico Italiano", evidenzia Copernicus.
I dati forniti da Copernicus Sentinel-2 supportano il monitoraggio a lungo termine dei ghiacciai e della copertura nevosa, offrendo un contributo rilevante alla gestione delle risorse idriche, all'analisi e alla prevenzione dei rischi naturali, oltre che alla ricerca sul clima nelle regioni montane.












