"Porta sfondata, immondizia ovunque e cisterna sporcata": danni al rifugio Manzini sulla Maiella. "Non viene chiesto molto: prendersene cura, non distruggere arredi e attrezzature"

Il rifugio si trova sulle pendici del Monte Amaro, la vetta più alta della Maiella e seconda di tutto l'Appennino italiano. A diffondere le foto è il Parco Nazionale della Maiella, su segnalazione dello Speleo Club di Chieti, che denuncia i vandalismi e lancia un messaggio agli escursionisti

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
"Ancora danni sul Monte Amaro", questa volta tocca al rifugio Manzini. A dare notizia dei danni è il Parco Nazionale della Maiella, nel cui territorio il Monte Amaro è la vetta più alta e la più amata dagli escursionisti.
Il rifugio, che si trova a 2.523 metri di quota, rappresenta insieme al Bivacco Pelino un punto di appoggio e di sosta di fondamentale importanza per i trekking che prevedono l'ascesa dal versante orientale della Maiella.

"Porta sfondata, immondizia ovunque e cisterna sporcata!". L'Ente Parco attraverso social e sito web diffonde la segnalazione, ricevuta dallo Speleo Club di Chieti con documentazione fotografica, relativa ai danni al rifugio Manzini risalenti ai giorni scorsi.
Il rifugio Manzini, nel territorio di Fara di San Martino, è una struttura sempre aperta e non gestita. Ristrutturato nel 2008, si compone di due locali: all'interno del primo locale c'è un'area soggiorno dotata di quattro posti letto, mentre il secondo è a disposizione per attività di monitoraggio e sorveglianza.

"La segnalazione è stata inoltrata alle competenti Autorità", ammonisce il Parco nella speranza di individuare i responsabili del vandalismo; che peraltro non è il primo che si registra sulle pendici del Monte Amaro.
Nel dicembre 2025, infatti, lungo la via verso la vetta del Monte Amaro (la seconda più alta dell'Appennino italiano) erano stati condannati i vandali di un'altra struttura, il bivacco Pelino. La copertura esterna della struttura a forma di igloo, di metallo rosso, era stata deturpata nel 2022 da un gruppo di writers con delle bombolette di vernice bianca. Identificati dai Carabinieri forestali, due dei quattro autori del gesto furono condannati a quattro mesi e venti giorni di reclusione, mentre i due compagni furono invece assolti.

Il danneggiamento di beni immobili, per di più all'interno di un'area protetta come quella del Parco della Maiella e a disposizione della collettività, è un gesto vile e sconsiderato, oltre che un reato.
Il rifugio Manzini – riferisce l'Ente Parco - sarà oggetto di un prossimo intervento di riqualificazione con fondi Fsc della Regione Abruzzo, ma – data l'amara scoperta – ci tiene a rilanciare un messaggio:
"Un rifugio è utile se tutti gli escursionisti se ne prendono cura, con semplici gesti: portare via i rifiuti, non distruggere arredi ed attrezzature! Non viene chiesto molto".













