Ci ha lasciati Michele Lanzinger, pioniere della museografia moderna e membro del comitato scientifico de L'Altramontagna. Il nostro ricordo

Ci ha lasciati Michele Lanzinger, geologo, paleoantropologo, fondatore e ideatore nel 2013 - insieme a Renzo Piano - della nuova sede del MUSE (Museo delle Scienze di Trento). Fin dall'inizio è stato a fianco de L'Altramontagna, come membro del nostro Comitato scientifico. Il ricordo di Marco Albino Ferrari, a nome di Redazione e Comitato scientifico

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Una brutta notizia serpeggia in queste ore tra chi si occupa di scienza e cultura, di musei e di formazione. Ci ha lasciato Michele Lanzinger, geologo, paleoantropologo, fondatore e ideatore nel 2013 - insieme a Renzo Piano - della nuova sede del MUSE (Museo delle Scienze di Trento). Aveva solo 69 anni.
Ci sono persone che pur rifuggendo con elegante discrezione dai riflettori riescono a lasciare un’impronta sulla vita culturale di un’intera comunità. Persone che ci sono, anche se non le vedi. Lanzinger era uno di questi.
La sua vita è stata una continua ricerca di senso da dare a quell’oggetto un po’ austero e autoreferenziale che chiamiamo museo: non più scatola per conservare sottovuoto e in bell’ordine le collezioni, ma un luogo vivo, pulsante di energia, dove fuori dalla porta si allungano code di ragazzi assetati di sapere. Lanzinger ha sviluppato, fino ai limiti, quella tendenza della museografia scientifica già in atto dagli anni Ottanta, che prevede il museo come macchina complessa, aperta a sedi esterne, promotrice di ricerca, di tutela, pungolo alla politica.
Vuoi saperne di più sulle ultime novità nel rapporto tra uomo e orso? Vai al MUSE. Vuoi capire il fenomeno delle stelle cadenti? Vai al distaccamento del MUSE alle Viote, dove si trova la Terrazza delle stelle. Un museo scientifico, secondo Lanzinger, deve assumere il passo dei nostri nonni illuministi, che osservavano senza barriere disciplinari, senza costrizioni prospettiche. Sempre alla ricerca di uno sguardo onnivedente.
Sotto la sua guida, il MUSE di Trento è diventato il capofila di questa idea di divulgazione, in compagnia per esempio del Museo Nazionale della Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano e il Museo Galileo di Firenze. Lanzinger ha ricevuto diversi riconoscimenti e incarichi ed è stato presidente di ICOM Italia (International Cuncil of Museums) e dell’ANMS (Associazione Nazionale Musei Scientifici). Sempre grazie a lui, è iniziata una fitta collaborazione tra lo stesso MUSE e la nostra testata.
Ma c’è altro che andrebbe detto. Era un appassionato musicista. E ciò non dovrebbe stupire, data la sua già accennata ecletticità. Suonava viola e violino, non a tempo perso. Ha preso parte a complessi da camera esibendosi in diversi teatri e fondando l’orchestra "I Filarmonici". Ha anche sostenuto il progetto Anima, la realizzazione del quartetto d’archi con il legno dell’Avez del Prinzep, l’abete bianco monumentale schiantato durante una tempesta di vento.
Ricordo quando lo invitai a far parte del Collettivo de L’Altramontagna. L’avventura del nostro quotidiano era agli inizi, pochi avevano colto il senso di questo progetto, ma lui non esitò.
"Ho capito che abbiamo la stessa visione sull’ambiante, sulla divulgazione, su come approcciare i temi che riguardano la vita sulle montagne". La ponderazione scientifica, non la scorciatoia ideologica, era ciò che lo aveva guidato nella sua lunga carriera, e che ora ritrovava nel nostro lavoro.
Ciao caro Michele, la redazione e il Collettivo de L’Altramontagna ti ringraziano per esserci stato.













