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Attualità | 10 agosto 2026 | 13:00

Comprensorio sciistico di Colere: gli interventi realizzati sono a rischio difformità? Esposto presentato alla Procura della Repubblica

"Accertamenti necessari su interventi invasivi e poco trasparenti": la decisione di rivolgersi alla magistratura fa seguito alle segnalazioni inoltrate in precedenza a diversi enti, rimaste senza riscontro. Elena Ferrario, presidente di Legambiente Bergamo spiega: "L'esposto alla procura serve a rimettere al centro la specificità del territorio, sperando che le attività imprenditoriali orientino diversamente le loro energie, specialmente alla luce dell'evidente crisi climatica"

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.

Legambiente ha depositato un esposto presso la Procura della Repubblica di Bergamo per chiedere un accertamento penale e tecnico-amministrativo sulle opere di ristrutturazione della stazione sciistica di Colere, situate all'interno del Parco Regionale Orobie Bergamasche. Gli approfondimenti dell'associazione si concentrano sull'area carsica protetta Mare in Burrasca, geosito di elevato valore ambientale.

 

La decisione di rivolgersi alla magistratura fa seguito alle segnalazioni inoltrate in precedenza a diversi enti: lo scorso anno, Legambiente aveva “segnalato i lavori in essere al Parco Regionale Orobie Bergamasche, ai Carabinieri Forestali e ai Comuni di Colere e Vilminore di Scalve, senza però ricevere alcun riscontro”, fa sapere l’associazione, che aggiunge: “Solo dopo sollecito, il Parco Regionale Orobie Bergamasche prende atto delle segnalazioni, ma conferma di non esercitare alcun controllo dei lavori in area sciistica”. 

 

A seguito dell'osservazione di diversi interventi di ristrutturazione della stazione sciistica di Colere, eseguiti nell'area carsica protetta Mare in Burrasca, gli approfondimenti di Legambiente avrebbero riscontrato possibili anomalie. 

 

L’associazione ha quindi ritenuto necessario depositare un esposto alla Procura della Repubblica di Bergamo, “come sollecitazione motivata allo svolgimento di accertamenti di carattere penale e tecnico-amministrativo su una pluralità di fatti specifici, documentati o quanto meno circostanziati”. 

 

“Più specificamente, si tratterebbe di una probabile neutralizzazione dei vincoli geologici per le nuove edificazioni e per gli interventi realizzati in aree a rischio, con possibili difformità e violazioni di prescrizioni ambientali relativamente all'ampliamento e spianamento delle piste, distruzione dei pavimenti calcarei protetti, strada di servizio non autorizzata, gestione dei rifiuti di cantiere, impianto di trattamento dei reflui idrici dell'albergo ristrutturato a Pian del Sole inadeguato e di carenze nella vigilanza”, precisa l’associazione.

 

Nel merito della vicenda, Legambiente ribadisce la propria posizione relativa agli impianti di risalita, dichiarandosi favorevole al recupero delle strutture esistenti, purché esso sia sostenibile sul piano economico e climatico, escludendo nuovi ampliamenti e operando nel pieno rispetto delle leggi. L'associazione dichiara infatti: "Legambiente non è contraria a priori agli impianti sciistici, ma ritiene che quelli esistenti, se le condizioni economiche e climatiche lo permettano, possano essere ristrutturati senza prevedere ulteriori ampliamenti. Naturalmente, come anche tutti gli imprenditori coinvolti dichiarano, riteniamo che tali ristrutturazioni debbano essere realizzate nel completo rispetto delle leggi".

 

La presidente di Legambiente Bergamo, Elena Ferrario, spiega: "Colere è un territorio molto fragile, soggetto a una pressione che non sembra valorizzare i suoi contenuti naturalistici e paesaggistici. Sono questi ultimi a costituire la garanzia di una sua attrattività a lungo termine, garantendo riparo dagli effetti della crisi climatica. L'esposto alla procura serve a rimettere al centro la specificità del territorio, sperando che le attività imprenditoriali orientino diversamente le loro energie, specialmente alla luce dell'evidente crisi climatica”. 

 

 

Immagine di apertura: una vista del geosito Mare in Burrasca a Colere (fotografia di Cinzia Terruzzi / Legambiente Bergamo APS) e Elena Ferrario, presidente di Legambiente Bergamo

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