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Storie | 10 agosto 2026 | 18:00

Il finto lupo che allontana orsi, ungulati e scimmie con ruggiti, sirene e luci intermittenti. Il Monster Wolf è nato da un episodio di Pokémon

In Giappone, oltre all'aumento delle interazioni con gli orsi, la popolazione deve gestire i rischi e i danni provocati da milioni di cervi, ma anche da scimmie e cinghiali. Un'azienda di Hokkaidō ha creato un lupo meccanico con sembianze demoniache, in grado di muoversi, emettere forti suoni e lampeggiare violentemente. Ne sono state vendute circa 400 unità e ad oggi sembra funzionare

scritto da Carlo Berti

Naie è una minuscola cittadina a un'ora d'auto da Sapporo, il più importante centro urbano di Hokkaidō. Mi trovo qui in questa mattinata afosa per un'unica ragione: visitare la sede della Wolf Kamuy Company e parlare con il suo presidente, Motohiro Miyasaka. È ormai qualche anno, infatti, che circolano sui media di mezzo mondo (inclusi quelli italiani e trentini) le immagini del "Monster Wolf", il congegno dalle fattezze di un lupo da film dell'orrore, prodotto da questa azienda per scacciare gli animali selvatici (orsi inclusi) dalle zone antropizzate.

 

Più recentemente, si è diffusa la notizia che l'azienda starebbe producendo una versione portatile di questo dispositivo che contribuisca a tenere lontani gli orsi dagli escursionisti che si addentrano nelle montagne del Giappone.

Il contesto è noto: si stima che in Giappone che ci siano circa 45.000 orsi neri asiatici concentrati quasi interamente nell'isola di Honshū, e altri 12.000 orsi bruni a Hokkaidō. Negli ultimi anni le interazioni sono aumentate e diverse persone sono state ferite e, talvolta, uccise da plantigradi che, nella maggior parte dei casi, si erano inoltrati in aree antropizzate. È forse meno noto, tuttavia, che il Giappone accoglie anche popolazioni notevoli di cervi (stimati in oltre 3 milioni in tutto il Paese), cinghiali (circa 800.000) e macachi giapponesi (circa 100.000), che producono ingenti danni alle coltivazioni e in taluni casi anche agli allevamenti (per esempio diffondendo malattie).

 

È emblematico, dunque, che questa azienda abbia scelto proprio il design di un lupo per il suo prodotto: il lupo, infatti, è estinto a Hokkaidō e nel resto del Giappone ormai da diversi decenni, e questa estinzione ha contribuito al proliferare di cervi, cinghiali e scimmie che, da allora, non devono più preoccuparsi degli attacchi di questo temibile predatore.

 

Il design del Monster Wolf, in effetti, non è una mera questione di marketing, ma una parte integrante della sua funzionalità. La primissima idea fu ispirata nientemeno che dal noto cartone animato giapponese Pokémon, in particolare dall'episodio 38 della prima stagione, inedito in Italia. L'episodio generò un piccolo scandalo, noto come "Pokémon Shock", poiché un breve spezzone contenente luci intermittenti causò centinaia di malori in tutto il Paese, con decine di ricoveri ospedalieri per sospetti attacchi di epilessia. L'azienda Ohta Seiki, che si occupava tra l'altro di illuminazione, iniziò a domandarsi se si potessero usare luci forti e intermittenti come dissuasori per animali selvatici, sviluppando così il "Monster Beam" (raggio mostruoso), che combinava LED intermittenti e suoni.

In seguito ad alcune consulenze con esperti, tuttavia, fu presa la decisione di integrare luci e suoni in un "guscio" a forma di lupo, predatore naturale dei cervi (che, tra tutti gli animali selvatici, sono quelli che causano più danni nel Paese). Nacque così, nel 2016, il primo "Monster Wolf". Fu poi fondata anche un'azienda parallela e indipendente per occuparsi dello sviluppo e della vendita di questi dispositivi: il nome scelto fu Wolf Kamuy, che unisce al termine "lupo" anche la parola "kamuy", il nome generico delle divinità Ainu (una popolazione etnicamente non giapponese concentrata a Hokkaidō).

 

Oggi il Monster Wolf combina una moltitudine di suoni spaventosi (50 suoni diversi, tra cui ringhi, ruggiti e sirene, con intensità fino a 90 decibel), luci lampeggianti, movimenti della testa e un aspetto obiettivamente terrificante (per qualche motivo, l'avevo immaginato più grande, ma la sua dimensione rispecchia effettivamente quella di un lupo).

Luci e suoni si attivano con un rilevatore a infrarossi, oppure possono essere programmati a intervalli (generalmente di 30 minuti) con un timer, e si propagano fino a un chilometro di distanza. Nulla viene lasciato al caso per cercare di aumentarne l'efficacia. Il consiglio agli utilizzatori, per esempio, è quello di spostarlo una volta al mese, per evitare che la fauna selvatica si abitui. Ma per facilitare questa operazione, l'azienda ha sviluppato soluzioni creative: sono disponibili carrelli a spostamento manuale o a motore, ed è in fase di sviluppo persino un Monster Wolf montato su un carrello semovente che, contemporaneamente, si occupa di tagliare l'erba. La ricarica del carrello può inoltre essere affidata a un piccolo pannello solare installato direttamente sul lupo.

 

Al momento, spiega Miyasaka, ne sono state vendute circa 400 unità, equamente distribuite tra Hokkaidō e Honshū. Gli ambiti di applicazione non si limitano alla protezione delle attività agricole o degli allevamenti. Il Monster Wolf, racconta Miyasaka, viene infatti attualmente utilizzato anche nel settore forestale, per proteggere dai cervi i germogli appena piantumati; oppure lungo le ferrovie (soprattutto a ridosso di curve cieche) e le autostrade, per impedire agli animali di attraversare o entrare in queste aree; ma anche nei campi da golf, dove talvolta compaiono animali che possono persino causare l'annullamento delle competizioni; e nelle aree urbane, per cercare di tenere lontani gli orsi.

Con l'ausilio di un dépliant esplicativo, Miyasaka mi mostra alcuni esempi concreti: all'ingresso di una tangenziale di Hokkaidō, dopo l'installazione di un Monster Wolf, è da cinque anni che non si registrano intrusioni di cervi; nel 2019, il dispositivo fu installato in un allevamento di bovini come misura difensiva contro gli orsi, piazzandolo nei pressi di un punto debole del recinto elettrificato, e annullando del tutto (almeno fino ad ora) le incursioni dei plantigradi. Più complessa è l'installazione in aree residenziali come misura di prevenzione contro gli orsi: poiché il Monster Wolf emette suoni intorno ai 90 decibel, è stato necessario installare altoparlanti direzionali.

 

Ma che cosa pensano gli esperti di questo particolare dispositivo? Il presidente Miyasaka racconta che per svilupparlo fu contattata la Tokyo University of Agriculture, e in particolare un professore che gestiva alcuni cervi in cattività. Il professore accolse l'idea con scetticismo, ma dovette ricredersi quando un Monster Wolf fu piazzato vicino al cibo degli ungulati. Anche se il dispositivo in quel momento non emetteva né suoni né luci, gli animali mantennero le distanze ed evitarono di nutrirsi, nonostante fossero affamati.

 

Il professor Kiwa Sato, della Rakuno Gakuen University, testò il Monster Wolf installando due dispositivi in due campi di mais a Yakumo, nei punti in cui si prevedeva che potessero entrare gli orsi, verificando una riduzione dei danni fino a una distanza in linea d'aria di 125 metri dai congegni. Uno studio tecnico indipendente del 2018 ha confermato l'efficacia del Monster Wolf a distanze ravvicinate, mentre l'effetto dissuasivo sembra diminuire a grandi distanze e, soprattutto, in zone dove il dispositivo è udibile ma scarsamente visibile. Con le dovute cautele, dunque, sembra che il Monster Wolf possa costituire, in diversi contesti, un valido aiuto per la dissuasione degli animali selvatici.

Ancora da testare è invece l'efficacia di un altro strumento, attualmente in fase di sviluppo: il Mini Wolf, un piccolo e simpatico peluche a forma di lupo in grado di emettere a sua volta suoni inquietanti, ideato per accompagnare escursionisti e turisti nelle zone con forte presenza di plantigradi. La Wolf Kamuy lo sta realizzando in collaborazione con una fabbrica di peluche situata nella vicina cittadina di Bibai. Il Mini Wolf è dotato di un meccanismo che emette un suono quando si preme un pulsante. Sebbene il volume sia regolabile, è impostato a un livello relativamente alto per garantirne l'efficacia. Il prototipo già esiste, e non ha affatto l'aspetto demoniaco e spaventoso del Monster Wolf. La fase pilota di vendita, test e feedback degli utenti è prevista per la fine dell'anno.

 

E non è tutto: alla Wolf Kamuy stanno anche pensando a come affrontare in maniera non violenta il problema dei danni e dei rischi generati dagli uccelli. Dopo aver ricevuto alcune richieste per dispositivi di questo tipo, l'azienda ha iniziato a sviluppare la "Monster Eagle". Il design si ispira all'aquila di mare di Steller, il più grande rapace presente in Giappone. La testa e le zampe sono realizzate con una stampante 3D, mentre le ali sono in FRP (plastica rinforzata con fibre). Nel 2024, un prototipo è stato installato in un piccolo aeroporto come misura di prevenzione contro le collisioni con gli uccelli (i cosiddetti bird strikes). I risultati hanno mostrato una diminuzione della presenza di corvi, con un effetto che è durato per circa due mesi.

la rubrica
Orsi e persone: storie di convivenza dal mondo

La rubrica si pone l'obiettivo di proporre ai lettori di L'Altramontagna - e più in generale alle comunità locali - storie di convivenza da aree geograficamente e culturalmente variegate. Senza particolari intenti didattici o comparativi, l'intento principale è quello di ampliare lo sguardo su un tema di rilevanza centrale per le aree interne, portando esempi dal mondo che offrano una varietà di prospettive sulle complessità della convivenza, le soluzioni adottabili e l'evolversi dei rapporti tra orsi e comunità tra tradizioni locali, culture indigene e contesti moderni.

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