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Ambiente | 02 gennaio 2026 | 06:00

Record di feriti e morti causati da interazioni con orsi in Giappone: "Lo spopolamento delle zone rurali permette ai plantigradi di espandere il loro areale e avvicinarsi alle aree urbane"

Nell'anno record di morti e feriti a seguito di interazioni con gli orsi, il Giappone è arrivato a dislocare le forze armate a supporto dei cacciatori locali, nel tentativo di arginare i danni prodotti dagli orsi confidenti. La popolazione di orsi in Giappone è di circa 45.000 orsi. Koji Yamazaki, esperto di orsi e professore alla Tokyo University of Agriculture, offre a L'Altramontagna una panoramica della situazione attuale e uno sguardo sul futuro della convivenza

scritto da Carlo Berti

Una delle ultime notizie arrivate dal Giappone nel 2025 è la scelta come kanji dell’anno del carattere che rappresenta l’orso (kuma). La decisione della Japan Kanji Aptitude Testing Foundation, presa tramite sondaggio pubblico, arriva alla fine di un anno particolarmente difficile per la convivenza tra orsi e persone nel Paese. Il 2025 è stato infatti segnato da un record di feriti e morti causati da interazioni con gli orsi: tra aprile e novembre, i morti sono stati 13 e i feriti oltre 200, superando il precedente record relativo al 2023 (per la precisione, al periodo tra aprile 2023 e marzo 2024, in quanto il conteggio viene fatto in base all’anno fiscale). I numerosissimi avvistamenti e le frequenti interazioni nei mesi di ottobre e novembre hanno generato un flusso di notizie a livello internazionale: tra orsi che entrano nei supermercati, dislocamento delle truppe terrestri di difesa per contribuire alle catture, e false immagini di incontri ravvicinati generate con l’intelligenza artificiale, è emerso un ritratto drammatico e spesso assai confuso della convivenza con gli orsi in Giappone. Per chiarirci le idee, abbiamo contattato Koji Yamazaki, professore presso il Forest Ecology Laboratory della Tokyo University of Agriculture. Yamazaki studia gli orsi dal 1992, quando ha iniziato a svolgere studi comportamentali ed ecologici sull’orso nero asiatico e sull’orso bruno in Giappone, Russia e Scandinavia. La nostra conversazione, avvenuta a metà novembre nel momento di massimo clamore mediatico internazionale, aiuta a capire meglio la situazione.

 

 

Professor Yamazaki, quali specie di orsi esistono in Giappone? Dove vivono, e quanti esemplari ci sono approssimativamente? Qual è il loro stato di conservazione e protezione?

 

Il Giappone è composto principalmente da quattro grandi isole. Gli orsi bruni vivono nell’isola di Hokkaidō, nel nord, mentre gli orsi neri asiatici si trovano a Honshū (l’isola principale del Giappone, ndr) e a Shikoku. A Kyūshū, gli orsi neri asiatici si sono estinti localmente negli anni '40, mentre a Shikoku ne rimangono solo una trentina di esemplari.

La popolazione di orsi bruni a Hokkaidō è stata stimata in una media di 12.000 esemplari nel 2022. Per quanto riguarda gli orsi neri asiatici a Honshū, sommando le stime fornite da ciascuna prefettura si ottiene una popolazione minima di circa 45.000 esemplari, anche se questa cifra è considerata piuttosto approssimativa e probabilmente sottostimata.

In molte prefetture del Giappone orientale e a Hokkaidō, gli orsi sono considerati una specie cacciabile. Sia gli orsi neri asiatici che gli orsi bruni includono alcune popolazioni regionali che sono elencate nella Red List del Ministero dell'Ambiente (una lista di popolazioni a rischio di estinzione, ndr), ma si prevede che la maggior parte saranno rimosse nel prossimo futuro.

 

 

Come si spiega il picco di vittime di attacchi di orsi nel 2025? Fa parte di una tendenza? E se sì, quali sono le possibili spiegazioni?

 

Gli attacchi degli orsi non sono aumentati improvvisamente nel 2025, ma erano già in aumento dagli anni 2000. Uno dei fattori principali è che lo spopolamento e l'invecchiamento delle zone rurali hanno permesso agli orsi di espandere il loro areale di distribuzione e avvicinarsi alle aree urbane. Di conseguenza, è aumentato il numero di orsi che entrano nelle città, il che si ritiene abbia contribuito all'aumento degli incidenti.

 

 

Qual è il rapporto tra le popolazioni rurali e gli orsi nelle aree di frequente interazione? Esistono misure di prevenzione e di educazione? Se sì, sono efficienti ed efficaci?

 

Nelle zone rurali, un tempo c'erano cacciatori locali che possedevano le competenze necessarie per cacciare gli orsi, ma il loro numero è diminuito a causa dell'invecchiamento della popolazione. Sebbene le amministrazioni locali si impegnino nella prevenzione e nell'educazione, per molti anziani è difficile comprendere appieno queste misure e spesso non hanno le capacità fisiche per attuare da soli precauzioni efficaci.

 

 

Come hanno reagito le autorità locali e il governo giapponese a quella che i media internazionali hanno descritto come una situazione di emergenza?

 

Per assistere i cacciatori locali, spesso anziani, e il personale municipale, sono state dispiegate le Japan Ground Self-Defense Forces (le forze terrestri di autodifesa giapponesi, un corpo militare, ndr), per supportare la cattura degli orsi. Anche la polizia ha inviato unità armate di fucili; ma senza esperienza di caccia, queste non sono ancora una forza operativa immediata. Recentemente, il governo ha annunciato un pacchetto di misure di sostegno alla gestione dei danni causati dagli orsi, accompagnato da nuove misure di bilancio, per rafforzare gli sforzi di gestione.

Per quanto riguarda la copertura mediatica, le amministrazioni nazionali e locali sono impegnate nelle operazioni sul posto e non hanno la capacità di gestire le richieste di informazioni da parte dei media stranieri. Inoltre, ritengo che sia difficile per i media stranieri comprendere adeguatamente la situazione in Giappone senza recarsi effettivamente nel Paese. Il Giappone ha probabilmente una delle più alte densità di popolazione di orsi al mondo.

 

 

Quali sono gli attuali metodi di gestione delle popolazioni di orsi?

 

Si stanno adottando misure ambientali per evitare di attirare gli orsi nei villaggi, ma l'abbattimento selettivo intorno agli insediamenti è una pratica diffusa come risposta sintomatica. Quest'anno sono già state catturate diverse migliaia di orsi (un quotidiano giapponese riferisce di quasi diecimila catture fino a ottobre, ndr). Quasi tutti questi orsi sono stati uccisi.

 

 

Ritiene che i metodi attuali di gestione delle popolazioni di orsi dovrebbero essere modificati o aggiornati? In che modo?

 

Nella regione settentrionale di Tohoku, nell'isola di Honshū, credo sia necessario catturare tutti gli orsi neri asiatici abituati alla presenza umana che vivono nei pressi degli insediamenti, al fine di "resettare" la situazione. Successivamente, saranno necessarie misure quali la gestione dei terreni agricoli per evitare di attirare gli orsi. Le intrusioni e gli incidenti causati dagli orsi non si verificano in modo uniforme in tutto il Giappone: a Hokkaidō sono concentrati nella zona di Sapporo; a Honshū sono particolarmente gravi nella regione di Tohoku, mentre il Giappone occidentale rimane relativamente tranquillo.

 

 

Pensa che l'attuale frequenza di interazioni e attacchi possa influire negativamente sulla percezione sociale degli orsi? Gli orsi stanno diventando oggetto di dibattito politico a livello locale o nazionale?

 

Sì, indubbiamente.

 

 

C'è qualcos'altro che vorrebbe aggiungere su questo argomento per i nostri lettori italiani?

 

In Italia, gli orsi bruni sono stati reintrodotti dai paesi confinanti (il riferimento è, ovviamente, al Trentino, oggetto di un progetto di reintroduzione di orsi prelevati dalla Slovenia, ndr), ma una volta che le popolazioni si saranno riprese, prima o poi saranno inevitabili i conflitti con gli esseri umani. Credo sia essenziale gestire in anticipo la loro distribuzione e il loro numero. Penso anche ai potenziali danni al bestiame. L'anno prossimo si terrà una conferenza internazionale sugli orsi a Pescasseroli, in Italia (la ventinovesima conferenza dell'International Association for Bear Research and Management, dal 20 al 25 settembre 2026, ndr), e ho intenzione di partecipare per avere informazioni più dettagliate direttamente dai ricercatori locali.

la rubrica
Orsi e persone: storie di convivenza dal mondo

La rubrica si pone l'obiettivo di proporre ai lettori di L'Altramontagna - e più in generale alle comunità locali - storie di convivenza da aree geograficamente e culturalmente variegate. Senza particolari intenti didattici o comparativi, l'intento principale è quello di ampliare lo sguardo su un tema di rilevanza centrale per le aree interne, portando esempi dal mondo che offrano una varietà di prospettive sulle complessità della convivenza, le soluzioni adottabili e l'evolversi dei rapporti tra orsi e comunità tra tradizioni locali, culture indigene e contesti moderni.

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