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Attualità | 29 maggio 2026 | 18:00

"Basta un attimo e succede una tragedia". Vacanze in auto sportiva, sfrecciando tra le Dolomiti. Il Cai Alto Adige: "Le strade non vengono chiuse. Tutto questo viene fatto alla luce del sole"

A seguito del nostro articolo sulle corse di supercar organizzate in Alto Adige da una concessionaria di Praga, sembrano essersi attivati alcuni controlli delle forze dell'ordine. Il commento di Carlo Alberto Zanella: "Non vogliamo che le nostre strade di montagna diventino il luogo dove chiunque possa fare quello che gli pare. Se diventa dannoso per l'ambiente e pericoloso per le persone, allora non è tollerabile"

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Festival AltraMontagna

A seguito del nostro articolo sull’autoproclamata "mafia" delle strade dolomitiche, ovvero la quattro giorni di corse d’auto di lusso organizzata da una concessionaria di Praga sulle Dolomiti altoatesine, il Cai Alto Adige si è attivato affinché le forze dell’ordine fossero informate di questa insolita presenza, e - se lo avessero ritenuto necessario - effettuassero gli opportuni controlli.

 

Così è stato, e le prime pattuglie hanno iniziato a predisporre i primi posti di blocco tra le strade alpine. Tuttavia, afferma il presidente del Cai Alto Adige, Carlo Alberto Zanella, che ha contribuito alla segnalazione, non è così semplice disincentivare queste vistose e pericolose forme di turismo.

 

"Queste persone ormai pare si siano ben attrezzate. Ci sono quelli che segnalano ‘attenzione, polizia’, per impedire che quest’altri vengano fermati per eccesso di velocità. Perciò c’è bisogno di attività più incisive, che ragionino sulla prevenzione. Spero che si intervenga in modo drastico, perché altrimenti una cosa del genere diventa un’abitudine".

 

Il presidente della sezione, quindi, introduce un dubbio legittimo: queste cose avvengono allo stesso modo in Austria, in Svizzera o altrove? Non saranno forse le nostre normative ad essere eccessivamente lassive?

 

"Io li chiamo i ‘tamarri’. Quelli che, pur di far vedere che sanno guidare una Ferrari, vanno a sfrecciare sulle strade delle Dolomiti a tutta velocità e facendo un fracasso enorme. Su strade che la gente frequenta quotidianamente per andare a lavoro. Addirittura so che c’è una ditta in Germania che noleggiava queste auto apposta".

 

I problemi che sollevano, in territori così delicati, sono di molteplice entità: rumore, inquinamento, pericolo. "Attenzione", fa presente Zanella: "Le strade non vengono chiuse. Basta un attimo e succede una tragedia, magari con un ciclista o un motociclista tra i tanti che frequentano queste zone".

 

"Magari una macchina si trova davanti qualcuno e sono capaci di fare gare delle improvvisate. La gente va fuori di testa. Io ho dei video di macchine che facevano derapate su Passo Gardena".

 

Il guaio maggiore, continua il presidente del Cai locale, è che tutto questo fenomeno sembra essere fondamentalmente tollerato, rischiando di incentivarne l’emulazione da parte dei più giovani.

 

"Occhio: non è che tutto questo venga fatto di nascosto. E così anche i ragazzini locali iniziano a farlo. Magari la sera, con macchine tuning e simili. Io ho visto, sulla strada della Mendola, quando arrivavano i carabinieri a fare i controlli. E chissà perché alla fine riuscivano tutti a scappare. Ormai è un sistema rodato: si fanno le segnalazioni l’un l’altro, non è facile beccarli".

 

Queste cose bisogna affrontarle seriamente, asserisce Zanella. "Si parla tanto di turismo, di chiudere le strade, del traffico, eccetera, ma poi si permettono queste cose qui. Il problema grosso è che queste persone, che magari si possono permettere auto da centinaia di migliaia di euro, se prendono multe da 50 euro non se ne accorgono nemmeno".

 

Insomma, si promette una stagione complessa. "Io sono molto preoccupato per quest’estate, temo sarà disastrosa dal punto di vista del turismo. Le premesse non sono affatto delle migliori, già quattro morti in quattro giorni".

 

Intanto, il Cai altoatesino continua a mostrare al sua presenza e preoccupazione. "Ogni volta che accadono certe cose, che si parla di chiusure o di limitazioni, noi queste problematiche le solleviamo sempre. Non vogliamo che le nostre strade di montagna diventino il luogo dove chiunque possa fare quello che gli pare. Già il fatto di essere in montagna e sentire auto e moto che corrono in lontananza dà fastidio; ma se diventa dannoso per l’ambiente e pericoloso per le persone, allora non è tollerabile".

 

Proprio in quest’ottica, il 10 giugno, dalle ore 18 alle 20, il Cai organizza una serata informativa su come comportarsi in montagna, al Cinema Costellazione di Bolzano. "Ci sarà un intervento del Corpo Alpino, uno dei nostri volontari, qualcuno che parlerà dei rifugi, qualcuno dei sentieri, e un nostro tecnico parlerà di medicina di montagna. Speriamo così di dare un contributo e un’informazione utile ed articolata a chi si avvicina alla montagna".

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