Contenuto sponsorizzato
Attualità | 28 maggio 2026 | 12:00

"I locali di cucina e bar erano del tutto fuori norma, così ho dovuto rinunciare". Il Rifugio Marinelli è senza gestore, a pochi giorni dall'inizio della stagione. Il Cai Udine cerca una soluzione d'emergenza

Dopo cinquant'anni di gestione, per il rifugio più alto della Carnia si preannuncia un difficile inizio di stagione. Terminata la scorsa gestione, era stato individuato un nuovo papabile candidato di esperienza che tuttavia, dopo un sopralluogo, ha ritirato la candidatura. La Società Alpina Friulana (sezione Cai di Udine) sta ora facendo il possibile per garantire l'apertura al più presto

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Festival AltraMontagna

Il 22 dicembre scorso davamo la notizia che il Rifugio Giovanni e Olinto Marinelli, il più alto e tra i più amati della Carnia, rimaneva senza gestore. Dopo cinquanta stagioni estive passate in quota, la famiglia Tamussin aveva deciso di lasciare la struttura ai piedi del Monte Coglians. Oggi, a quanto pare, quella che sembrava essere la futura gestione è saltata: il timore degli affezionati è che il rifugio possa restare chiuso per l’intera stagione.

 

A seguito della rinuncia dei Tamussin, la Società Alpina Friulana, proprietaria del rifugio, aveva avviato in gennaio la raccolta di manifestazioni di interesse per trovare nuovi candidati qualificati a cui affidare la gestione del Rifugio Marinelli per il periodo 2026-2031.

 

L’annuncio, pubblicato sul sito della Saf, precisava che la gestione sarebbe avvenuta mediante contratto di affitto di ramo d’azienda, e che si riservava la facoltà di non procedere all’affidamento qualora non fossero sussistite le condizioni idonee o qualora nessuna delle candidature pervenute risultasse adeguata.

 

"Il Rifugio Marinelli - si leggeva sullo stesso comunicato - è una struttura già pienamente avviata sotto il profilo gestionale, che registra da anni un significativo afflusso di presenze. Nel tempo è stata oggetto di importanti investimenti strutturali e funzionali, volti a migliorarne l’efficienza, la sostenibilità e la fruibilità complessiva".

 

Tra i candidati, alla manifestazione di interesse aveva partecipato anche Simone Gonano, già noto nel panorama montano del Friuli Venezia Giulia per la gestione del Rifugio Alpino F.lli de Gasperi, in Val Pesarina, e per quella del Rifugio escursionistico Pian dei Ciclamini, in alta Val Torre. Proprio lui, che sembrava il favorito per la prossima gestione del Marinelli, a pochi giorni dall’inizio stagione ha ritirato la sua candidatura. Il perché? Lo abbiamo chiesto allo stesso Gonano.

 

"Ho partecipato alla manifestazione di interesse e ho dovuto aspettare quaranta giorni per andare a vedere i locali. Poi, una volta visti, ho rinunciato al più presto perché all’interno i locali erano del tutto fuori norma, soprattutto quelli di cucina e bar".

 

A quel punto, il rifugista afferma di aver dovuto dare immediatamente disdetta per l’assegnazione. "Il contratto ancora non mi era stato presentato, ma - in linea con i contratti del Cai per la gestione dei rifugi - mi dava tutta la responsabilità dei locali, anche se fuori norma. Così, seppur a malincuore, ho dovuto rinunciare alla gestione del Marinelli".

 

Simone Gonano sceglie di non andare oltre nei dettagli, riferisce infatti di aver inviato la rinuncia tramite lettera dell’avocato, e non si sente di lasciare ulteriori informazioni che potrebbero creare conflitto con la Saf. Sottolinea però di aver dato disdetta immediatamente, in modo che, se vi fossero altre persone disposta a gestire il locale, potessero trovare un sostituto.

 

A seguito delle dichiarazioni rilasciate dal rifugista, ci siamo rivolti alla Società Alpina Friulana per chiarire la questione e il futuro della struttura. Ci ha risposto Umberto Sello, presidente della sezione, che si è occupato personalmente della questione.

 

"Per il Rifugio - spiega il presidente - abbiamo avuto quindici candidature, tra le quali abbiamo selezionato le tre con più curriculum e il cui profilo si prestava meglio alla struttura. Abbiamo fatto il sopralluogo e dopo qualche giorno, a maggio, Gonano, che nel frattempo era stato scelto come il candidato più idoneo, ha rinunciato e quindi abbiamo dovuto ripartire da zero. Con la stagione che parte il quindici di giugno, difficilmente riusciremo a stare nei tempi".

 

Si annuncia allora un inizio di stagione complesso; tuttavia, tenere chiuso pare non essere un’ipotesi. "Stiamo vagliando un’altra offerta, la seconda in graduatoria, che sono due ragazzi volenterosi, anche se ancora non mi azzardo a dire di aver trovato i nuovi gestori". Continua schietto: "Non è facile da dire a uno 'non sei stato scelto' e dopo un mese dirgli 'abbiamo bisogno di te'".

 

L’idea, comunque, è trovare il modo di aprire: "Luglio, agosto e settembre il Marinelli deve essere aperto".

 

Per quanto riguarda le strutture, afferma il presidente Sello, dopo cinquant’anni di gestione unica alcuni lavori da fare nel rifugio erano previsti. Per ora, afferma, stanno terminando alcuni interventi, e altri finiranno a gestione in corso, considerata la finestra di tempo abbastanza ristretta. "Quindici giorni fa c'erano quaranta centimetri di neve, non si poteva salire coi mezzi".

 

Tra gli interventi già previsti per adeguare il rifugio - continua la Saf - c’era quello di portare da 45 a 25 i posti letto, per le norme delle prevenzioni incendi. Per la stessa ragione, sembra, anche la cucina va rimodernata.

 

 "Il rifugio è stato arredato vent'anni fa, con i mobili della cucina in legno. Se ora le norme ti dicono che non puoi averli, certo li metteremo in acciaio, ma ci vuole del tempo. Se non li ho a giugno, li metto a luglio".

 

Ciò nonostante, il contratto prevede in effetti la responsabilità del gestore in caso di sanzioni o incidenti, ragion per cui - come segnalava - Gonano non ne avrebbe voluto sapere, e ha ritirato la candidatura.

 

Il presidente della Saf mostra il rammarico per l’imprevisto: la Saf aveva creduto nell’esperienza di Gonano che, oltre ad essere un esperto rifugista, è anche carnico, e aveva quindi una buona rete di contatti all’attivo. Ad ogni modo, afferma che proseguiranno ugualmente per fare in modo di aprire la struttura al pubblico il prima possibile.

 

Ora però è presto per date precise e sono molte le variabili in ballo da considerare. "Prima c’erano otto persone che lavoravano; i prossimi sarebbero in due, dunque dovranno cercarsi anche dei collaboratori. E non è facile trovarli ora. Le incognite sono molte, ma stiamo facendo del nostro meglio per aprire almeno con un panino e una birra".

 

Intanto, tra i commenti social i conoscitori della zona si dividono tra la rabbia e il rammarico: due dei rifugi più amati in zona, il Lambertenghi-Romanin, chiuso da tempo per lavori, e il Marinelli, entrambi sul Monte Coglians (tra i più frequentati della Carnia), per ora rimangono chiusi al pubblico.

Contenuto sponsorizzato