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Attualità | 29 maggio 2026 | 12:15

"La tua supercar è la tua arma per controllare le Dolomiti". Corse in auto sui passi, un fenomeno in crescita: dalla Repubblica Ceca arriva "La mafia delle strade"

La "battaglia per il territorio" prevede la divisione dei partecipanti in gruppi da 5 a 7 auto e le tracce sono segrete, verranno svelate solo sul posto. "Non ci sarà il Gps a guidarvi verso la destinazione, solo indizi criptati e prove di lealtà in luoghi segreti. Chi le supererà meglio diventerà il nuovo Capitano. Il percorso stesso è avvolto nel mistero: l'elemento sorpresa è parte integrante del gioco". Non rischia di risultare controproducente continuare a promuovere le Alpi come parco giochi d'Europa?

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Festival AltraMontagna

Leslie Stephen ci aveva visto lungo quando definì le Alpi "Playground of Europe" (Alpi parco giochi d'Europa). Un pensiero di fine Ottocento che trova forza nella progressiva tendenza a sfruttare le pendenze per trasformare le montagne della penisola (non solo le Alpi, ma anche gli Appennini) in luoghi a trazione ludica, per non dire in veri e propri parchi divertimento.

 

"E perché no!", penseranno in tanti, è una formula che si è spesso rivelata vincente, riuscendo a vivacizzare l'economia montana.

 

L'ormai celebre citazione di Stephen - Alpi "Playground of Europe" - riflette una fase di transizione, un periodo di passaggio importante per la storia dell'alpinismo e dei rilievi italiani. Nella seconda metà del Diciannovesimo secolo, infatti, gli inglesi iniziarono a scalare le montagne non più solo per scopi scientifici, ma per semplice divertimento. Una trasformazione decisamente suggestiva.

 

Da quel momento in avanti le modalità ricreative in montagna si sono moltiplicate, hanno assunto nuove forme acquisendo in alcuni casi (pensate allo sci) un assetto industriale. La struttura economica di molte valli si è così radicalmente trasformata, imperniandosi su iniziative finalizzate ad appagare la brama di svago di chi in montagna non abita.

 

Un'operazione che ha senza dubbio portato maggiori benefici e maggiori sicurezze economiche, ma che allo stesso tempo in molti casi ha eroso irrimediabilmente il carattere ambientale e sociale dei territori interessati, riducendo la qualità della vita dei residenti stessi.

 

L’intuizione di Stephen, è stata di recente sfruttata da Advantage Cars, una concessionaria specializzata in customizzazione di auto di lusso con sede a Praga, in Repubblica Ceca. Aperta nel 1995, l’azienda si dichiara oggi leader di settore e, come da tradizione, in questo periodo ha lanciato un evento inaugurale per l’apertura della stagione estiva: una quattro giorni tra spa di lusso e corse d’auto nelle montagne dell’Alto Adige. Uno degli slogan utilizzati per promuovere l’iniziativa?

 

"Le Dolomiti italiane: la nostra passione, il vostro nuovo parco giochi".

 

Ma è solo una, e forse la meno inusuale, delle formule con cui l’evento è promosso nel sito di Advantage Cars. La presentazione dell’evento è infatti un tripudio di riferimenti alla violenza e alla criminalità, che ricorda molto certi immaginari tra Grand Theft Auto (una serie di videogame nata del 1997 che ha conosciuto enorme successo - GTA) e saghe cinematografiche strutturate sull’azione automobilistica come ad esempio Fast and Furious.

 

Questa l’apertura della pagina web dell’evento.

 

"La mafia delle strade: Lotta per il Nord Italia

Il Capo di tutti i Capi di Milano sta morendo, e con lui finisce il dominio assoluto sul Nord Italia. Il territorio è improvvisamente libero e le regole non valgono più. La banda che controllerà la strategica via attraverso le Dolomiti controllerà tutto: il lucroso traffico di "farina", "ferro" e "fiori" (droga, armi e tratta di esseri umani). Sarà la tua organizzazione ad imporsi?

La tua crew è il tuo sangue, la tua supercar è la tua arma. Preparati al fatto che il confine tra realtà e finzione si farà presto labile e nulla sarà più certo. Nemmeno il cadavere insanguinato che hai appena superato, né la pattuglia della polizia che ti ha fermato con i lampeggianti accesi. La situazione si fa pesante. Cadono teste e dita. E il tempo stringe...

Solo uno può controllare la nuova regione e sedere sul trono. La domanda è: avete abbastanza sangue freddo per essere voi?".

 

Se la goffa artificiosità dell’immaginario di cui questa retorica promozionale è impregnata suscita una sensazione ibrida – perché al divertimento si salda la malinconia – e di conseguenza difficile da commentare nello spazio minuto di un articolo, riteniamo comunque opportuno soffermarci sul dato di realtà, anche perché in questo momento – proprio mentre scriviamo – i sessanta partecipanti del "raduno" stanno plausibilmente sfrecciando per le strade dell’Alto Adige.

 

L’evento, infatti, è previsto tra giovedì 28 e domenica 31 maggio. Andato presto sold out, ospitava un massimo di sessanta ospiti, tra piloti ed accompagnatori, per un totale all’incirca di una trentina d’auto di lusso che – c’è da credere – nella lotta per ottenere "il controllo delle Dolomiti e del Nord Italia" non rispetteranno i limiti di velocità.

 

"Per noi le Dolomiti non sono solo un punto sulla mappa", si legge ancora nel loro sito. "Percorriamo questi passi da anni e conosciamo ogni singolo tratto di asfalto. Da tempo pensavamo a come offrirvi esattamente quelle esperienze immersive che amiamo e per le quali torniamo regolarmente. Quest'anno abbiamo deciso di farlo in grande stile".

 

I partecipanti alloggeranno tre notti in camera doppia  nell'hotel 4 stelle S Hotel Solvie, a Falzes (Bz). La quota di iscrizione – che comprende i pasti, l’accesso a palestre e spa, spettacoli musicali e un programma tematico su misura per l'evento – è di 99mila corone ceche (pari a poco più di 4mila euro), Iva esclusa.

 

Per non farsi mancare nulla, c’era anche l’opzione del trasporto in aereo privato fino all'aeroporto di Bolzano, con un volo privato dal Terminal 3 dell’aeroporto di Praga. Le supercar di chi ha scelto quest’opzione – che prevedeva un costo aggiuntivo di 35mila corone ceche (1450 euro) – sono state trasportate "in modo sicuro e discreto dal nostro camion assicurato" fino al capoluogo altoatesino.

 

Nella giornata di ieri, i partecipanti all’evento di Advantage Cars, si sono incontrati all’Aeroporto di Bolzano, da dove sono partiti per arrivare all’Hotel Solvie. Il personale alla reception ci conferma di avere circa una settantina di ospiti, "i migliori clienti di un’azienda dalla Repubblica Ceca che vende auto di lusso".

 

Su Instagram, intanto, compaiono i primi video di un parcheggio gremito di auto di lusso, alcune delle quali presentano adesivi ad hoc sulla carrozzeria:

"Drive the Dolomites. Mafia of the roads".

 

 

 

 

 

 

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La "battaglia per il territorio" prevede la divisione dei partecipanti in gruppi da 5 a 7 auto e le tracce sono segrete, verranno svelate solo sul posto. "Non ci sarà il Gps a guidarvi verso la destinazione, solo indizi criptati e prove di lealtà in luoghi segreti. Chi le supererà meglio diventerà il nuovo Capitano. Il percorso stesso è avvolto nel mistero: l'elemento sorpresa è parte integrante del gioco".

 

Difficile dunque sapere esattamente dove passeranno, sebbene sembra strano che rinunceranno alle mete "classiche" di questa forma, ormai diffusa a livello europeo, di turismo automobilistico sulle Dolomiti. Parliamo, per esempio, dei super-gettonati Passo Sella, Passo Pordoi e altri, già sede di corse clandestine apprezzatissime sui social (ne avevamo parlato qui).

 

Nel frattempo, a Falzes, il paese dove il gruppo di Advantage Cars alloggerà e unico punto di riferimento dichiarato, Polizia locale e Amministrazione affermano di essere all’oscuro dell’arrivo di questi turisti appassionati di auto, e dunque di non aver previsto controlli o particolari misure di regolazione della viabilità.

 

Questo nonostante i ripetuti appelli del Cai Alto Adige e persino di personalità istituzionali. L’assessore altoatesino Daniel Alfreider, l’estate scorsa lamentava infatti la drammaticità della situazione. "La situazione non è più sostenibile", affermava, "e certamente non possiamo pensare che le forze dell'ordine e la polizia locale possano essere operative 24 ore al giorno per contrastare il fenomeno delle gare notturne in auto".

 

L’assessore si dimostrava intenzionato ad intervenire a sostegno di comuni e Polizia locale, lamentando tuttavia i limiti di manovra imposti dal Ministero competente sulla procedura per l'approvazione dei radar per la rilevazione della velocità e l'omologazione. 

 

Al di là del merito specifico dell'evento in questione, quella del turismo automobilistico – con il conseguente impatto sonoro e di pericolo stradale che rappresenta – sembra un trend sempre più in voga, capace di attrarre turisti da tutta Europa. Un fenomeno ulteriormente amplificato dai numerosi influencer che postano le loro scorrazzate su pagine seguitissime. I toni utilizzati in certi canali online sono forse il riflesso di una percezione del territorio dolomitico piuttosto vaga (è sufficiente pensare che per promuovere l’evento in questione, Advantage Cars ha utilizzato un’immagine di Passo Giau, oggi chiuso per il passaggio del Giro d’Italia) e di un'idea distorta, che presenta come terra di nessuno quello che è invece uno spazio abitato e vissuto, in cui le regole – almeno secondo il Codice della strada – valgono eccome. 

 

Resta dunque da chiedersi: non sarà forse che abbiamo sbagliato qualcosa nella narrazione di certi luoghi delle Alpi? È questo il tipo di turismo di cui hanno bisogno? A centovent’anni dalla morte di Leslie Stephen non rischia di risultare controproducente continuare a promuovere l'arco alpino come "Playground of Europe"?

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