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Attualità | 21 luglio 2026 | 19:15

Ora è certo: il Rifugio Marinelli, in Carnia, rimarrà chiuso per tutta la stagione 2026. "Criticità logistiche e organizzative. Necessari investimenti per ammodernare la struttura"

Il Rifugio Marinelli, una delle infrastrutture più apprezzate e strategiche per la frequentazione delle Alpi Carniche, non riaprirà durante l’estate 2026. La chiusura ha l’obiettivo di "consentire l'esecuzione di lavori di manutenzione e ammodernamento della struttura, finalizzati principalmente ad aumentare la ricettività del rifugio e a migliorarne la funzionalità". A comunicarlo è stata la SAF - Società Alpina Friulana. Nessuna delle candidature arrivate a seguito di un bando ha potuto concretizzarsi, anche se le criticità erano note da tempo

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.

Ora è sicuro: il Rifugio Marinelli, una delle infrastrutture più apprezzate e strategiche per la frequentazione delle Alpi Carniche, non riaprirà durante l’estate 2026. A comunicarlo è stata la SAF - Società Alpina Friulana (sezione del Club Alpino Italiano), con un post sulla propria pagina Facebook che mette un punto alle varie voci che erano iniziate a girare dopo la rinuncia dei vari partecipanti al bando, uscito a seguito dell’addio della famiglia Tamussin, che per 50 anni ha gestito la struttura.

 

La SAF ha spiegato che la chiusura ha l’obiettivo di "consentire l'esecuzione di lavori di manutenzione e ammodernamento della struttura, finalizzati principalmente ad aumentare la ricettività del rifugio e a migliorarne la funzionalità". Gli interventi sono oggi ritenuti indispensabili per garantire la fruibilità ottimale della struttura: come mai, allora, si era provato ad assegnare la gestione prima ancora di realizzarli?

 

"Già tra i mesi di ottobre e novembre 2025 il sodalizio ha avviato un primo intervento di riqualificazione, investendo circa 90.000 euro nel rifacimento e nell'adeguamento degli impianti elettrico e fotovoltaico, ormai obsoleti, finanziato per l'80% dalla Regione Friuli Venezia Giulia", ha spiegato la SAF. "Per quanto riguarda la gestione del Rifugio, si precisa che a seguito della raccolta di interessi di cui al bando pubblicato all’inizio del 2026 e della successiva rinuncia dei gestori inizialmente individuati, sono pervenute complessivamente 22 candidature ma, nonostante il numero elevato, nessuna di queste ha potuto concretizzarsi a causa di criticità di natura logistica ed organizzativa".

 

Si tratta di criticità note da tempo, ma che evidentemente sono state, almeno inizialmente, ritenute superabili attraverso l'ingresso di nuovi gestori. La rinuncia dei vari pretendenti ha evidentemente convito la SAF a cambiare strategia.

 

"Per noi è motivo di grande dispiacere dover rinunciare, seppure temporaneamente, all'apertura del rifugio", ha spiegato il presidente della Società Alpina Friulana, Umberto Sello. "Dispiace anche aver letto, in questi mesi, commenti polemici e giudizi affrettati nei confronti della nostra associazione, espressi evidentemente senza conoscere le reali difficoltà che questa situazione comporta. Il nostro obiettivo è uno solo: preservare e valorizzare il Rifugio Marinelli affinché possa continuare a rappresentare un punto di riferimento per la montagna friulana".

 

Il post della SAF comprende anche un ringraziamento famiglia Tamussin di Collina di Forni Avoltri: "Ha gestito il Rifugio Marinelli con dedizione e competenza per oltre cinquant'anni. La gestione si è conclusa al termine della stagione 2025 per una scelta della stessa famiglia, di cui la Società Alpina Friulana ha preso atto con rammarico".

 

Si spera, come ha sottolineato la SAF in conclusione del post, che la chiusura del Marinelli - un punto strategico per la salita al Monte Coglians e per la Traversata Carnica - rappresenti solo una fase transitoria: "Continueremo a lavorare, con lo stesso impegno mostrato in oltre un secolo di storia, per riportarlo quanto prima alla piena attività".

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