Lattine, caschi, radioline, persino una scala: oltre dieci chili di immondizia sul ghiacciaio della Marmolada. Questo il "bottino" raccolto scendendo da Capanna Punta Penia

Per scendere dallo storico rifugio situato a 3343 metri, vi sono oltre mille metri, e un percorso nient’affatto banale. Tuttavia, per il personale che lavora lassù, è ormai divenuto abituale raccogliere il materiale che continuamente si trova abbandonato in ghiacciaio: dagli attrezzi persi ai rifiuti gettati lassù e conservati dall’aria gelida del ghiacciaio. Con una storia Instagram hanno condiviso le loro riflessioni

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
"Quanta immondizia pensi che ci sia sul ghiacciaio?". La domanda, volutamente provocatoria, arriva dalle pagine social di Capanna Punta Penia, lo storico rifugio situato a 3343 metri, nei pressi del ghiacciaio della Marmolada.
Proprio ieri, 25 luglio, il personale del rifugio, scendendo dal rifugio a Passo Fedaia (2090 metri), si è trovata a raccogliere, un rifiuto dopo l’altro, una quantità sorprendente di immondizia. Oltre dieci chili di materiale raccolto: tanto pesante da rompere il sacco con cui lo trasportavano, costringendoli a tornare in un secondo momento.

"Due caschi, due bastoncini, cinque cappelli, quattro guanti, uno zaino con kit, tre bottiglie, sei lattine, una radiolina, un rampone, una scala, una borraccia, uno scarpone e tantissimo altro…".
Oltre a questi, nelle storie social di Capanna Punta Penia, oggi gestita da Andrea Gallo e Tobia De Marco, si vedono una piccozza e diversi bastoncini da trekking: tutto materiale, non incluso nel sacco, che è stato portato giù dal ghiacciaio.

"C’è qualcuno che nel tragitto si mangia le banane e butta via la buccia senza rendersi conto che a quelle temperature, nel ghiaccio, resta lì anni; oppure gente che salendo perde qualche attrezzo, e finisce che si trovano cose spaiate, bacchette perse eccetera. Lo vediamo anche giù al passo: spesso i turisti abbandonano bottiglie e cartacce".
Ecco perché, per il personale del rifugio, raccogliere i rifiuti lungo il cammino è diventato ormai abitudine, un’operazione di routine. "I ragazzi che salgono e scendono dalla cima, se trovano cose abbandonate, le portano giù. È una cosa spontanea che si fa sempre".
Chili e chili di materiale abbandonato ad ogni giro. "È questa la normalità?", si chiede ancora il personale del rifugio. È questa la normalità in un territorio che già sappiamo così fragile e delicato? "Se questa è la Marmolada, la Regina delle Dolomiti, com’è tutto il resto del regno in cui viviamo?".

In ogni quotidiana discesa dal ghiacciaio, tutti questi pensieri si accumulano nelle menti dei ragazzi del rifugio, che questa volta hanno voluto condividere le loro riflessioni a chi non conosce il ghiacciaio per esperienza diretta, attraverso i propri canali social, nella speranza di costruire in questo una nuova sensibilità condivisa. Almeno in un luogo così prezioso per tutti.












