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Attualità | 16 luglio 2026 | 19:00

"Deturpata in maniera vergognosa e obbrobriosa con un'infinità di bollini fucsia una via sul Monte Sernio". Dopo i misteriosi segni in Presolana, nuove verniciature compaiono in Carnia

Altri bollini compaiono misteriosamente sulle vie alpinistiche, questa volta siamo tra le Alpi Carniche, nel Monte Sernio. A segnalare il fatto con foto e commento è un utente del gruppo Facebook "Amanti della montagna friulana", dove si è acceso il dibattito. Il vicino Rifugio Grauziaria afferma di non essere stato a conoscenza della volontà di risegnare la via

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.

Dopo il mistero dei bolli blu sulla storica via normale della Presolana Occidentale, compaiono bollini di colore fucsia lungo la via alpinistica che segue lo spigolo nord-ovest del Monte Sernio, un rilievo di 2187 metri nelle Alpi Carniche Orientali. Parliamo di una via alpinistica di bassa difficoltà, 4oo metri di dislivello su difficolta varia dal I al II grado.

 

A segnalarlo è un utente del gruppo Facebook "Amanti della montagna friulana", che lamenta non solo la presenza di questi bollini, ma anche la loro eccessività, che – secondo l’autore – non servirebbe ad altro che a deturpare questi luoghi.

 

"Stante che su una via alpinistica di vernice non ce ne dovrebbe essere proprio, a cosa possa servire un bollino ogni metro non è dato sapere, se non a rovinare il fascino dell'ambiente e della salita. Un conto è ripassare i vecchi segni, un altro è fare un disastro simile".

 

In effetti, come ci fa sapere il vicino Rifugio Grauzaria, la via era già precedentemente segnata da frequenti bollini gialli, anche se apparentemente ora sembrano essercene in numero maggiore. Ad ogni modo, aggiungono i gestori, non c’è ancora stato modo di andare a verificare, né di rintracciare gli autori, pertanto le uniche fonti sono le foto qui presenti, pubblicate sul gruppo Facebook.

 

"Che tristezza trattare i monti come un luna park! Ma purtroppo questo fenomeno sta dilagando in tutte le Alpi".

 

"Non penso che chi abbia fatto ciò abbia agito in malafede, ma – sostiene l’escursionista che ha fatto la segnalazione - il fatto è questo: chi è pratico d'alpinismo non ha alcun bisogno di queste cose, sa arrangiarsi con gli ometti e con la propria esperienza. E soprattutto, per egoismo d'altri, gli viene negata l'esperienza che invece cercava. Riempire di bolli percorsi impegnativi (come pure, aggiungerei, installare corde fisse, condividere tracce gps, ecc.) vuol dire solo attrarre su queste vie persone che non hanno l'esperienza necessaria, salvo poi trovarsi in difficoltà, con conseguenze spiacevoli. Questo è un aspetto della grande superficialità dei nostri tempi, in cui tutto si vuole e tutto è lecito pur di apparire".

 

Secondo il post, questo gesto altro non sarebbe che l’altra faccia dell'impreparazione che c'è al giorno d'oggi sui monti, oltre che un gesto d’arroganza, seppur ingenua. "Che un privato si svegli la mattina e decida di imbrattare i monti con una bomboletta è una cosa gravissima; come se uno andasse al museo ad imbrattare le opere. Non ci vedo differenza. La montagna è di tutti".

 

Tra i commenti, i membri del gruppo social sembrano condividere per la maggior parte il parere del segnalatore, e anzi riportano notizia di altri casi simili. Qualcuno, però, ridimensiona l’accusa, asserendo che in un paio d’anni i bollini già non si vedranno più, o anche chi parla di "problema insignificante", aggiungendo che questi bolli così ben visibili possano essere d’aiuto in caso di nebbia.

 

Ad ogni modo, sempre nel post l’utente metteva in guardia dal sottovalutare la questione: "Trattare con superficialità la questione (‘quante storie per due segni su delle rocce!’) significa legittimare questi comportamenti irrispettosi. Far sentire la propria voce significa dare un senso al mantra ‘rispettiamo la montagna’ di cui tanto si parla ma che quasi sempre si riempie di parole vuote".

 

"Qui – conclude l’utente - non si parla di sentieri Cai, che devono essere ben segnati (ci mancherebbe!). Qui si parla di vie alpinistiche, di percorsi dove le cose funzionano in maniera diversa".

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