Al rifugio manca l'acqua: niente servizi igienici né riempimento borracce, il Vandelli al lago di Sorapis è a secco. "In trent'anni, non ho mai visto una simile siccità in questo periodo"

"A causa delle eccezionali condizioni climatiche e del prolungato periodo di caldo, le sorgenti che alimentano il rifugio si sono temporaneamente esaurite. Di conseguenza, le nostre riserve idriche non sono più sufficienti a garantire tutti i servizi". A parlare è il gestore del Rifugio Vandelli al Lago di Sorapis, Emilio Pais Bianco, che a L'Altramontagna racconta una crisi che accomuna diverse strutture ampezzane

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
"Avviso alla gentile clientela": il Rifugio Vandelli al Lago del Sorapis è a secco. La gestione è costretta ad imporre il razionamento dell’acqua: per i clienti non sarà possibile utilizzare i servizi igienici né chiedere il riempimento delle borracce.
"A causa delle eccezionali condizioni climatiche e del prolungato periodo di caldo - comunica il Rifugio tramite le sue pagine social - le sorgenti che alimentano il rifugio si sono temporaneamente esaurite. Di conseguenza, le nostre riserve idriche non sono più sufficienti a garantire tutti i servizi".
Viste le scarse precipitazioni e le temperature elevate dell’ultimo periodo, le riserve idriche del Vandelli scarseggiano sempre di più, fino a rendere necessaria una stretta sui servizi per la numerosa clientela che ogni giorno raggiunge il rifugio. Una simile siccità, in questo momento della stagione, sarebbe considerata un evento del tutto eccezionale, che tuttavia accomuna oggi diverse località ampezzane.
Ne abbiamo parlato con lo storico gestore Emilio Pais Bianco.

"Qui non piove, non c’è acqua. In trent’anni che sono al Vandelli, a questo punto della stagione, non c’è mai stato questo problema. È il primo anno che viene in secca a luglio, di solito questo succede quando comincia a ghiacciare, ad ottobre. Quando chiudiamo, insomma".
Insomma, lo scenario è tipicamente autunnale, quando nelle cime la neve torna a ghiacciare e l’acqua non scende più a rimpinguare il livello del lago. Proprio lo specchio d’acqua del Sorapiss mostra drammaticamente lo stato di siccità, e non è il solo.

"L'acqua del lago è già a livelli minimi, non c'è più niente. Ed è un problema comune a tutti: il lago di Misurina, Croda da Lago (loro hanno ancora una settimana, forse), lo stesso si dica del Rifugio Giussani e delle Cinque Torri. Per non parlare del rifugio Auronzo, che - avendo la fortuna di essere raggiungibile in auto - già da una settimana si fornisce con la cisterna dei Vigili del Fuoco".
Qualcuno rintraccia la causa del problema nella natura delle sponde, ma Pais Bianco non è d’accordo: "Il problema è comune a tutti, è il caldo e la mancanza di precipitazioni. Non c’entrano niente le sponde".
Al contrario del Rifugio Auronzo, sulle Tre Cime di Lavaredo, al Vandelli per i rifornimenti da valle serve l'elicottero. "L'elicottero mi porterà due tank ogni due o tre giorni. 800-1600 litri, perché l'elicottero può portare fino a 800 litri per il trasporto. Ma poi con tutto questo caldo è anche difficile che l’elicotteri ti porti dieci quintali".
Scavare cisterne di accumulo sotterranee, inoltre, è assai complicato vista la conformazione geologica del Gruppo del Sorapis. "Qua non ho tanto spazio, non è un terreno dove posso scavare sotto di tutta roccia. E quindi è difficile costruire vasche di deposito".
Normalmente il sistema di raccolta dell'acqua al Vandelli, oltre che con i rifornimenti aerei, funziona attraverso un semplice sistema di grondaie sul tetto che raccoglie l’acqua piovana e la raccoglie ad imbuto in una cisterna.
"Adesso - invoca il rifugista nello sconforto - speriamo che piova un po'. In questi giorni avrà piovuto qualcosa come cinque minuti, appena sufficiente per bagnare il terreno. Questo complica un po' tutto, specialmente i servizi per i clienti. Ora la gente dove andrà a fare i propri bisogni? Già normalmente lamentiamo lo sporco intorno al lago e tutto il resto, figurati come sarà ora".

Tutto questo causa enormi difficoltà ai rifugisti, che già si confrontano con un numero record di turisti ed escursionisti, dato il prestigio mediatico del lago (ne avevamo parlato pochi giorni fa proprio con Pais Bianco: QUI L'INTERVISTA. Anche ieri, lunedì 13 luglio, racconta il gestore del Vandelli, c’era moltissima affluenza: tanta da non riuscire nemmeno ad avere un’idea di quante persone entravano in rifugio. "Nemmeno ad agosto non ho mai visto così tanta gente".
La stagione, insomma, si prospetta complicata. Il rifugio, tuttavia, pur precisando nell'avviso al pubblico che la crisi idrica è dovuta a ragioni indipendenti dalla loro responsabilità, auspica che la situazione sia temporanea e ringrazia la clientela per la comprensione.












