La frammentazione degli habitat è una delle principali minacce per fauna e flora: "Dobbiamo consentire alle specie di continuare a spostarsi, anche in alta quota"

Parte da Torino il progetto Massimo Impatto, con il quale Lipu - BirdLife Italia, in collaborazione con le fondazioni del territorio e le Regioni coinvolte, mira a mappare e armonizzare le reti ecologiche tra Lombardia, Piemonte e Valle d’Aosta. L'obiettivo è permettere la tutela delle specie animali e vegetali e dei loro habitat, in un disegno che va dalla città alla montagna. Ci siamo fatti spiegare in cosa consiste da Federica Luoni, responsabile Settore habitat e programma agricoltura di Lipu

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
"È importante fare conservazione nei luoghi core della rete, dove la biodiversità è maggiormente conservata, cioè tipicamente le aree protette e i siti Rete natura 2000. Sappiamo però anche che è impossibile che tutte le popolazioni si sostengano dentro una enclave chiusa, perché le specie animali e vegetali hanno continuamente bisogno di spostarsi: è perciò fondamentale che sul territorio questi siti siano connessi in una matrice più o meno permeabile al loro passaggio".
Si chiama "Massimo Impatto" ed è il progetto triennale per il ripristino degli ecosistemi in Italia promosso da Lipu - BirdLife Italia e sostenuto da Fondazione Cariplo, Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione Cassa di Risparmio di Torino, Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo e Consulta delle Fondazioni di origine bancaria del Piemonte e della Liguria. Coinvolte anche le Regioni Lombardia, Piemonte e Valle d’Aosta.
L’iniziativa si svilupperà da qui al 2028 e parte dalla consapevolezza che la frammentazione degli habitat è una delle principali minacce per la fauna e la flora e che rafforzare le reti ecologiche è ormai una priorità. Per L'Altramontagna ci siamo fatti spiegare in cosa consiste da Federica Luoni, responsabile Settore habitat e programma agricoltura di Lipu - BirdLife Italia.
"Il progetto - afferma - consiste in due parti, una di disegno e una di comunicazione. Faremo anzitutto un’analisi delle reti ecologiche, terminando il lavoro svolto finora nei singoli territori, per poi procedere a un’armonizzazione del disegno a livello sovraregionale".
Ma cosa sono le reti ecologiche? Come riporta Ispra, si tratta di sistemi interconnessi di habitat nei quali è fondamentale salvaguardare la biodiversità, ponendo attenzione alle specie animali e vegetali potenzialmente minacciate. Lavorare sulla rete ecologica significa di fatto contrastare la frammentazione e i suoi effetti negativi sulla biodiversità.
"Massimo Impatto" farà proprio questo: armonizzare le reti per creare un disegno unitario che permette la tutela delle specie e dei loro habitat. Un disegno che va dalla città alla montagna. "Sappiamo che in territori sempre più urbanizzati e frammentati, anche in quelli che ci sembrano incontaminati - spiega Luoni - strade e infrastrutture interrompono i collegamenti ecologici. Per questo, stabilire una rete con solide basi scientifiche e che si interfacci con gli strumenti urbanistici permette, ora e in futuro, di consentire lo spostamento delle specie. Inoltre, abbiamo introdotto il concetto di rifugio climatico affinché, soprattutto in alta quota, si possano mantenere in connessione tra loro quelle aree che, ancora più in ottica di cambiamento climatico, permetteranno alle specie di spostarsi verso i territori per loro ancora disponibili e quindi sopravvivere".
Dall'altro lato, altrettanto importante sarà la parte di comunicazione e sensibilizzazione con la campagna "Ben Connessi", pensata per spiegare perché è importante la connettività ecologica e quali sono i suoi benefici multiscala, economici e sociali. Il primo passo sarà dunque completare il disegno della rete piemontese, per la quale è già stato fatto un tavolo tecnico di confronto ad Asti cui seguirà a ottobre il secondo a Torino. Saranno poi portate avanti anche analisi urbanistiche per capire le norme che regolano le reti ecologiche nelle diverse province e come provare a uniformarle.
"Lavoriamo in regioni come il Piemonte dove la fascia alpina è molto vicina, così come abbiamo fatto in Valle d’Aosta sulla connettività tra fondovalle e alte quote. Immaginare quindi anche corridoi di spostamento altitudinali - conclude Luoni - è parte integrante del disegno di rete. Per questo con "Ben Connessi" lavoreremo su tre ambienti: città, aree di pianura/collinari e territori montani".
Il progetto è dedicato alla memoria di Massimo Soldarini, che per molti anni ha guidato l’Ufficio volontariato, bilancio sociale e progetti della Lipu, dedicando il proprio impegno professionale e umano alla conservazione della natura.
In apertura, fotografie tratte dal sito di Lipu












