"Se mi fossi adattato alla nuova normalità, dopo l'incidente mi sarei adattato a una vita sulla sedia. Ma allo stesso tempo avrei continuato a peggiorare. Con il clima è lo stesso"

"Adattarsi è importante, ma non significa arrendersi". A seguito di un incidente alpinistico, il 3 luglio 2022 Giovanni Ludovico Montagnani ha riportato una grave paralisi. Le speranze che riuscisse nuovamente a stare in piedi sulle sue gambe erano quasi nulle. Dopo anni di riabilitazione è tornato a camminare in montagna con l'ausilio delle stampelle. Una sua recente riflessione crea un parallelismo tra suo percorso e una società chiamata ad affrontare profonde trasformazioni climatiche

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Il 3 luglio 2022, Giovanni Ludovico Montagnani, esperto alpinista e scialpinista - allora trentaduenne - è precipitato per 40 metri mentre scalava la Diretta 78 del Mittelrück, sul confine ossolano tra Italia e Svizzera. Vivo per miracolo, riporta una grave paralisi: nella caduta la sua schiena si è spezzata all'altezza della prima vertebra lombare. All'ospedale, la diagnosi non sembra lasciare spazio alle speranze: "Difficilmente - dicono i medici - tornerà a camminare".
Da allora, Giovanni non ha mai smesso di dedicare anima e corpo al percorso riabilitativo. Dopo i primi mesi in una struttura dedicata, ha deciso di continuare in autonomia, ottenendo di mese in mese progressi straordinari. In neanche un anno passa da una paralisi quasi totale al camminare sulle proprie gambe con l'ausilio delle stampelle. Lo scorso inverno è addirittura riuscito a tornare sugli sci.
Ma Giovanni è anche un ingegnere che ha messo a disposizione la sua esperienza per il progetto Ci Sarà un Bel Clima, un collettivo impegnato creare collaborazioni per - si legge nel sito - "un'idea di mondo che si chiama giustizia climatica".
Cogliamo il suo invito a divulgare alcune considerazioni - imperniate su un parallelismo tra il percorso riabilitativo avvenuto in seguito all'incidente del 2022 e una società chiamata ad affrontare profonde trasformazioni climatiche - che riportiamo qui di seguito.
Adattarsi è importante, ma non significa arrendersi
Adattarsi ad una nuova normalità.
Ma qual è la nuova normalità? Se mi fossi adattato alla nuova normalità nel 2022, dopo l'incidente, mi sarei adatto a una vita sulla sedia. Ma allo stesso tempo avrei continuato a peggiorare: amiotrofia, postura, attività cardiaca, intestinale, e chi più ha più ne metta sarebbero peggiorate ogni giorno.
Ma visto che c'era una remotissima possibilità di migliorare ogni giorno, o almeno di rallentare il peggioramento fino a fermarlo... L'ho coltivata, con ogni mia forza. E sono stato premiato per questo impegno.
Con il clima è lo stesso. Se oggi ci adattassimo al caldo in casa, perderemmo comunque boschi, ghiacciai, laghi, barriere coralline che verranno spazzati via dal cambiamento climatico che peggiora ogni giorno per colpa delle emissioni umane che creano una coperta sempre più spessa intorno alla Terra.
Esiste una neanche troppo remota possibilità di migliorare ogni giorno, sostituendo le tecnologie e le abitudini umane che più fanno inspessire la coperta. Fino a invertire il processo!
Non ci vogliono tre anni (la terra è più complicata di un Giovanni) ma tre generazioni? Amen! L'importante è iniziare subito.
Adattarsi è importante, ma non significa arrendersi.
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