"Animali domestici e selvatici non vanno considerati solo come opposti inconciliabili, ma come parti di uno stesso sistema". Nelle pagine di 'Pastori, animali e pascoli' si racconta una montagna "dove tutto si tiene"

"I lupi individuano un piccolo gruppo isolato. L’attacco è fulmineo. E alla fine, sangue, capi uccisi, altri dispersi". All'ultimo libro di Luca Battaglini è dedicato il post settimanale di Marco Albino Ferrari. Dal contrasto alla riforestazione spontanea alla proliferazione di insetti importantissimi come gli impollinatori, si apre uno sguardo verticale sulle ricadute della pratica pastorale nel territorio

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
"Non esistono soluzioni semplici, ma equilibri da costruire".
Dopo aver letto l'ultimo volume della collana L'Altramontagna, a firma del professor Luca Battaglini, Marco Albino Ferrari ha scelto di affidare alcune riflessioni al suo consueto post domenicale sui social. Filo conduttore di questi pensieri è la tendenza a percepire il domestico e il selvatico come due opposti inconciliabili, e i limiti di prospettiva che quest'ottica binaria impone.
Dalle predazioni ad opera del lupo e i danni delle greggi, passando per la biodiversità dei pascoli e al benessere degli animali da reddito. Lo scrittore solleva alcune delle complesse dinamiche che regolano il mondo pastorale e che - direttamente e indirettamente - contribuiscono alla sussistenza dell'articolato mosaico alpino, dalla biodiversità vegetale alla prosperità delle specie selvatiche.
Conoscere questo mondo, immergersi davvero nella complessità delle cose, richiede uno sforzo di umiltà intellettuale che è la cifra fondamentale di "Pastori, animali e pascoli". Solo così, conclude Marco Albino Ferrari, potremo finalmente vedere la montagna "con altri occhi".

Pastori, animali e pascoli. Breve viaggio in un mondo da scoprire è pubblicato dalla casa editrice People e disponibile per l'acquisto a questo link.
Il post di Marco Albino Ferrari
La predazione avviene al mattino presto o al crepuscolo. I lupi individuano un piccolo gruppo isolato. L’attacco è fulmineo. E alla fine, sangue, capi uccisi, altri dispersi.
Si sa, oggi la pastorizia è massa in pericolo dal ritorno dei grandi predatori. Eppure le soluzioni ci sono, anche se non facili da attuare: recinti elettrificati, cani da guardiania, sorveglianza continua, e poi indennizzi a predazioni avvenute. È un grande sforzo che va riconosciuto al mondo pastorale.
Stare dalla parte degli animali non significa solo proteggere i selvatici, ma anche (dico anche) capire il benessere dei domestici. Benessere è una parola oggi giustamente molto evocata. Rischia però di rimanere astratta se non ci sta a cuore il benessere di tutti, anche quello delle capre, delle pecore, delle vacche e dei loro allevatori, che spesso subiscono una percezione sociale ingiustamente negativa. Così ci dice Luca Battaglini nel suo originalissimo libretto Pastori, animali, pascoli, appena uscito per People edizioni.
Il mondo pastorale ha contribuito a costruire il prezioso paesaggio montano, un mosaico complesso – un eco-mosaico – in cui boschi, prati, coltivi e insediamenti si alternano secondo logiche precise. Per esempio, gli animali al pascolo mantengono aperti prati e radure, le nicchie ecologiche più ricche di biodiversità. Un pascolo fiorito favorisce la presenza in massa degli insetti impollinatori, fondamentali per molte specie di uccelli, come l'averla piccola, il beccafico, il re di quaglie".
Vista da questa prospettiva in cui tutto si tiene, domestico e selvatico non vanno considerati solo come opposti inconciliabili, ma come parti di uno stesso sistema che può funzionare a patto di mantenerlo in equilibrio.
Nel conflitto sempre più acceso tra grandi predatori e pastorizia, dovemmo provare a mettere in atto uno sforzo sempre più difficile in questo nostro contesto culturale, che tende a polarizzare le posizioni e a non vedere mai le ragioni dell’altro. Il prezioso e godibilissimo libro di Luca Battaglini – docente di Alpicoltura ed Etica e benessere animale all’Università d Torino – ci spiega che non esistono soluzioni semplici, ma equilibri da costruire. E ci racconta la vita in alpeggio, le ricchezze dei prodotti caseari, la forza dirompente degli animali transumanti, "un gesto antico, ripetuto, ostinato, che consiste nel muoversi per continuare ad abitare un territorio senza consumarlo".
La passione di Battaglini, uomo di scienza che sa "sporcarsi le mani" stando a stretto contatto con gli animali in montagna, nasce da esperienze vissute fin da giovane in un piccolo borgo valdostano, dove ha assorbito il valore del lavoro, delle relazioni e delle culture alpine. Il suo libro, davvero appassionante, svela un mondo poco noto eppure così ricco di antichi saperi. Conoscerlo ci farà vedere la montagna con altri occhi.
Di Marco Albino Ferrari, la cui pagina Facebook – con approfondimenti su temi legati al rapporto uomo-natura – consigliamo di seguire.












