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Ambiente | 08 luglio 2026 | 13:15

Il bostrico lascia una preziosa eredità ecologica per insetti, funghi, licheni, muschi e addirittura picchi: ma attenzione a gestirla con attenzione

La ricerca del Polo Unimont dell'Università degli Studi di Milano finalizzata a comprendere il ruolo degli alberi interessati dal coleottero, bilanciando la tutela della biodiversità e la sicurezza del territorio

scritto da Redazione

Negli ultimi anni il bostrico tipografo è diventato uno dei protagonisti, suo malgrado, del dibattito sulle foreste alpine. Dopo la tempesta Vaia del 2018, che ha schiantato milioni di metri cubi di legname, questo piccolo coleottero ha trovato condizioni ideali per proliferare, causando la morte di vaste superfici di boschi ad abete rosso. Si è discusso molto delle conseguenze economiche e paesaggistiche delle infestazioni, mentre si sa ancora poco del lascito del bostrico: migliaia di alberi morti in piedi.

 

Questi tronchi apparentemente inutili rappresentano in realtà un elemento fondamentale dell'ecosistema forestale. Il legno morto è una risorsa preziosa per una moltitudine di specie di insetti, funghi, licheni, muschi e uccelli. I picchi li utilizzano per costruire i propri nidi, mentre numerosi organismi saproxilici (che si nutrono di legno morto) contribuiscono a trasformarlo lentamente in sostanza organica, restituendo nutrienti al suolo. In questo senso, gli alberi morti in piedi costituiscono una vera e propria eredità biologica, che favorisce la biodiversità e accompagna i processi di rinnovazione naturale del bosco.

 

Questa importante funzione biologica deve però essere conciliata con la sicurezza del territorio, perché con il tempo il legno si degrada, rendendo i fusti instabili e potenzialmente pericolosi lungo sentieri, strade e infrastrutture. Per gestire questo nuovo fenomeno serve un approccio equilibrato, basato su dati scientifici, individuando i contesti in cui il loro mantenimento apporta benefici alla conservazione dell’ecosistema e accelera la ripresa del bosco, e quelli nei quali è invece necessario intervenire per ridurre il rischio per le persone.

 

È proprio su questi temi che si concentra una parte delle attività di ricerca del Polo Unimont dell'Università degli Studi di Milano dedicato allo sviluppo sostenibile della montagna. I ricercatori stanno studiando le implicazioni ecologiche di questi nuovi habitat, cercando di comprendere quali specie li colonizzano, quale contributo offrano alla biodiversità e come influenzino l'evoluzione delle foreste colpite dal bostrico.

 

Parallelamente, altri studi del Polo sono dedicati agli aspetti più strettamente legati alla stabilità dei fusti. L'obiettivo è capire come gli alberi morti si degradino nel tempo, quali fattori ne influenzino la resistenza e dopo quanti anni aumenti significativamente la probabilità di crollo. Queste conoscenze saranno fondamentali per sviluppare strumenti di valutazione del rischio a supporto di enti gestori, amministrazioni e tecnici forestali.

 

Nelle attività di ricerca sul campo e in laboratorio vengono costantemente coinvolti anche gli studenti e le studentesse, che hanno l'opportunità di confrontarsi direttamente con le sfide reali della gestione forestale e della tutela del territorio, trasformando un fenomeno di crisi in un'opportunità di conoscenza.

 

Vuoi diventare protagonista del futuro e della salvaguardia degli ecosistemi montani? Scegli il Corso di Laurea Magistrale internazionale in Valorization and Sustainable Development of Mountain Areas (Mountainside) del Polo UNIMONT dell’Università degli Studi di Milano. Le iscrizioni sono aperte: unisciti a noi per trasformare le sfide ambientali in opportunità di sviluppo sostenibile.

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Il Polo Unimont dell’Università degli Studi di Milano è un centro di eccellenza con sede a Edolo (BS) dedicato alla formazione, alla ricerca e alle attività di terza missione, ovvero di dialogo e collaborazione con enti e istituzioni pubbliche e private, per la montagna. Attraverso percorsi multidisciplinari e una forte rete di cooperazione internazionale, le attività del Polo si focalizzano sull’innovazione e lo sviluppo sostenibile dei territori montani. Presso Unimont sono attivi il corso di Laurea Triennale in “Valorizzazione e Tutela dell’Ambiente e del Territorio Montano” (Valmont), il corso di Laurea Magistrale internazionale in "Valorization and Sustainable Development of Mountain Areas" (Mountainside) e il Centro di Ricerca Coordinata per la Gestione Sostenibile della Montagna (Ge.S.Di.Mont.). Clicca qui per iscriverti alla newsletter per non perdere tutti gli aggiornamenti.

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