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Ambiente | 02 luglio 2026 | 18:00

"Motoalpinismo": una novità da cui prendere le distanze in partenza. "Spesso si avanza a passo d'uomo, privilegiando equilibrio, controllo della moto e precisione di guida sulle difficoltà dei sentieri"

Il video di una pagina Facebook di motociclismo offroad illustra un nuovo modo "vivere" i territori montani: pericoloso e dannoso per l'ambiente. Tale frequentazione può rovinare i sentieri, causare dissesto idrogeologico, stress alla fauna selvatica e, inoltre, rischia di mettere in pericolo eventuali escursionisti

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.

Grazie a un reel pubblicato sulla pagina Facebook Enduro Video, apprendiamo di una nuova forma di motociclismo offroad: il "motoalpinismo". Accompagnato da una voce artificiale e da una colonna sonora dai toni epici, il video mostra il punto di vista di un motociclista che – in sella alla sua moto da enduro – si inoltra tra alcuni sentieri montuosi dell’Appennino, non meglio precisati.

 

La pagina si propone di offrire "giri di enduro personalizzati, corsi pratici sull’uso del navigatore Gps, orientamento in fuoristrada".

 

Nel video, che per ora sembra avere una diffusione limitata, la voce fuori campo spiega nel dettaglio cos’è il motoalpinismo.

 

"Il motoalpinismo è una disciplina derivata dall’enduro praticata prevalentemente in alta quota, su sentieri estremamente stretti, ripidi e tecnici. Le difficoltà del sentiero riducono drasticamente le velocità di percorrenza: spesso si avanza a passo d’uomo, privilegiando equilibrio, controllo della moto e precisione di guida rispetto alla velocità".

 

Insomma, qualcosa da piloti provetti si direbbe. Questa pratica non è promossa solo per la difficoltà tecnica, suggerisce Enduro Video, ma anche per le bellezze montuose del panorama.

 

"Ogni uscita diventa un viaggio lento e intenso, ma anche molto impegnativo, capace di regalare panorami infiniti e la possibilità di raggiungere luoghi incantevoli, dove la natura si mostra nella sua forma più autentica e selvaggia".

Sorvolando sulla percezione stereotipata della montagna che questa descrizione sottende, è giusto evidenziare come la pratica del "motoalpinismo" sia estremamente dannosa per il territorio e per chi lo frequenta.

 

Il peso e le ruote dei mezzi a motore accelerano l'erosione del suolo, rovinando i sentieri e creando solchi che incanalano l'acqua e provocano dissesto idrogeologico. Il forte rumore, poi, espone la fauna selvatica ad un forte stress e a difficoltà di comunicazione intraspecifica.

Oltre all’inquinamento sonoro, si registra anche un inquinamento atmosferico, con emissioni dannose per l'habitat circostante. Infine, la velocità che certi mezzi permettono di raggiungere rischia di mettere in pericolo eventuali escursionisti.

 

Fortunatamente, la suddetta pagina non ha ancora avuto diffusione su larga scala, e - auspicabilmente - lo stesso sembra potersi dire di questo video. Tuttavia, non è raro incrociare motociclisti sfrecciare sui sentieri alpini e appenninici a spregio delle regole, dunque pensiamo che questo articolo possa essere un’occasione per ricordare ancora una volta le conseguenze negative di pratiche come il "motoalpinismo" o affini.

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