Sui teli geotessili del Presena appare una grande faccia triste con la scritta "morte sicura". Si riaccende il dibattito sulle misure per salvare i ghiacciai durante l'ennesima ondata di calore

Non si sa chi sia stato a dare una voce al ghiacciaio in queste giornate segnate da una forte ondata di calore su tutta Europa. Questo atto di protesta anonima riaccende il dibattito sulle coperture estive, sugli interessi economici che questi preservano e sul costo ambientale di tale pratica. Come ripetuto da 39 glaciologi in una lettera aperta sull'utilizzo dei teli nel 2022, "i ghiacciai si salvano solo stabilizzando il clima del pianeta. Non esistono scorciatoie." La faccia arancione apparsa sul Presena resta un monito alla politica e all'industria affinché si intraprenda un’azione climatica seria

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Una faccia triste e arancione, accompagnata dalla scritta "morte sicura", nella notte è stata dipinta sui teli geotessili del ghiacciaio Presena. Non si sa chi sia stato a dare una voce al ghiacciaio in queste giornate segnate da una forte ondata di calore su tutta Europa. Questo atto di protesta anonima riaccende il dibattito sulle coperture estive, sugli interessi economici che questi preservano e sul costo ambientale di tale pratica.
La faccia arancione è apparsa il giorno seguente alla stesura sul ghiacciaio dei teli geotessili, finalizzati preservarne una sezione durante la stagione estiva. L'arrivo dei mezzi pesanti, lo srotolamento delle coperture sintetiche e il loro ancoraggio al ghiaccio segnano l'inizio della stagione estiva per il bacino glaciale.
Da un punto di vista termodinamico, l'impiego dei teli geotessili risulta efficace. Riflettendo la radiazione solare, i teloni rallentano la fusione superficiale, preservando strati di ghiaccio che andrebbero altrimenti persi durante i mesi più caldi. I dati su questo meccanismo sono consolidati. La criticità sta nel sistema economico che sostiene questo intervento, il quale mira a conservare il ghiacciaio per ridurre i costi di innevamento artificiale all’apertura della stagione invernale.
Già nel 2022, trentanove glaciologi di fama internazionale, tra cui Giovanni Baccolo dell'Università di Roma Tre (e membro del Comitato Scientifico de L'Altramontagna), Matthias Huss del Politecnico di Zurigo e Luca Mercalli della Società Meteorologica Italiana (pure lui membro del Comitato Scientifico de L'Altramontagna), firmarono una lettera per smontare sistematicamente la narrativa del "ghiacciaio salvato", definendola senza mezzi termini un'operazione di greenwashing.
"Un ghiacciaio ingegnerizzato, attraverso i teli o l'alimentazione artificiale, non è un ghiacciaio salvato", ha più volte precisato Baccolo. L'obiettivo primario di questi interventi non è la tutela dell'ecosistema glaciale in sé, bensì la salvaguardia di un preciso interesse economico: il mantenimento delle piste da sci. Il Presena viene coperto per garantire la sopravvivenza dell'infrastruttura sciistica invernale, non per ragioni di conservazione ambientale.
Il paradosso evidenziato dalla comunità scientifica è profondo: per mitigare gli effetti della crisi climatica, si mettono in atto azioni che vanno loro stesse ad alimentarla. I teli geotessili sono realizzati in fibre plastiche, derivate da idrocarburi. La loro messa in opera e la successiva rimozione richiedono l'impiego di mezzi battineve alimentati a combustibili fossili. Sottoposti alle severe condizioni meteorologiche dell'alta quota, i teloni si deteriorano rapidamente, rilasciando frammenti di microplastiche il cui destino e impatto sull'ecosistema alpino sono ancora oggetto di studio. A fine ciclo di vita, non essendo riciclabili, questi materiali sono destinati allo smaltimento in discarica.
Le proiezioni dei modelli climatici indicano che, qualora non si riuscisse a contenere le emissioni di gas serra in atmosfera (e il conseguente aumento delle temperature medie globali), solo il 40% del ghiaccio presente sulle Alpi potrebbe arrivare a fine secolo. Questo avrà pesanti conseguenze sulla gestione idrica dell’intero paese, sull’agricoltura e sui consumi delle nuove tecnologie, come i data center.
Come ripetuto nella lettera del 2022, "i ghiacciai si salvano solo stabilizzando il clima del pianeta. Non esistono scorciatoie". La faccia arancione apparsa sul Presena resta un monito alla politica e all’industria affinché si intraprenda un’azione climatica seria.
La foto con lo smile in copertina: da un servizio Rai / LocalTeam












