La falesia era stata chiusa all'arrampicata per proteggere i rapaci, così la riproduzione del falco pellegrino è avvenuta con successo: "Fondamentale la collaborazione di climbers e residenti"

"Questo traguardo rappresenta un successo corale e condiviso, frutto di una sinergia tra istituzioni, sportivi e comunità locale". A inizio aprile, l'Ente Aree Protette Alpi Marittime aveva disposto la chiusura temporanea del settore centrale della storica falesia di Andonno per proteggere il falco pellegrino durante la delicata fase riproduttiva, che si è completata con l'involo e lo svezzamento del piccolo esemplare nato tra queste pareti

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
A inizio aprile, l'Ente Aree Protette Alpi Marittime aveva disposto la chiusura temporanea del settore centrale della falesia del Monte Cros ad Andonno (in provincia di Cuneo), dopo aver accertato la presenza di un sito di nidificazione di falco pellegrino (Falco peregrinus).
Il provvedimento puntava infatti a proteggere i rapaci durante la delicata fase riproduttiva, un momento in cui questa specie rupicola - come del resto tutta l’avifauna - risulta molto sensibile alla presenza umana, come scrivevamo in QUESTO ARTICOLO.
Oggi, dall’ente arriva un’ottima notizia: l'involo e lo svezzamento del piccolo esemplare della coppia di falco pellegrino è avvenuto con successo. La storica falesia di Andonno, che ricade in una Zona Speciale di Conservazione e la Zona di Protezione Speciale, aree protette a livello europeo, può quindi tornare ad essere frequentata anche dagli scalatori.
"Un risultato straordinario che permette la riapertura del settore centrale della palestra di roccia, non sussistendo più elementi di criticità per il giovane rapace": il parere favorevole alla riapertura dell'arrampicata arriva dall'Ente Aree Protette Alpi Marittime che ha in gestione l’area.
I tecnici dell’area protetta hanno scelto di riaprire l’area dove abitualmente si pratica l’arrampicata dopo che è stata completata la fase successiva all'involo, in cui il nido continuava a essere utilizzato come posatoio dal pullo di falco pellegrino.
"Questo traguardo rappresenta un successo corale e condiviso, frutto di una sinergia tra istituzioni, sportivi e comunità locale. L'efficacia delle misure di conservazione della specie protetta è stata amplificata dalla risposta straordinaria del mondo dell'arrampicata", afferma l’Ente Aree Protette Alpi Marittime in un comunicato, sottolineando l’importanza del coinvolgimento delle persone che solitamente frequentano la zona, un aspetto su cui l’ente sta lavorando da tempo.
"I climbers si sono dimostrati sensibili e collaborativi: un risultato di cui l'Ente Apam era certo, ben sapendo che gli scalatori sono per definizione autentici amanti della natura, dell'ambiente e dei suoi delicati equilibri. Rispettando le indicazioni date, hanno confermato che la convivenza tra sport e biodiversità è possibile. Altrettanto fondamentale è stato il ruolo dei residenti e cittadini di Andonno, che hanno affiancato e accompagnato l'Ente in questo percorso", aggiunge Apam.
Il monitoraggio scientifico è stato supportato con continuità dal Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi dell'Università di Torino, grazie ai sopralluoghi sul campo del ricercatore Fabio Marcolin.
Il settore centrale della falesia di Andonno, temporaneamente interdetto alla presenza umana, torna così a essere fruibile: un epilogo che attesta come il lavoro di squadra sia fondamentale nella conservazione di una specie simbolo delle pareti rocciose e "dimostra come la tutela del rapace più veloce al mondo e fondamentale regolatore ecologico di popolazioni di uccelli e piccoli mammiferi sia un valore pienamente condiviso".
Ora che questo primo risultato è stato raggiunto, l’ente invita a continuare a seguire le regole e adottare accorgimenti per scalare con il minimo impatto sulla biodiversità, dentro e fuori dalle aree protette. Per maggiori informazioni su chiusure temporanee o permanenti di pareti o accessi ai siti di arrampicata nel territorio delle Aree Protette Alpi Marittime, è possibile consultare questa pagina.
In apertura, Falesia di Andonno (foto Apam); falco pellegrino in volo (foto Apam, A. Rivelli)












