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Ambiente | 03 aprile 2026 | 13:00

La storica falesia di Andonno chiude: vietata l'arrampicata in parete e qualsiasi attività che possa disturbare il falco pellegrino che sta nidificando

La convivenza tra le attività outdoor e la salvaguardia degli ecosistemi montani richiede spesso scelte decise per mettere in primo piano la tutela della biodiversità. "La chiusura del settore centrale resterà in vigore indicativamente fino al termine della fase di involo dei giovani, che sarà verificata attraverso il monitoraggio continuo del nido", informa l'Ente Aree Protette Alpi Marittime

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Festival AltraMontagna

La convivenza tra le attività outdoor e la salvaguardia degli ecosistemi montani richiede spesso scelte decise per mettere in primo piano la tutela della biodiversità.

 

In quest'ottica l'Ente Aree Protette Alpi Marittime ha recentemente disposto la chiusura temporanea del settore centrale della falesia del Monte Cros ad Andonno (in provincia di Cuneo). Il provvedimento si è reso necessario dopo l'accertamento della presenza di un sito di nidificazione di falco pellegrino (Falco peregrinus), un rapace rupicolo che rappresenta una specie simbolo delle pareti rocciose ma che risulta estremamente sensibile alla presenza umana durante le delicate fasi della riproduzione, come del resto tutta l’avifauna.

 

La storica falesia di Andonno è un punto di riferimento storico per l'arrampicata sportiva ma ricade pienamente all'interno di un'area protetta della Rete Natura 2000, specificamente designata come Zona Speciale di Conservazione e Zona di Protezione Speciale "Alpi Marittime".

 

L'istituzione di un'area di rispetto a protezione assoluta mira a garantire al falco pellegrino la tranquillità indispensabile per le fasi di cova e l’involo dei piccoli nei loro ambienti naturali. Le fasi di nidificazione, cova e allevamento dei pulli da parte degli esemplari adulti vanno generalmente da febbraio a fine giugno, momento in cui i giovani esemplari dovrebbero completare l’involo.

 

Nello specifico il divieto interessa il Settore Centrale della falesia di Andonno e coinvolge tutte le vie comprese tra la "Ciucco di mosto" e "La Rampogna", includendo anche la nota "Grande Traversata di Andonno - Gta". In quest'area è vietata non solo l'arrampicata in parete ma anche qualsiasi attività che possa generare disturbo, come l'osservazione ravvicinata a scopo fotografico o le riprese video o cinematografiche. Il mancato rispetto di queste disposizioni comporta l'applicazione delle sanzioni previste dalla normativa regionale vigente in materia di aree protette (ai trasgressori saranno applicate le sanzioni previste dall'Art. 40 della L.R. 19/2009, specifica l’ente).

 

"La chiusura resterà in vigore indicativamente fino a giugno, o comunque fino al termine della fase di involo dei giovani, che sarà verificata attraverso il monitoraggio continuo del nido", annuncia il Parco.

 

Questa decisione non giunge in modo isolato ma si inserisce in un percorso di gestione partecipata avviato negli ultimi anni che punta proprio a conciliare la fruizione turistica e sportiva con la conservazione delle specie, promuovendo un dialogo costante con la comunità degli scalatori della Valle Gesso.

 

La chiusura temporanea e la relativa area di protezione sono state infatti preventivamente comunicate alla comunità degli arrampicatori della Valle Gesso, proseguendo il percorso di collaborazione e dialogo avviato nel 2024 nell'ambito del progetto di cooperazione transfrontaliera Interreg-Alcotra "BiodivTourAlps" che si pone l'obiettivo di ridurre gli impatti delle attività outdoor sulla biodiversità alpina.

 

Mentre il settore centrale della falesia del Monte Cros resta momentaneamente inaccessibile per lasciare spazio ai ritmi della natura, gli altri settori rimangono a disposizione dei frequentatori. "In attesa dell’involo del piccoli rapaci gli appassionati di arrampicata possono godersi gli altri settori ricordando sempre di seguire le regole e adottare accorgimenti per scalare col minimo impatto sulla biodiversità, dentro e fuori dalle Aree Protette", aggiunge l’ente, invitando gli interessati a consultare il sito delle Aree Protette Alpi Marittime per maggiori informazioni su chiusure temporanee o permanenti di pareti o accessi a siti d'arrampicata.

 

L'invito delle autorità e degli esperti è quello di adottare un approccio consapevole, ricordando che il gesto atletico sulla roccia può e deve integrarsi con il rispetto per gli habitat.

 

 

In apertura, Falesia di Andonno (foto Apam); falco pellegrino e uova (foto da Wikimedia Commons di Carlos Delgado e Roger Culos)

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