"I tempi sono maturi affinché le Scienze Forestali e l'Innovazione Sociale si incontrino". Alla Londa School of Economics un corso per passare dal conflitto alla gestione condivisa


Chi lavora nella gestione forestale, sempre più spesso, si trova a fare i conti con sensibilità e punti di vista che mettono in dubbio gli obiettivi, le tecniche e addirittura la legittimità della gestione stessa. Il nuovo corso della Londa School of Economics, in Appennino toscano, mira ad affrontare questi conflitti attraverso lo sviluppo di strumenti di partecipazione e co-progettazione, per proporre una gestione condivisa delle aree forestali

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Chi lavora nella gestione forestale, sempre più spesso, si trova a fare i conti con sensibilità e punti di vista che mettono in dubbio gli obiettivi, le tecniche e addirittura la legittimità della gestione stessa.
Si tratta di un processo stratificato e complesso, che si è accresciuto sempre più con l’aumentare della distanza, fisica e di conseguenza culturale, della maggior parte delle persone dai territori rurali, vissuti non più nella quotidianità, ma in momenti di svago e relax.
Mentre la sensibilità ambientale è andata accrescendosi negli ultimi decenni, anche a seguito della consapevolezza dell’enorme impatto dalle attività antropiche, sembra essere venuta meno la capacità di distinguere ciò che provoca danni irreparabili agli ecosistemi da ciò che rientra nell’ambito di pratiche selvicolturali necessarie per il benessere della società, anche se svolte in modo responsabile nel solco di leggi e regolamenti. La diffusa "sacralizzazione" dell’albero e della natura in generale, spinta anche da narrazioni oggi molto in voga, non ha fatto che ampliare questa distanza.
Da qui l’avvento di numerosi conflitti, amplificati dai social network e dalla polarizzazione sempre più spinta del dibattito pubblico, tra una visione conservativa e una produttiva rispetto alle risorse forestali, con una crescente difficoltà a coesistere all’interno del concetto di multifunzionalità.
Questi conflitti però, come noto, possono rappresentare anche l’avvio di processi generativi, capaci di far crescere, culturalmente e tecnicamente, entrambe le parti in gioco. Ma come trasformare questo problema in opportunità?
È questa la domanda chiave che sta alla base del nuovo corso proposto dalla "Londa School of Economics", il centro di formazione nato sull’Appennino toscano per immaginare e sperimentare modelli di sviluppo alternativi, che mettano al centro le persone e l’ambiente a partire dalle Aree interne.
Il corso, dal titolo: "I nostri boschi. Strumenti di partecipazione e co-progettazione per una gestione condivisa delle aree forestali", si terrà nei giorni 1 e 7 luglio 2026 (online) e 10, 11 e 12 luglio 2026 (in presenza a Rincine, Londa - FI).

"Quando si parla di ambienti naturali, come le aree boschive, si entra in relazione con una molteplicità di attori e di interessi, ognuno dei quali ha una propria legittimazione, motivati da un ruolo, da un'attività, da una condizione", spiega Iolanda Romano, esperta di processi deliberativi e mediazione dei conflitti pubblici e referente scientifica del corso. "Spesso questi interessi scatenano dilemmi, posizioni all’apparenza inconciliabili: c'è chi ha interessi di sviluppo economico, chi amministra, ci sono i gruppi ambientalisti, ci sono i cittadini che vivono e fruiscono di un territorio. Tra questi interessi, è facile arrivare a uno stallo, in cui non si riesce a fare nulla. Dobbiamo allora rompere il paradosso, farci una domanda diversa: come posso conciliare due o più interessi diversi?"
Per farlo, secondo Romano, servono metodi: "Il corso punta a questo: spiega e fa pratica su come passare da una dimensione di inconciliabilità alla esplorazione di possibili soluzioni condivise".
"È un tema esplorato da decenni sulle grandi opere, mentre nelle foreste e nei boschi è un ambito un po' nuovo", sottolinea la referente scientifica. "La mia esperienza dice che se non si parte con il piede giusto, poi i conflitti si radicano, si polarizzano e si entra in una sorta di gabbia da cui non si riesce ad uscire".
"I tempi sono maturi affinché le Scienze Forestali e l'Innovazione Sociale si incontrino", sostiene Alessandra Zagli, referente di LAMA Impresa Sociale per la Londa School of Economics. "Gli approcci partecipativi e di attivazione comunitaria sono fondamentali per mettere al centro delle strategie di sviluppo locali una risorsa così strategica per le aree interne come il patrimonio forestale. Servono quindi nuove professionalità ibride, che vorremmo iniziare a formare con questo corso".
Da tempo ormai, nel settore forestale, si è iniziato timidamente a discutere di partecipazione, anche se, molto spesso, senza reali competenze né metodologie condivise. Il corso mira proprio a colmare questo vuoto, fornendo principi, strumenti e metodologie verificate per imparare a innescare e guidare processi decisionali attorno alla gestione, alla messa in sicurezza e alla valorizzazione delle aree forestali.
"In un contesto caratterizzato da una sempre maggiore frammentazione istituzionale, con numerosi attori in campo e una notevole eterogeneità di tensioni, resistenze e conflittualità spesso latenti", si legge nella pagina di presentazione del corso, "il percorso cercherà di rafforzare le capacità di ingaggio e attivazione territoriale degli operatori nei territori, con un focus particolare sulle tecniche di facilitazione e mediazione dei conflitti".

L’obiettivo del percorso formativo è insomma quello di favorire un cambio di postura circa ruolo, competenze, prerogative e potenzialità delle professioni forestali, in un’ottica di maggiore democratizzazione delle dinamiche decisionali che interessano le aree interne e in ottica di favorire la gestione collaborativa del patrimonio boschivo attraverso nuovi modelli di governance (associazioni, cooperative, consorzi, Accordi di foresta).
Il corso è rivolto ad amministratori e professionisti che già lavorano nella gestione forestale, ma anche a studenti interessati al tema e a persone che operano nell’associazionismo e nella cooperazione in campo ambientale. Dopo alcuni anni in cui si è spesso parlato della necessità di integrare queste nuove competenze nelle figure chiave che ruotano attorno alla gestione forestale, questa iniziativa rappresenta una "prima volta" a livello nazionale: un esperimento tanto coraggioso quanto necessario. L’invito è quindi di partecipare a questa esperienza, per iniziare ad uscire dall’impasse di una perenne contrapposizione e gettare le basi di alleanze territoriali stabili e durature.
A questo link è possibile trovare più informazioni e iscriversi al corso.
Articolo realizzato in collaborazione con la rivista tecnico-scientifica "Sherwood - Foreste e Alberi Oggi"












