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Belluno
06 luglio | 16:21

"Mi sono girato e mia moglie era a terra, incapace di alzarsi. Ho avuto paura ma grazie a due angeli tutto è andato per il meglio"

Il racconto a il Dolomiti di Tarcisio Ziliotto, escursionista 78enne, della sua disavventura nella zona del Sorapis: "Quando mi sono girato mia moglie Silvia era per terra, dietro di me, incapace di alzarsi. Ho avuto paura ma per fortuna due angeli ci hanno raggiunti e salvati"

di Redazione

BELLUNO. “La meta era il Rifugio Vandelli e il lago Sorapis ma qualcosa è andato storto e l’escursione si è conclusa come mai ci saremmo attesi”. A parlare, raccontando a Il Dolomiti l’accaduto, è Tarcisio Ziliotto, escursionista di Borso del Grappa classe 1948 iscritto al Gruppo escursioni Monte Grappa (Gem) e grande amante, da sempre, delle terre alte, frequentate in lungo e in largo anche e soprattutto accanto alla moglie Silvia.

 

Negli scorsi giorni (e più precisamente il 3 luglio), non a caso, l’uomo si trovava in quota con la coniuge con la volontà di raggiungere una meta gettonatissima in questo periodo dell’anno: il lago Sorapis. 

“Sapendo che ci sarebbe stata tanta gente, avevamo deciso di partire presto - esordisce Ziliotto -. Era la quarta volta che percorrevamo quel sentiero - precisa -. Tutto è andato liscio fino a quando non ci trovavamo a circa 10 minuti dal Rifugio Vandelli - fa sapere -, quando ho visto Silvia ferma dietro di me: era caduta e non riusciva più a rialzarsi. In quel momento, è iniziata la ‘tragedia’ - spiega ancora l’escursionista -. Dopo aver tentato di aiutarla, infatti, avevo capito che non sarebbe più riuscita a proseguire".

 

Fortunatamente, ad 'apparire' lungo il sentiero, "Anna e Pasquale, che io ho ribattezzato 'angeli' per tutto ciò che hanno fatto per noi - confessa Ziliotto - soprattutto in un momento di ansia e paura come quello". Ad aiutarli, "due ragazzi della Val Pusteria che stavano accompagnando al Vandelli un gruppo di escursionisti provenienti dal Qatar e che, senza pensarci due volte, si sono fermati per darci una mano".

 

Accompagnati i propri clienti fino al rifugio, le due guide sono per l'appunto tornate da Tarcisio e dalla moglie per assisterli in tutto e per tutto: "Hanno fasciato il piede a Silvia (che aveva riportato una brutta slogatura), chiamato i soccorsi e ‘regolato’ il traffico di turisti fino all’arrivo dell’elicottero".


Dopo una manciata di minuti, un elicottero è atterrato in zona e la donna ferita è stata raggiunta dai tecnici del Soccorso alpino che l'hanno presa in cura e trasportata in ospedale per accertamenti. Mentre i soccorsi intervenivano, Anna e Pasquale continuavano a mettere in sicurezza gli escursionisti di passaggio, collaborando per la buona riuscita dell'intervento. 

 

"È stato abbastanza surreale - conclude l'escursionista -. La nostra escursione si è trasformata in un'ulteriore avventura, conclusasi, malgrado tutto, molto bene grazie al Falco e a due nuovi amici. Tutto è bene ciò che finisce bene". 

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