Diciamoci la verità: il termine "merenderos" ha stancato. Non tanto per il significato originario, bensì quando assume una funzione denigratoria o autocelebrativa

"Merenderos" ha iniziato a stancare nel momento in cui l'ironia - facoltà tanto preziosa di questi tempi - è andata dissolvendosi per lasciare spazio al moralismo, all'accusa e al desiderio di formare una scala gerarchica tra chi sale le montagne. Questa mutata accezione risulta tuttavia di scarsa utilità educativa

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Diciamoci la verità: il termine "merenderos" ha stancato.
Ma non tanto per il significato originario, che dal tratteggiare gli amanti del pic-nic a bordo strada si è dilatato fino a indicare con sottile ironia i comportamenti buffi, la goffaggine e, più in generale, la bonaria ingenuità di chi non è avvezzo alla frequentazione dei territori montani.
"Merenderos" ha iniziato a stancare nel momento in cui l’ironia – facoltà tanto preziosa di questi tempi – è andata dissolvendosi per lasciare spazio al moralismo, all’accusa e al desiderio di formare una scala gerarchica tra chi sale le montagne.
Sebbene la diffusione di questa "etichetta" è in parte avvenuta in parallelo al proliferare di comportamenti effettivamente poco adeguati ai contesti montani, nel tempo il termine sembra infatti aver assunto una funzione denigratoria e, soprattutto, indirettamente autocelebrativa, quasi avesse il potere di innalzare chi ne fa uso su un piedistallo di superiorità.
Questa mutata accezione risulta tuttavia di scarsa utilità educativa: puntare il dito contro un comportamento goffo o, peggio ancora, irriderlo senza provare a comprenderne l’origine risulta ininfluente al fine di migliorare la consapevolezza sociale dei rilievi e delle loro particolarità/fragilità.
Come scrivevamo qualche giorno fa, infatti, il turismo è un fenomeno capace di riflettere in modo nitido il carattere di una società. Eventuali comportamenti inopportuni fanno dunque parte del bagaglio culturale che il turista porta con sé in montagna: più sono ampie le lacune educative e maggiore sarà la probabilità di vedere tra valli e vette atteggiamenti inadatti, soprattutto in un periodo storico caratterizzato da una maggiore frequentazione delle terre alte.
Ingenuità e grossolanità spesso sono il risultato di una scarsa conoscenza del contesto. Conoscenza che si dovrebbe saldare alla nostra personalità durante un solido percorso formativo (magari sulla scorta di quanto ci insegna la comunicazione adottata dal Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico che non giudica mai, ma spiega).
Da questo punto di vista, invece gareggiare a chi è meno "merenderos" a monte, bisognerebbe incentivare a valle una maggiore educazione alla montagna.












