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Idee | 05 luglio 2026 | 06:00

"In montagna in tanti sembrano odiare i turisti, ma se ci fai caso siamo tutti turisti". Una categoria che molti criticano pur facendone parte: il punto di equilibrio è nella programmazione

Il turismo è un fenomeno capace di riflettere in modo nitido il carattere di una società, ed essendo la società composta da una somma di declinazioni umane, anche il turismo è dotato di una connaturata eterogeneità. Non tutti i turisti sono uguali; non tutti i turisti sono "cafoni", così come non tutti i turisti sono rispettosi. Il turismo può tuttavia assumere una diffusa valenza negativa nel momento in cui gli organi preposti - o per ingordigia oppure per incompetenza - lo gestiscono in modo inappropriato

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.

"In montagna in tanti sembrano odiare i turisti, ma se ci fai caso siamo tutti turisti. Capita di viaggiare anche a noi che in montagna viviamo; anche noi andiamo al mare; anche noi visitiamo le grandi città, i centri storici, i musei; anche noi raggiungiamo valli o scaliamo vette che non sono le nostre. Insomma: in pochi, qui, sono eremiti".

 

Spesso le riflessioni più interessanti sembrano nascere da pensieri estemporanei, magari buttati lì, come vengono, senza prestare troppa attenzione alla forma. Così, un anno fa, nel pieno dell’alta stagione, un signore che abita in una contrada a breve distanza dalla mia abitazione, ha condiviso con me questa considerazione, mentre commentavamo l’afflusso turistico riversatosi in quei giorni sull’Altipiano.

 

A quasi un anno di distanza, mentre sui social sta iniziando a scatenarsi la consueta crociata estiva contro i turisti, i miei pensieri sono tornati sulle sue parole. Quella del turista è infatti la classica etichetta che tutti – più o meno consapevolmente – portano, ma allo stesso tempo che pochi riescono ad accettare.

 

Scagliarsi contro i turisti in modo generalizzato rischia, a mo’ di boomerang, di rivelarsi una forma di autocritica.

 

Forse, prima di sentenziare, bisognerebbe iniziare ad analizzare la dinamica nella sua complessità. Il turismo è infatti un fenomeno capace di riflettere in modo nitido il carattere di una società, ed essendo la società composta da una somma di declinazioni umane, anche il turismo è dotato di una connaturata eterogeneità.

 

Non tutti i turisti sono uguali; non tutti i turisti sono "cafoni", maleducati, incivili, così come non tutti i turisti sono attenti e rispettosi. Proprio come nella società, coesistono anime virtuose e individui governati da biasimevoli principi.

 

Il turismo può tuttavia assumere una diffusa valenza negativa nel momento in cui gli organi preposti – o per ingordigia oppure per incompetenza – lo gestiscono in modo inappropriato. Ecco che si verificano fenomeni di overtourism, spesso provocati dalla promozione martellante ed eccessiva di alcune specifiche località; ecco che nascono onerose e impattanti infrastrutture anche laddove non ne è percepita l’esigenza; ecco che ai visitatori non vengono fornite le indicazioni per vivere un territorio con la dovuta consapevolezza; ecco che la struttura sociale viene calibrata sulle esigenze dei visitatori temporanei, a discapito dei residenti.

 

Invece di colpevolizzare solo i turisti, forse bisognerebbe riflettere sulla programmazione turistica, sollecitando gli amministratori al fine di individuare un punto di equilibrio tra questo settore economico, le caratteristiche del territorio e le esigenze dei residenti.

 

 

In copertina: fotografia di Marco Bonomo

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