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Idee | 25 giugno 2026 | 06:00

Quando si parla di clima, neppure San Tommaso ha bisogno di ficcarci il naso

I cambiamenti climatici sono in buona parte una problematica culturale: fintantoché l'emergenza è connessa all'occasionalità (sempre meno occasionale) dell'esperienza diretta, sarà difficile rimodulare la struttura sociale su uno scenario in rapida trasformazione

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.

"Siamo una società che pare ispirarsi all'episodio che ha reso celebre San Tommaso".

 

Questa affermazione, pronunciata ieri dal collega Samuele Doria a commento dell’ondata di calore, penso sia un’ottima immagine per rendere comprensibile l’esigenza umana di toccare/vivere il cambiamento per misurarne la veridicità e la consistenza.

 

Ecco allora che, di fronte a un’evidenza tangibile, i dubbi svaniscono trasformando l’incredulità in una consapevolezza che pare essere di respiro collettivo.

 

Tuttavia, questa presa di coscienza sociale è condizionata da un carattere passeggero, limitato all’esperienza diretta. Così, non appena si estraggono le dita dal costato; nel momento in cui il cambiamento smette di mostrare il suo volto più arcigno, i dubbi tornano a insidiare il pensiero collettivo.

 

Questo è quanto avviene con il riscaldamento globale: la consapevolezza cresce in relazione a catastrofi o a nuovi preoccupanti record. È il cavallo imbizzarrito a smuovere le coscienze, non quello che da anni soffre in silenzio. Saltando da un cataclisma all’altro, la percezione dei cambiamenti climatici si fa quindi balbuziente: eppure le trasformazioni hanno uno sviluppo quotidiano.

 

Per tale ragione i cambiamenti climatici sono in buona parte una problematica culturale: fintantoché l’emergenza è connessa all’occasionalità (sempre meno occasionale) dell’esperienza diretta, sarà difficile rimodulare la struttura sociale su uno scenario in rapida trasformazione.

 

Non è quindi sempre necessario toccare con mano un fenomeno per tastarne la concretezza. A volte è sufficiente avere fiducia nei dati forniti dalla comunità scientifica.

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