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Idee | 07 agosto 2026 | 12:00

Perché le Guide del Cervino hanno sospeso le salite quasi un mese dopo rispetto ai colleghi elvetici? Non è semplice comprendere due valutazioni tanto opposte per la stessa montagna

Solo grazie al clamore dei grandi crolli riusciamo a leggere la nuova alta quota? Le montagne cambiano e deve evolversi l'attività alpinistica, cambiare tempistiche soprattutto. Facciamo queste riflessioni con enorme rispetto verso le guide, che per il cambiamento climatico subiscono un danno alla propria attività

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.

Due settimane fa le Guide del Cervino dichiaravano: "Sul lato italiano, al momento, la situazione è buona. Le condizioni di salita sono ottimali".

 

La dichiarazione arrivò a seguito della decisione delle Guide elvetiche di Zermatt di sospendere le salite dal 14 luglio.

 

La decisione giunse poiché le condizioni sulla montagna erano troppo deteriorate per consentire un'ascesa con accettabili margini di sicurezza. Assenza di neve, temperature alte fin sopra i 4000 metri, temporali capaci di accelerare la degradazione del permafrost, con conseguente movimentazione di detriti e sfasciumi.

 

L'alta montagna, quella dove prima regnava il gelo perenne, quando insistono le attuali condizioni meteorologiche si trasforma. Detriti trattenuti dal gelo improvvisamente perdono il collante che dona a quei versanti la solidità che gli alpinisti hanno conosciuto negli ultimi 150 anni. Succede sempre più spesso.

 

Non nascondo che due settimane fa le parole della guida italiana Francesco Ratti mi sembrarono un poco avventate. Come poteva il Cervino avere condizioni tanto precarie sul versante nord e ottimali a sud?

 

Certo il versante meridionale, più secco e solivo, è sicuramente più avvezzo a cicli gelo/disgelo e questo "movimento termico" aiuta a tenere pulita la via normale italiana. A settentrione, invece, regna il permafrost e quando la superficie passa a temperature negative, la trasformazione è profonda, tutto inizia a muoversi perché nessun processo ha contribuito a rimuovere i detriti instabili in passato.

 

Rimane la perplessità di leggere due valutazioni tanto opposte per la stessa montagna.

 

Ora anche sul versante italiano la salita è sconsigliata: "In seguito al crollo verificatosi ieri, 5 agosto, sulla parete sud del Cervino e ai continui temporali dei giorni scorsi, la Società Guide del Cervino sospende temporaneamente la salita con i propri clienti".

 

Solo grazie al clamore dei grandi crolli riusciamo a leggere la nuova alta quota? Le montagne cambiano e deve evolversi l'attività alpinistica, cambiare tempistiche soprattutto.

 

Faccio queste riflessioni con enorme rispetto verso le guide, che per il cambiamento climatico subiscono un danno alla propria attività.

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