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Idee | 09 giugno 2026 | 06:00

"Franz andiamo a fare il Cervino, ho visto un video su YouTube che la spiega benissimo". François Cazzanelli: "Non è sufficiente, devi imparare passo dopo passo"

"La gente non si dà il tempo di imparare, oramai viviamo in un mondo dove si vuole tutto subito, tutto nell’immediato, purtroppo la montagna non è una cosa che possiamo imparare sui social e su internet". François Cazzanelli, guida alpina e tecnico del Soccorso Alpino, attraverso un aneddoto riflette sull'importanza di darsi tempo per imparare. Il punto cardine del ragionamento è il senso del limite

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.

"Un giorno un ragazzo mi chiama e mi dice: 'Franz andiamo a fare la Nord del Cervino, ho visto un video su YouTube che la spiega benissimo'". Gli rispondo: "No guarda, non possiamo, o almeno non è sufficiente un video, devi imparare passo dopo passo". Il ragazzo dice: "Ok, va bene, impariamo!" Allora gli propongo di andare a fare una cascata di ghiaccio, visto che non ne aveva ancora fatta una. Qualche giorno dopo, ci troviamo al parcheggio pronti per partire verso la cascata, e si presenta con uno zaino per fare sci fuori pista dicendo che si era informato, ancora una volta, con un video su YouTube. Prima ancora che finisca, lo interrompo: "No guarda quello zaino non serve, però possiamo imparare insieme". Ora questo ragazzo, dopo tanti anni di montagna con me, si sta preparando per fare i corsi Guide Alpine. È molto bravo ed è molto maturato, anche lui si è reso conto che ci vuole un percorso per arrivare a certi risultati, e ci vuole tempo per ottenere un’esperienza tale che ti permetta di affrontare determinati itinerari".

 

François Cazzanelli, guida alpina e tecnico del Soccorso Alpino, all’interno della serata dal titolo Come raccontare un soccorso in montagna? - Concorso "Ti racconto il mio soccorso" che si è svolto nel contesto del Festival de L’Altramontagna "Il Fiore del Baldo", ci ha regalato questo aneddoto che ha permesso di dare vita a una riflessione di più ampio respiro attorno ad alcuni fondamentali concetti chiave che aiutano a vivere l’ambiente montano in sicurezza e sviluppando uno sguardo più fluido sul territorio.

 

Il punto cardine del ragionamento è il senso del limite, un concetto molto personale, del quale però, ci ha tenuto a specificare, "dobbiamo avere una consapevolezza di dov’è e di quando lo possiamo superare, se no rischiamo di incappare in guai grossi. Oltrepassarlo è un attimo, questo perché quando lottiamo tanto, mettiamo tutti noi stessi, saper rinunciare è difficile".

 

L’alpinista valdostano, tramite la propria esperienza sul campo, ha osservato anche come il rapporto con la montagna stia cambiando soprattutto per l’avvento dei social, così infatti ha affermato: "Credo che il rapporto con la montagna sia cambiato, si sia evoluto con l’arrivo dei nuovi mezzi di comunicazione. È chiaro che, anche nell’utilizzo questi mezzi è necessario sapere dov’è il limite, sapere come usarli per esprimere tutto il loro potenziale positivo". Aggiunge poi: "La gente non si dà il tempo di imparare, oramai viviamo in un mondo dove si vuole tutto subito, tutto nell’immediato, purtroppo la montagna non è una cosa che possiamo imparare sui social e su internet. Tra i giovani d’oggi, mi capita sempre di più di notare, che siano un po’ succubi del dover dimostrare, dell’apparire. Bisogna, invece, darsi il tempo, percorre la montagna passo dopo passo e prima o poi arriverà il momento per dimostrare".

 

Il racconto di Cazzanelli dimostra proprio che le terre alte insegnano a vivere il limite con rispetto, ad affrontare ogni sfida passo dopo passo, con pazienza, e dandosi tempo per imparare. Non solo un messaggio ma parte integrante della sua stessa persona tanto che sul suo sito così si racconta: "La velocità per me non è un obiettivo, è un mezzo: ti espone meno ai pericoli e ti permette di leggere la montagna in modo più fluido".

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