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FVG
25 agosto | 09:21

"L'incendio ha divorato le radici delle piante che davano stabilità al versante della montagna, poi le piogge hanno spazzato via i sentieri: non salite, pericolo altissimo"

Sull'Amariana dopo l'incendio e le piogge difficile al momento quantificare le tempistiche per la riapertura dei sentieri. Il Cai di Tolmezzo: "Non si tratta di una cautela formale: il pericolo è reale e concreto, per la propria sicurezza e per non ostacolare le attività in corso"

L'incendio ha divorato le radici delle piante che davano stabilità al versante della montagna

TOLMEZZO. A seguito della recente ordinanza firmata dal sindaco di Tolmezzo Roberto Vicentini che impone il divieto di percorrere i sentieri sul monte Amariana per 60 giorni, la sezione locale del Cai ha effettuato un nuovo sopralluogo che evidenzia una situazione lungo i versanti della montagna talmente compromessa da aver indotto i responsabili della sentieristica a dichiarare l'inagibilità dei sentieri di competenza anche dopo la scadenza dell'ordinanza e fino a nuova comunicazione riguardo il loro ripristino.

 

“La via normale all’Amariana e i sentieri dell’Amarianute risultano seriamente danneggiati – si legge in una nota pubblicata dalla sezione tolmezzina -. In diversi tratti il fuoco ha calcinato la roccia calcarea e cancellato ogni traccia di vegetazione: non sono rimaste nemmeno le radici, che trattenevano il terreno e davano stabilità al versante”.

 

Sotto quest'ultimo aspetto i responsabili del Cai evidenziano in particolare come le successive piogge che hanno interessato la zona, e che hanno contribuito a spegnere il terribile rogo, d'altro canto abbiano “dilavato quel che restava dei sentieri”, rendendo i crinali impervi, fortemente instabili nonché soggetti alla caduta di massi e al distacco di materiali, complice anche la cancellazione della vegetazione che svolgeva un ruolo determinante nella stabilizzazione del terreno. “I sentieri risultano al momento impraticabili – proseguono i responsabili della sentieristica -. In diversi punti, venuti meno i segnavia e i riferimenti abituali, è piuttosto facile perdere la traccia: la conformazione del terreno è cambiata e ciò rende difficile anche solo orientarsi lungo i percorsi. Non si tratta di una cautela formale: il pericolo è reale e concreto, per la propria sicurezza e per non ostacolare le attività in corso”.

 

Difficile al momento quantificare le tempistiche di riapertura dei sentieri, per scongiurare il pericolo saranno infatti necessari diversi interventi di bonifica e ripristino su ampie porzioni della montagna. Tale provvedimento si pone dunque anche come ulteriore raccomandazione per la sicurezza della popolazione, tenendo conto che alcuni sprovveduti si erano avventurati sui versanti dell'Amariana fin da quando l'emergenza era ancora in corso.

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