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| 17 agosto | 13:21

"Il rifugio è chiuso, l'incendio ci ha portato via l'intera stagione. Il danno economico è devastante. Vorremmo poter dire che tutto tornerà come prima, ma non possiamo farlo"

La riflessione amara dei gestori del Rifugio Monte Barone, nel biellese, dove da ormai due settimane infuria sul versanti della montagna un devastante incendio che sta minacciando anche la struttura in quota, evacuata da giorni per motivi di sicurezza

Il rifugio è chiuso, l'incendio ci ha portato via l'intera stagione
di Redazione

COGGIOLA (Biella). "Il Rifugio Monte Barone è chiuso. Ma è importante usare le parole giuste: non ha chiuso. È stato costretto a interrompere l'attività perché le ordinanze dell'autorità hanno vietato l'accesso ai sentieri e l'evacuazione dei gestori per garantire la sicurezza di tutti. Una decisione necessaria, presa per tutelare l'incolumità delle persone".

 

Sono parole cariche di preoccupazione e amarezza quelle scelte dai gestori del rifugio posto sul Monte Barone, nel biellese, dove da ormai due settimane infuria sui boschi un devastante incendio arrivato a lambire anche parti della struttura, nonostante gli interventi e gli immani sforzi di canadair e vigili del fuoco (qui l'articolo).

 

"Ad oggi, per motivi di sicurezza, non ci è concesso il sopralluogo alla struttura per valutarne i danni", scrivono i gestori. "Quello che con certezza possiamo affermare è che i danni alla nostra attività sono enormi. La stagione estiva, da cui dipende gran parte dell'equilibrio economico dell'intero anno, è stata cancellata nel momento più importante. Per un rifugio raggiungibile esclusivamente a piedi, perdere queste settimane significa mettere seriamente a rischio la possibilità di continuare. Noi non abbiamo perso solo giorni di lavoro. Abbiamo perso la stagione".

 

"Vorremmo poter dire che tutto tornerà come prima, ma oggi non possiamo farlo. Il nostro desiderio è continuare a gestire questo rifugio, che per noi non è solo un lavoro ma un progetto di vita. Tuttavia, dovremo confrontarci con una realtà economica molto difficile. Ci auguriamo che le istituzioni possano individuare tempestivi strumenti di sostegno per chi, come noi, si è trovato costretto a interrompere la propria attività senza alcuna responsabilità. In tanti ci avete scritto proponendo raccolte fondi e gesti di solidarietà. Le vostre parole ci hanno emozionato e ci fanno sentire meno soli. Ma abbiamo deciso che non accetteremo raccolte fondi né altre forme di aiuto economico da privati. Se ci sarà un sostegno, ci auguriamo che provenga dalle istituzioni, perché questa non è una vicenda che riguarda soltanto noi, ma le conseguenze di un'emergenza che ha colpito un intero territorio", scrivono. 

 

"Grazie a tutti per l'affetto, la vicinanza e i messaggi che continuate a dedicarci. Sono un sostegno morale che, in questo momento, vale davvero tanto".

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