La pioggia si "ferma" in pianura e sul monte Amariana prosegue l'emergenza incendi: "Roghi di difficile contenimento"
Ad aggravare la situazione è lo stato di arsura in cui versa la vegetazione in buona parte delle alture della regione a causa del gran caldo e della siccità delle ultime settimane

UDINE. Prosegue l'emergenza incendi in Carnia, dove la pioggia tanto attesa, e arrivata nelle scorse ore in alcune aree della regione, non ha purtroppo scalfito il monte Amariana, che per ampi tratti continua a essere devastato dal fuoco.
Sono circa 500 gli ettari ormai devastati dalle fiamme nella zona, ma l'agognato cambiamento meteorologico appare la principale speranza di attenuazione del rogo, come aveva rimarcato l'assessore regionale alla protezione civile Riccardo Riccardi lo scorso 15 agosto, a seguito del colloquio con il ministro dell'interno Piantedosi.
Giova sottolineare in tal senso come la siccità, sciagurata protagonista di questa estate anche in montagna, è stata infatti generalmente individuata dalle autorità competenti quale uno dei fattori determinanti in grado di favorire la propagazione del fuoco.
Il panorama su diverse alture della regione, dalle montagne fino al Carso, appare infatti ingiallito, perfino arrossato, con gli alberi dalle foglie secche se non addirittura spogli, a causa del grande caldo delle ultime settimane, tanto da aver indotto alcuni tra gli addetti ai lavori a definire il fenomeno come alla stregua di un “autunno” fuori stagione, proprio in virtù della palette cromatica insolita del paesaggio, per questo periodo.
In relazione all'emergenza incendi sull'Amariana e nel Tolmezzino, la Protezione civile del Friuli Venezia Giulia, basandosi sugli indicatori dell'Arpa, ha inoltre diffuso in queste ore una serie di linee guida di comportamento volte a proteggere la popolazione dai rischi concreti derivati dall'inalazione dei fumi come ad esempio l'intossicazione, anche se la situazione al momento registrata non raggiunge ancora livelli di allarme.
"La svolta della pioggia tanto attesa non è arrivata in zona - ha aggiunto la Protezione civile Gorizia -. La pioggia si è fermata fino alle 7 del mattino in pianura, risparmiando l'Amariana dove il terreno bruciato ha raggiunto circa i 500 ettari, mentre cresce l’attesa per un possibile cambiamento del meteo. I roghi continuano nel frattempo e sono di difficile contenimento. La situazione è grave nella zona di Amaro anche su Cuel Feltron".
Le raccomandazioni vertono sul mantenimento di un atteggiamento responsabile sia all'esterno che all'interno delle abitazioni, soprattutto in quelle più prossime ai punti caldi, attestandosi di fatto come un ulteriore restringimento del protocollo che era già stato emanato dalla regione in virtù degli incendi nelle settimane precedenti.
Le indicazioni, rivolte con accezione maggiore alle categorie più fragili, invitano pertanto i cittadini a rinunciare di praticare attività all'aperto o a sforzi fisici che comportino maggiore inalazione di aria compromessa dal fumo, a tenere chiuse porte e finestre degli abitati prossimi ai punti caldi fino al superamento delle fasi critiche, di evitare l'accensione di sigarette, candele, stufe o altro genere di combustioni all'interno degli spazi domestici e di lasciare spenti i condizionatori per evitare l'immissione di fumi o aria inquinata negli stessi, così come l'evitare anche tempi prolungati di cottura dei cibi che potrebbero alterare le temperature nei locali.
Nel caso in cui la situazione dovesse ulteriormente aggravarsi, infine, la Protezione civile consiglia di indossare mascherine Ffp2 o Ffp3, valutate quale il miglior dispositivo di questo genere in grado di scongiurare l'inalazione di particelle sottili, generate dal fuoco, sospese nell'aria.


















