Contenuto sponsorizzato
Idee | 04 giugno 2026 | 18:00

Non è necessario scalare l'Everest per compiere la più grande delle imprese

L'alta montagna diventa un'ancora di salvezza nel momento in cui, da spazio di sola fuga, offre anche la possibilità recuperare la propria misura nel contesto in cui abitiamo

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Festival AltraMontagna

"C’è chi, per ignavia, non sa vedere nell’alpinismo che un mezzo per fuggire la realtà dei giorni nostri. Ma non è giusto. Non escludo che in chi lo pratica possa manifestarsi temporaneamente una qualche componente di fuga, questa però non dovrà prevaricare mai la ragione di base, che non è quella di fuggire ma di raggiungere" (Walter Bonatti).
 
Le montagne vengono spesso intese come zone franche dove allontanarsi dalla frenesia o dal malcontento. Nel momento in cui incominciano a essere percepite in questo modo, la vita sembra acquisire uno sviluppo a due velocità, che va alternando fasi di noia o di tedio – da superare il più rapidamente possibile – quando i rilievi sono lontani, ai grandi entusiasmi dell’azione tra strapiombi di roccia, versanti ripidi e innevati, colate di ghiaccio.

 

Prende dunque forma una sorta di dipendenza, capace di creare discontinuità emotiva in un alternarsi di periodi pieni e vuoti, gioia e torpore.

In questo modo le montagne, più che offrire una forma di riscatto liberatorio, rischiano di trasformarsi in una trappola. Di conseguenza, quella che era una gioia facilmente si trasforma in un inconsapevole obbligo. Avviene quando un’attività – in questo caso l’alpinismo – assume una dimensione totalizzante, tentacolare, pervasiva, soffocando così il carattere plurale della vita.
 
Ecco allora che l’alta montagna diventa un’ancora di salvezza nel momento in cui, da spazio di sola fuga, offre anche la possibilità recuperare la propria misura nel contesto in cui abitiamo.

"Scoprire l’uomo scavando dentro se stessi – questo a mio avviso è il fine di tutto – è indubbiamente la più stimolante delle avventure", affermava sempre Bonatti in Un mondo perduto, ricordandoci che non è detto sia necessario scalare l'Everest per compiere la più grande delle imprese.

 
Anche questo tema sarà affrontato al Festival de L’Altramontagna: in programma da oggi 4 giugno a domenica 7 giugno, Brentonico (scopri il programma completo)

SOSTIENICI CON
UNA DONAZIONE
Contenuto sponsorizzato
recenti
Storie
| 06 giugno | 06:00
"Simone, non muovo la mano, non riesco a muovere il braccio. C'è qualcosa che non va". Storia di una brutta caduta e [...]
Ambiente
| 05 giugno | 18:00
La forma di una foglia racconta la storia dell'adattamento al vento, alla neve e alla siccità. Scopriamo perché [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato