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Attualità | 13 luglio 2026 | 12:00

Ancora una tragedia sulle Alpi Apuane: due vittime in pochi giorni sul traverso verso la vetta del Pisanino. Si riapre il dibattito sulla sicurezza e la percezione del rischio in montagna

Dopo la morte di Serena Bertoncini, ieri un altro escursionista ha perso la vita nello stesso punto esposto sotto gli Zucchi di Cardeto. È il quarto incidente mortale sulle Apuane in poche settimane: un bilancio amaro che riaccende il dibattito su preparazione, comunicazione social e reale pericolosità di un tratto a volte sottovalutato

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.

Ancora una tragedia sulle Alpi Apuane. Ancora una volta sul traverso sotto gli Zucchi di Cardeto. È di ieri pomeriggio il secondo incidente mortale in pochi giorni nel medesimo punto: un tratto inclinato, esposto, che precede la vetta e richiede "grandissima accortezza", come riporta sulle pagine de Il Tirreno Paolo Romani, tecnico della stazione di Lucca del Soccorso Alpino e Speleologico Toscano (Sast).

 

A inizio luglio a perdere la vita è stata Serena Bertoncini. L'escursionista cinquantenne stava salendo verso la vetta del Pisanino con un gruppo di amici quando all’improvviso ha perso l'equilibrio ed è caduta per circa cento metri nel versante sottostante. Per la donna, nonostante l’arrivo dei soccorsi, non c’è stato nulla da fare.

 

Ieri, a pochi metri di distanza sullo stesso identico traverso, è morto Luca Barsotti, escursionista sessantasettenne residente in provincia di Pisa, mentre percorreva un tratto su pendio molto ripido ed esposto. L’allarme è scattato nel primo pomeriggio: la Stazione di Lucca del Soccorso Alpino si è mobilitata con una squadra di supporto al campo sportivo di Gorfigliano. Anche in questo caso al medico, arrivato in quota con l'elisoccorso, non è rimasto altro da fare che constatare il decesso e organizzare il recupero della salma.

 

Questi due episodi si inseriscono in una serie più ampia. Con quello di oggi, purtroppo, sale a quattro il numero degli incidenti mortali sulle Apuane in poco più di due mesi.

 

Eugenio Casanovi, voce esperta e autorevole di queste montagne (lo abbiamo incontrato lavorando all'articolo sul Parco Fosco Maraini), descrive la salita al Pisanino come pericolosa e infida, con passaggi obbligati privi di protezioni dove un semplice sbilanciamento verso valle può essere fatale. "La stessa severità caratterizza la cresta della Bagola Bianca. Poi va aggiunto che sempre più spesso ci si affida alle indicazioni di app e telefonini invece che alla guida di persone esperte: una trasformazione silenziosa ma radicale nel modo in cui si affrontano questi percorsi…".


La traversata degli Zucchi di Cardeto

Il Pisanino, la vetta più alta delle Apuane, viene spesso percepito come una meta classica, quasi scontata. In realtà è una montagna severa, che pretende rispetto e attenzione. "Troppi escursionisti si avvicinano a percorsi come quello del Pisanino senza una preparazione adeguata, sottovalutandolo perché lo considerano un itinerario normale più che una via alpinistica".

 

Gli Zucchi di Cardeto sono un gruppo di pinnacoli rocciosi che dal Monte Pisanino scendono verso la Foce di Cardeto, lungo la dorsale che separa il Pisanino dal Monte Cavallo. Non costituiscono una cima autonoma, ma una struttura di cresta che accompagna la salita verso la vetta. Si riconoscono quattro quote principali: il Pizzo Altare, il Pizzo di Mezzo, il Pizzo Maggiore, il più elevato con i suoi circa 1749 metri, e un altro rilievo minore.

 

Proprio ai piedi di questi pinnacoli, poco sopra la Baita Nobili, il sentiero normale che porta in vetta al Pisanino costeggia gli Zucchi con un traverso obbligato. Il sentiero corre stretto lungo il fianco della montagna, con lo strapiombo sotto.

 

Sempre in queste ore circola sui social, in particolare su Facebook, un video di quello stesso traverso, girato con la videocamera volutamente inclinata per accentuarne la pendenza. Le immagini, che ritraggono una donna nell'atto di attraversarlo, hanno acceso una discussione: non tanto sul pericolo reale del passaggio, quanto sul modo in cui viene raccontato.

 

È un dibattito che dice molto di come la montagna venga oggi comunicata sui social: se cercare a ogni costo l'effetto spettacolare, l'inquadratura che amplifica il vuoto e il rischio, oppure scegliere parole e immagini più misurate, capaci di restituire la realtà di un luogo senza deformarla. Un'ambiguità che pesa non poco quando a leggere quelle immagini è chi si prepara a percorrere davvero quel sentiero (magari, lo ribadiamo, fidandosi più di un video che di una guida esperta).

 

Fatto sta che quattro morti in poche settimane sono un numero che il Soccorso Alpino e le realtà locali difficilmente possono ignorare. Resta da capire se e come questa sequenza di incidenti cambierà qualcosa nella gestione dei percorsi più esposti, nella segnaletica, o nelle informazioni che raggiungono chi si avvicina a queste splendide montagne.


Traverso Zucchi di Cardeto - fotografia di Emanuele Lotti

 

Immagine di copertina: traversata del monte Pisanino per la costola Ovest della Bagola Bianca, fotografia di Andrea Mercatali

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