Contenuto sponsorizzato
Cultura | 13 luglio 2026 | 19:00

Un uomo torna nei luoghi della sua infanzia, dopo tanti anni vissuti in città, ma ora ci sono gli animali selvatici. Un fumetto racconta la storia di convivenza del bosco di Biccari

"Un bosco da vivere. La storia di un parco speciale" è una pubblicazione realizzata dalla cooperativa Ecolforest per festeggiare i dieci anni di attività del parco "Daunia avventura", ubicato sui Monti Dauni, in Puglia: uno dei più apprezzati esempi italiani dove in un'area forestale si uniscono ricettività, educazione ambientale, attività ludiche e culturali.

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.

Un fumetto nato con l’obiettivo di trasmettere, anche ai più piccoli, il possibile equilibrio tra attività umane e conservazione della natura. Una storia in parte reale, in parte romanzata, che racconta di un bosco abbandonato che, da dieci anni, ospita una delle più interessanti realtà italiane legate all’educazione forestale e al turismo in foresta. È questo Un bosco da vivere. La storia di un parco speciale, una pubblicazione realizzata dalla cooperativa Ecolforest per festeggiare i dieci anni di attività del parco Daunia avventura.

 

La storia - ideata da Luigi Torreggiani, giornalista e divulgatore forestale di Compagnia delle Foreste, e illustrata da Michele Grimaldi - racconta proprio la vicenda di Daunia Avventura, parco nato in Puglia, sulle pendici del Monte Cornacchia.

 

Tutto ha inizio da una situazione comune a tante aree forestali, un tempo pascoli, o pascoli arborati, poi abbandonate e rinselvatichite. Ma in questo caso un uomo fa ritorno nei luoghi della sua infanzia, dopo tanti anni vissuti in città. Ha un’idea in testa: riportare le persone a contatto con la natura. Inizia così a lavorare nel bosco per trasformarlo in un luogo di gioco, ma anche di cultura ed educazione, dove poter dormire sugli alberi, passeggiare, ascoltare musica, fare scuola nel bosco.

 

Lavorando, però, si accorge che, dopo così tanti anni, quel luogo non è più solo suo: ora ci sono gli animali selvatici, che hanno colmato quel vuoto lasciato dagli uomini nei decenni trascorsi. In particolare, c’è una volpe, curiosa ma diffidente, che più volte incrocia lo sguardo dell’uomo. È in questo scontro-incontro che la storia assume il suo significato più profondo, toccando il concetto del limite e portando i giovani lettori a riflettere sulla necessità della continua ricerca di un equilibrio possibile.

 

Il protagonista del fumetto non ha nome, così come gli animali non hanno voce, ma questo non raffredda la narrazione. È un modo per uscire dagli schemi, per lanciare un messaggio universale evitando la problematica umanizzazione della natura. Una sfida nella sfida, per provare a percorrere una nuova strada nel delicato campo della divulgazione forestale-ambientale per l'infanzia.

"Un Bosco da vivere non è solo un fumetto", spiega Mario De Angelis, imprenditore forestale responsabile di Ecolforest, colui che ha avuto l’idea prima di realizzare il parco e poi anche il fumetto. "È un ritorno. È una scelta. È una promessa mantenuta. È la storia di un bambino che parte, lasciando alle spalle un paese, un bosco, delle radici. Ed è la storia dello stesso uomo che decide di tornare. Non per nostalgia, ma per costruire. Tra queste pagine si intrecciano vita reale e memoria collettiva: lo spopolamento dei Monti Dauni, i silenzi dei paesi, i sogni messi in pausa e poi ripresi, uno ad uno. Quel bambino è diventato adulto, e ha scelto di credere in ciò che sembrava impossibile. Ha scelto di restituire valore a un luogo, trasformandolo in qualcosa di vivo. Non solo attrazioni, ma relazioni. Non solo divertimento, ma educazione. Un luogo dove i bambini imparano a rispettare la natura e gli adulti a non smettere di sognare".

"Abbiamo ereditato un territorio meraviglioso, dominato dalla montagna più alta della nostra Regione e circondato da boschi", ha spiegato Gianfilippo Mignogna, ex sindaco di Biccari che per primo ha creduto nella nascita del parco. "Per troppi anni, però, questa parte della Puglia è rimasta marginale, sconosciuta e anonima. Sempre fuori dalle grandi storie da raccontare. Così ci siamo abituati a ragionare soltanto in termini di assenze e di mancanze, concentrandoci sulle carenze, le inefficienze e i problemi del nostro territorio, finendo per perdere di vista le importanti risorse che abbiamo e per convincerci che in un piccolo paese non c’è niente e non si può fare niente. Poi è successo qualcosa di nuovo e la storia è cominciata a cambiare. Il bosco di Biccari è diventato un luogo speciale e generativo, dove si può riscoprire un contatto con la natura, ma anche divertirsi, prendersi cura, imparare, stare insieme, fare esperienze. Oggi, sono sempre di più le famiglie, i bambini e i giovani che, arrivando anche da molto lontano, decidono di raggiungere Biccari, per passare una giornata al parco o addirittura una notte su un albero in una casetta di legno. Come dice il protagonista del fumetto, però, questo luogo non appartiene a nessuno in particolare, ma è di tutti ed è per tutti".

 

Il fumetto è liberamente scaricabile a questo link

Contenuto sponsorizzato