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Attualità | 06 luglio 2026 | 12:00

"Il Corno Grande non è una passeggiata". Un nuovo cartello mette in guardia gli escursionisti all'imbocco del sentiero: "Se non hai l'attrezzatura idonea ti sconsigliamo di proseguire"

Il nuovo cartello installato dal Centro Turistico del Gran Sasso (Ctgs) non nasce per scoraggiare chi desidera raggiungere il Corno Grande, ma per ricordare che la montagna richiede rispetto, preparazione e consapevolezza. Un messaggio semplice, ma che arriva dopo una lunga serie di interventi di soccorso, alcuni dei quali con conseguenze gravissime, che hanno interessato il massiccio del Gran Sasso

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.

"Il Corno Grande non è una passeggiata". Bastano poche parole, stampate in grande su una tabella all'inizio del sentiero che da Campo Imperatore conduce verso la vetta più alta degli Appennini, per racchiudere una realtà che negli ultimi anni è diventata sempre più evidente.

 

Il nuovo cartello installato dal Centro Turistico del Gran Sasso (Ctgs) non nasce per scoraggiare chi desidera raggiungere il Corno Grande, ma per ricordare che la montagna richiede rispetto, preparazione e consapevolezza. Un messaggio semplice, ma che arriva dopo una lunga serie di interventi di soccorso, alcuni dei quali con conseguenze gravissime, che hanno interessato il massiccio del Gran Sasso.

 

Negli ultimi anni il Corno Grande è diventato una meta sempre più frequentata. La facilità con cui si raggiunge Campo Imperatore in automobile o con gli impianti di risalita ha contribuito ad avvicinare migliaia di persone all'alta montagna. Ma proprio questa apparente accessibilità rischia di trasmettere un messaggio sbagliato: quello di una vetta facilmente raggiungibile.

 

La realtà è ben diversa. Il Corno Grande, con i suoi 2.912 metri, presenta itinerari che attraversano ghiaioni instabili, tratti esposti, passaggi dove una semplice scivolata può avere conseguenze molto serie e condizioni meteorologiche che possono cambiare improvvisamente anche nel pieno dell'estate.

 

Il cartello nasce soprattutto dall'osservazione di ciò che continua ad accadere stagione dopo stagione. Anche nelle ultime settimane il Soccorso Alpino e Speleologico è intervenuto più volte sul Gran Sasso per recuperare escursionisti rimasti bloccati, feriti o caduti lungo i principali itinerari della montagna. In molti casi le criticità erano riconducibili a una sottovalutazione dell'itinerario, a un equipaggiamento non adeguato oppure a una preparazione insufficiente rispetto alle difficoltà dell'ambiente.

 

L'obiettivo del Ctgs è quindi quello di intercettare gli escursionisti prima della partenza, nel momento in cui è ancora possibile valutare se affrontare la salita oppure rinunciare. Nel messaggio affisso all'imbocco del sentiero vengono ricordate alcune indicazioni fondamentali. Scarponi da trekking con suola scolpita, casco protettivo lungo gli itinerari più esposti al rischio di caduta sassi, abbigliamento tecnico adatto all'alta quota, acqua e viveri sufficienti rappresentano la dotazione minima per affrontare il Corno Grande. Il cartello ricorda inoltre che scarpe da ginnastica, sneakers o calzature cittadine non sono compatibili con un itinerario di questo tipo e possono aumentare sensibilmente il rischio di incidente.

 

Nella parte conclusiva compare forse il passaggio più significativo: "La montagna non perdona l'improvvisazione. Riconosci i tuoi limiti. Se non sei sicuro, torna indietro o affidati a una Guida Alpina". Non è soltanto una raccomandazione rivolta ai turisti. È un principio che chi frequenta la montagna conosce bene e che oggi assume un valore ancora più importante, in un periodo storico in cui l'escursionismo continua a crescere e ad avvicinare persone con esperienze molto diverse.

 

La comparsa di questo cartello rappresenta probabilmente uno dei segnali più evidenti di come la prevenzione stia diventando parte integrante della gestione delle montagne più frequentate.

 

L'informazione, da sola, non elimina il rischio, ma può contribuire a far riflettere chi si prepara a partire. Perché rinunciare a una vetta quando non si possiedono le condizioni giuste non significa fallire un'escursione, ma scegliere di poter tornare un'altra volta.

 

Il Corno Grande continuerà a richiamare migliaia di appassionati ogni estate. L'auspicio è che quel cartello, letto prima di mettersi in cammino, possa trasformarsi in uno strumento concreto di cultura della montagna, capace di ridurre gli incidenti e ricordare che la vetta più alta dell'Appennino merita entusiasmo, ma soprattutto rispetto.

 

 

Immagine di apertura: il cartello e il Corno Grande da Campo Imperatore (fotografia tratta da Wikimedia Commons)

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