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Attualità | 02 luglio 2026 | 12:00

Il nuovo bivacco è quasi pronto, ma un acceso dibattito sul nome scalda la Maiella: meglio "Pelino", "Maiorano" o entrambi?

Sulla cima del Monte Amaro, nel Parco Nazionale della Maiella, sta per tornare un punto di riferimento prezioso per chi frequenta la montagna abruzzese: il nuovo bivacco, che sostituirà la storica struttura geodetica rossa, è in fase di ultimazione e dovrebbe essere inaugurato a giorni. Ma è proprio da questa buona notizia che è nata una discussione che va oltre la semplice scelta di un'intitolazione, toccando la memoria storica dell'alpinismo della Maiella

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.

Sulla cima del Monte Amaro, nel cuore del Parco Nazionale della Maiella, sta per tornare un punto di riferimento prezioso per chi frequenta la montagna abruzzese: il nuovo bivacco, che sostituirà la storica struttura geodetica rossa, ha ormai ottenuto il via libera ai lavori di rifacimento ed è in fase di ultimazione e dovrebbe essere inaugurato a giorni. Ma è proprio da questa buona notizia che è nata una discussione che va oltre la semplice scelta di un'intitolazione, toccando la memoria storica dell'alpinismo della Maiella.

 

Da quando il progetto di ricostruzione, finanziato con fondi pubblici regionali e ministeriali, ha preso forma, un gruppo di firmatari ha rivolto un appello agli enti coinvolti - Comune di Fara San Martino, Parco Nazionale della Maiella, Club Alpino Italiano - chiedendo che la nuova struttura torni a portare il nome di Falco Maiorano. Si tratta della guida alpina sulmonese che nell'Ottocento contribuì in maniera decisiva a far conoscere e frequentare questa montagna, tanto da essere riconosciuto come la prima guida ufficiale del Cai per la Maiella. Il suo nome era già stato dato a un bivacco realizzato nel 1966, distrutto dal vento nella notte di Capodanno del 1974.

 

Da allora, con la costruzione nel 1982 di una nuova struttura sostenuta dalla famiglia Pelino e dedicata a Cesare Mario Pelino, il nome storico legato alle origini dell'alpinismo sulla montagna è progressivamente scomparso dall'uso comune, sostituito da quello che generazioni di escursionisti conoscono semplicemente come "Bivacco Pelino".

 

È comprensibile che attorno a questa vicenda si sia acceso un dibattito sentito, con posizioni diverse e altrettanto legittime. Da una parte c'è chi, giustamente, non vuole cancellare un nome ormai entrato nell'immaginario collettivo degli escursionisti, legato indissolubilmente all'identità di quel rifugio rosso che da decenni è diventato un simbolo della vetta della Maiella. Dall'altra parte c'è chi chiede di restituire alla montagna la memoria di Falco Maiorano, una figura che meriterebbe di non essere dimenticata proprio nel luogo dove ha scritto le prime pagine della storia alpinistica abruzzese.

 

Forse, però, non è necessario scegliere per forza tra l'una o l'altra strada. Una soluzione che metta d'accordo le diverse sensibilità in campo potrebbe essere quella di un doppio nome: un modo per non disperdere né la memoria storica di chi ha aperto la strada all'alpinismo su queste montagne, né l'identità più recente che il bivacco ha costruito nell'immaginario di chi lo frequenta oggi. Una soluzione che, senza sminuire nessuna delle due storie, permetterebbe di chiudere la diatriba senza vincitori né vinti.

 

Perché, al di là del nome che porterà, quello che davvero conta è un altro aspetto: che il bivacco torni presto a essere fruibile per chi cammina su quella vetta. Un punto di appoggio, un rifugio in caso di maltempo, un riparo d'emergenza per chi affronta una delle montagne più affascinanti e impegnative dell'Appennino. Il territorio, gli escursionisti e l'intera comunità della Maiella aspettano soprattutto questo: una struttura solida, funzionale, capace di tornare a essere quel presidio di sicurezza in quota che la montagna richiede.

 

Immagine di apertura: il nuovo bivacco sta prendendo forma, fotografia del Cai Abruzzo; in bianco e nero, il bivacco ai tempi della sua costruzione

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