Contenuto sponsorizzato
Attualità | 23 giugno 2026 | 13:00

"Vorremmo venire ma abbiamo paura di parcheggiare la macchina". Dopo i vandalismi in Val Serenaia, i rifugi restano senza turisti. L’appello della gestrice: "Non lasciateci sole"

"Di cento persone che c’erano di solito, ora ne arrivano dieci". Stefania, titolare del rifugio Orto di Donna, chiama a raccolta i suoi clienti: "Venire a trovarci, in queste settimane non significa solo fare un’escursione, significa lanciare un segnale forte"

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.

"Le ultime settimane sono state durissime. Dopo i tristi fatti di inizio giugno, la paura ha preso il sopravvento e la Val Serenaia si va svuotando. Il calo di presenze per noi, per Rebecca del Rifugio Donegani Alpi Apuane ed Elena del Rifugio Val Serenaia è drammatico. Ma la montagna ci insegna a non mollare davanti alle pareti più difficili. Per questo, oggi non vi chiedo un semplice ‘mi piace’, vi chiedo di fare una scelta: non lasciateci sole".

 

Ad inizio giugno, la località Orto di Donna, in Val Serenaia, era stata teatro di una serie di atti vandalici rivolti alle auto degli escursionisti (ne parlavamo qui), i quali si stavano dirigendo all’omonimo rifugio Orto di Donna durante una "passeggiata consapevole" sulle Apuane, organizzata da alcune associazioni ambientaliste d’accordo con il Cai locale.

 

A seguito di quegli eventi, il rifugio Orto di donna ha visto un brusco calo delle affluenze: gli escursionisti, intimoriti, hanno preferito evitare la valle. La gestrice Stefania ha voluto lanciare un appello sui social, a nome suo e degli altri rifugi della valle. L’Altramontagna ha deciso di interpellarla per approfondire la questione.

 

"Il parcheggio è vuoto, e i passaggi al rifugio negli ultimi due weekend sono diminuiti moltissimo. La gente mi chiama e mi dice: ‘guarda, vorremmo venire ma abbiamo paura di parcheggiare la macchina’. Di cento persone che c’erano di solito, ora ne arrivano dieci".

 

Il rifugio Orto di Donna è il terzo rifugio, dopo il Donegani e il Val Serenaia, realizzato in località Orto di Donna, nel comune di Minucciano (Lucca) sulle Alpi Apuane, a circa 1.500 metri. Non lontano dal rifugio si trovano falesie attrezzate con vie d'arrampicata e cavità dove vengono svolte attività speleologia ed è un buon punto di partenza per l'ascensione delle vette delle Apuane settentrionali.

 

È già capitato che avvenissero atti di vandalismo in alcune zone frequentate dagli arrampicatori, spiega Stefania, ma qui da loro è la prima volta e non c'è motivo di ritenere che risuccederà.

 

"Ci sono posti dove vai a arrampicare e sai che ti sfondano le macchine, allora giustamente eviti di andarci. Ma lì è risaputo, lo fanno sempre. Mentre l'evento del 7 giugno è stata una cosa circoscritta di quella giornata, non è che da ora in poi sfondano le macchine. Però a chi lo racconti? Come fai ad aspettarti che la gente si fidi? Come struttura io continuo a tranquillizzare la gente, ma capisco i timori della gente, specie in luoghi come questi dove il turista non è così ben voluto".

 

Purtroppo, proprio temendo episodi simili, Stefania aveva chiesto che l’escursione organizzata in altri periodi. "Mi trovo a dire, a malincuore, che la manifestazione andava fatta in un altro momento, In questo periodo era prevedibile succedessero certe cose: conosci i soggetti che girano, può succedere. E diventa controproducente, perché rischi l’abbandono".

 

Laureata in beni culturali, Stefania mette sempre in primo piano la tutela del paesaggio, e da ventitré anni si considera una "sentinella" per le Apuane, tuttavia – in questo caso – si trova a dover contestare la scelta di un evento simile nel clou della stagione.

 

"Gestire il rifugio Orto di Donna per me non è mai stato solo un lavoro – racconta Stefania, che se ne occupa assieme alle figlie - è la mia vita. È la scelta di una donna, di un’alpinista, che ha deciso di mettere la propria energia al servizio di chi ama le Terre Alte. Qui si impara a risolvere i problemi da soli: dalle fatiche quotidiane dell’approvvigionamento fino a sistemare con le mie stesse mani i dissesti delle strade d’accesso, senza aspettare aiuti che spesso non arrivano".

 

Questa volta, però, si trova costretta a fare un’eccezione. Piena di rammarico, si rivolge così ai suoi affezionati ospiti: "Venire a trovarci, in queste settimane non significa solo fare un’escursione, significa lanciare un segnale forte. Significa dire che le Apuane sono vive, accoglienti e libere. Significa sostenere chi, ogni giorno, garantisce la sicurezza e l’accoglienza su queste vette".

 

"I sentieri sono lì che vi aspettano", conclude il post. "Noi siamo qui, pronte ad accogliervi con il sorriso di sempre e un piatto caldo. Facciamo vedere quanto è grande la comunità di chi ama la montagna. Vi aspetto quassù, nella stupenda vallata di Orto di Donna".

SOSTIENICI CON
UNA DONAZIONE
Contenuto sponsorizzato
recenti
Ambiente
| 23 giugno | 18:00
Pascolo libero o pascolo guidato? Quali sono le ricadute sulla salute dei pascoli e degli animali? Gli animali da [...]
Ambiente
| 23 giugno | 12:00
Parliamo di 5.028 pannelli: il progetto dovrebbe concretizzarsi a Caldonazzo. Negli ultimi anni, l'agrivoltaico [...]
Storie
| 23 giugno | 06:00
L'associazione francese "La Pastorale Pyrénéenne" supporta gli allevatori nella selezione e nell'addestramento dei [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato