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Attualità | 08 giugno 2026 | 11:00

Auto rigate con frasi offensive, specchietti rotti, sportelli del carburante divelti. L'amara sorpresa dopo un "camminata consapevole" sulle Apuane. L'Associazione: "Intimidazioni di stampo mafioso"

Tra le auto vandalizzate anche quella della consigliera regionale Falletti e della presidente del Cai Carrara Geloni. Sarebbero oltre quaranta le vetture danneggiate, di proprietà dei partecipanti a un'escursione pacifica pensata per discutere sull'impatto dell'estrattivismo nel territorio del Parco delle Apuane. Alla passeggiata, alcuni detrattori dell'iniziativa si sarebbero presentati lanciando insulti e minacce agli escursionisti

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.

Domenica scorsa (7 giugno) è stata indetta un’escursione nella valle Orto di Donna, in provincia di Lucca, nel cuore del Parco Regionale delle Alpi Apuane. Una "camminata consapevole", pensata da associazioni attive nella zona e dal Cai locale, con l’intento di portare al centro dell’attenzione un modello estrattivo ritenuto dannoso per il territorio del Parco. L’evento ha visto la partecipazione di oltre trecento persone.

 

Partita dal Rifugio Donegani, l’escursione ha percorso la "via delle cave" per circa tre ore; quando i partecipanti sono stati richiamati alle proprie auto. All’arrivo hanno trovato un’amara sorpresa: oltre quaranta delle auto dei partecipanti, posteggiate lungo la strada, erano state vandalizzate con calci e rigature. Tra le auto vandalizzate, c’erano anche quelle della consigliera regionale della Toscana Diletta Fallani e della presidente della sezione Cai di Carrara Lucia Geloni.

 

I danneggiamenti vanno da carrozzerie rigate e imbrattate di scritte offensive, a specchietti spezzati e sportellini per il rifornimento divelti. Vandalismi che hanno richiesto l’intervento dei Carabinieri della stazione di Gramolazzo: le due pattuglie delle forze dell’ordine intervenute sul posto hanno preso in carico una lunga serie di denunce a carico di ignoti.


In risposta al gesto, le associazioni coinvolte e molti privati cittadini si sono mostrati solidali alle vittime dei danneggiamenti, condannando il gesto senza mezzi termini. Marco Giudici, presidente di Apuane Libere, ritenendo questi atti molto più di semplici vandalismi, ha parlato di "intimidazioni mafiose".

 

In realtà, spiega sempre il presidente dell’associazione organizzatrice, vi sono seri sospetti sui colpevoli. Nei giorni precedenti la manifestazione, infatti, l’associazione si sarebbe vista recapitare insulti e minacce via social da numerosi detrattori dell’iniziativa; tanto che – preoccupati di una risposta violenta alla manifestazione pacifica – gli organizzatori avevano pre-allertato le forze dell’ordine.

 

La mattina della camminata, come temevano, un gruppo di quindici-venti persone si sono presentate come contro-manifestazione nel luogo dove si trovavano gli escursionisti, lanciando loro ulteriori insulti e intimidazioni.

 

Secondo quanto riportato dall’associazione "Apuane Libere", organizzatrice dell’evento insieme a Cai Toscana e alla Commissione Tam (Tutela Ambiente Montano) dello stesso Club Alpino, l’escursione era comunque riuscita a partire. Anzi – fino a quell’amara ambasciata – era andata per il meglio, con un dibattito costruttivo tra i partecipanti e l’importante presenza di cariche istituzionali come i consiglieri regionali di Alleanza Verdi e Sinistra, Lorenzo Falchi, Massimiliano Ghimenti e Diletta Fallani.

 

"Un gesto vergognoso e vigliacco – commentava quest’ultima – che assume i contorni di un atto intimidatorio verso i cittadini che avevano preso parte a una semplice passeggiata".

 

Sul fatto si è espresso anche la sezione regionale del Cai, esprimendo piena solidarietà ai proprietari delle auto danneggiate e condannando senza mezzi termini l’accaduto. Il Cai, inoltre, invita anche i vertici del Parco delle Apuane a esprimersi in merito e a operare concretamente, nell’ambito delle proprie competenze e possibilità, affinché tali episodi non abbiano più a ripetersi.

 

"Comprendiamo che sulla questione dell’escavazione in Val Serenaia, come in tante altre aree delle Apuane, la posizione delle associazioni che hanno a cuore l’integrità della montagna è ben diversa da quella che possono sostenere ed esprimere gli imprenditori e i lavoratori del marmo, ma rispondere con atti simili a una manifestazione pacifica è fuori da ogni logica di confronto libero e democratico e riconduce piuttosto a metodi intimidatori di ben altra origine e cultura. Decisamente, questo episodio evidenzia come una parte del territorio apuano sia trattata alla stregua di una proprietà privata entro la quale è abolita ogni manifestazione di dissenso all’escavazione".

 

Dal Coordinamento ambientalista apuo-versiliese, lamentando l’inadempienza del Parco Regionale, invita a prendere in considerazione l’ipotesi di trasformare quello delle Alpi Apuane in parco Nazionale.

 

Presente in qualità di responsabile regionale del Dipartimento Ambiente di Sinistra Italiana, Eugenio Baronti, ha anch’esso espresso la sua condanna all’accaduto, parlando di un "tentativo di intimidazione di stampo mafioso". Tentativo che – secondo Baronti – "sicuramente avrà come effetto, non quello desiderato di intimidire e demotivare, ma quello di alimentare ancora di più la lotta in difesa del bene comune delle Alpi Apuane".

 

Alle spalle del conflitto, uno scenario montano segnato dall’industria estrattiva del marmo, così descritta dal responsabile del Dipartimento Ambiente: "Un percorso lungo il calvario della devastazione ambientale, che ti spezza il cuore e ti riempie di indignazione e di rabbia nel vedere una devastazione indescrivibile a parole, per questo è stata organizzata l’escursione: per vedere con i propri occhi la distruzione del paesaggio montano, i cumuli giganteschi di detriti, strati di polvere di marmo di decine di centimetri, boschi sventrati da strade per mezzi pesanti, e l’acqua, di cui le Apuane sono ricche, costretta a scorrere avvelenate nelle rete carsica che alimenta ruscelli e fiumi sui due versanti".


Una prospettiva condivisa tra i partecipanti e le associazioni coinvolte che – proprio in quest’ottica – hanno organizzato una passeggiata come occasione di confronto, costruttiva e pacifica, purtroppo sfociata nella risposta conflittuale appena descritta.

 

A seguito dell’accaduto, spiegava Apuane Libere, era stata informata anche la Digos. Inoltre, prometteva la consigliera Fallani: "Come Gruppo Consiliare scriveremo al Prefetto chiederemo la massima attenzione su questo episodio e sporgeremo denuncia affinché vengano svolti tutti gli accertamenti necessari. Non sarà la paura a fermare il confronto democratico. A chi pensa di intimidire con questi metodi risponderemo con la trasparenza, la legalità e una presenza ancora più forte sul territorio".

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