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Attualità | 25 giugno 2026 | 12:00

Seceda di nuovo a pagamento. Niente più tornello: questa volta c'è un punto cassa con ombrellone sul sentiero per raggiungere il punto panoramico. Il prezzo è sempre lo stesso

"Accesso al punto panoramico: 5 euro. Il contributo aiuta a preservare questo luogo speciale. Grazie – e godetevi la vista panoramica". Nessuna conferma sull'origine di questo pedaggio, intanto però i turisti sono tornati a pagare per uno dei luoghi più fotografati delle Dolomiti. Si può ancora parlare di provocazione?

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.

Non più tornello sul Seceda: questa volta, nel sentiero alternativo che porta alle Odle spunta un punto cassa con un addetto alla riscossione del pedaggio. Il prezzo di accesso è lo stesso che un anno fa consentiva il passaggio del tornello: 5 euro.

 

"Era una giornata splendida, e fino a quel punto avevo incontrato pochissima gente. Dirigendomi verso il picco, quando sono passato davanti alla zona del tornello, mi sono ritrovato nel mezzo di una folla abbastanza agitata. Ascoltando, mi sono accorto del problema: avevano messo, non più un tornello, ma un punto cassa, con un cartello dove spiegavano che, se vuoi passare per vedere il punto panoramico e fare le foto, devi pagare 5 euro".

A raccontare la vicenda, è Carlo Alberto Zanella, presidente del Cai Alto Adige, che nella giornata di ieri, 24 giugno, si trovava in zona per un’escursione.

 

Le recinzioni interdicono l’accesso ai pascoli e costringono il passaggio tra due staccionate. Nel bel mezzo del sentiero che porta al punto panoramico spunta una struttura in legno al fianco della quale c’è un ombrellone giallo, con un uomo di stanza. Poco prima, un cartello in tre lingue diverse recita: "ACCESSO al punto panoramico: 5 euro. Il contributo aiuta a preservare questo luogo speciale. Grazie – e godetevi la vista panoramica!".

 

Ben a conoscenza dei fatti che lo scorso anno avevano coinvolto il tornello, Zanella spiega come si è evoluta la questione.

"Quello dove ora si trova il punto cassa è lo stesso passaggio che l'anno scorso avevano fatto come alternativa per non pagare il tornello e lo segnalavano addirittura i ranger. Adesso, proprio in quel tracciato, c’è un incaricato che deve incassare 5 euro per farti salire. Non so poi se faccia la ricevuta o meno".

 

Parliamo di uno dei punti panoramici tra i più fotografati delle Dolomiti, quello delle Odle. Non bastasse la fama che già i social e le pagine web hanno regalato a questo scorcio, da un anno a questa parte si è guadagnato anche gli onori della cronaca.

Ad inizio luglio scorso, infatti, per iniziativa di alcuni proprietari dei pascoli attraversati dal sentiero, era stato installato tornello a pagamento per l’accesso a quelle zone. L’iniziativa aveva avuto vita breve: il tornello - abusivo - era stato fatto chiudere dopo un paio di giorni. Per permettere l’accesso gratuito era stato dunque predisposto un sentiero alternativo, pochi metri più a valle. Mentre un ranger rimaneva all’altezza del tornello chiuso a reindirizzare i turisti nel passaggio corretto e gratuito.

 

Intanto, però, le immagini del tornello avevano fatto da detonatore per un acceso dibattito social, poi passato alla stampa nazionale, tra gli appassionati di montagna. C’era chi ipotizzava una provocazione dei residenti, stanchi del continuo e disordinato afflusso turistico, e chi invece temeva un intento di lucro da parte loro.

 

Ad un giornale locale, Georg Rabansen, uno dei proprietari coinvolti, lasciava adito all’ipotesi della provocazione. "In Provincia devono capire che mentre gli impiantisti guadagnano fior di quattrini dall’assalto turistico, noi abbiamo solo costi e danni. Oltre ai rifiuti abbandonati e ai prati rovinati dal passaggio di orde di turisti maleducati".

Oggi, però, il sentiero che da un anno a questa parte faceva da alternativa gratuita sembra essere diventato anch’esso a pagamento. L’autore in questo caso è ancora ignoto, ma iniziano ad aleggiare i primi sospetti. Lo stesso Zanella che ci ha fornito questa testimonianza, e che un anno fa dimostrava comprensione per le esigenze dei proprietari locali, ora sembra nutrire dei dubbi.

 

 "A questo punto, non è più un problema di salvaguarda dei prati: si tratta di incassare e basta. Non sono certo sia opera dei locali, ma penso di sì. A vedere il cartello e tutto mi sembra roba loro".

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