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Attualità | 19 giugno 2026 | 12:00

"Una vipera mi ha morso, ma la colpa è stata mia. Nei miei video le mostro spesso e quel giorno ho sbagliato": il racconto del divulgatore che smonta i falsi miti su questo rettile

"Conoscere questi animali resta il modo migliore per superare la paura e imparare a convivere con loro, anche lungo i sentieri di montagna che frequentiamo". La vipera è davvero così aggressiva? Quali sono i segnali per riconoscerla e gli errori popolari da evitare? Francesco Caggiano, appassionato divulgatore, è studente di biologia e autore di un canale YouTube dedicato al mondo animale (seguito da oltre 117mila iscritti), con un'attenzione particolare ai rettili. Ecco cosa ci ha raccontato

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.

Pochi animali alimentano tanta paura quanto la vipera. Eppure, tra leggende popolari e racconti tramandati, la realtà che riguarda questo rettile è molto diversa da come viene immaginata. Per fare chiarezza, abbiamo parlato con Francesco Caggiano, appassionato divulgatore, studente di biologia e autore di un canale YouTube dedicato al mondo animale (seguito da oltre 117mila iscritti), con un'attenzione particolare ai rettili. Oltre ad aver studiato a lungo le vipere sul campo, di recente ha sperimentato un morso in prima persona. Ecco cosa ci ha raccontato.

 

 

Quante specie di vipere si trovano lungo l'Appennino?

"Le vipere appartengono alla famiglia dei viperidi e in Italia sono gli unici serpenti davvero pericolosi per l'uomo. Lungo la dorsale appenninica le specie principali sono la Vipera aspis e la vipera dell'Orsini.

Quest'ultima è la più piccola d'Europa (ne avevamo parlato in QUESTO ARTICOLO, ndr), e anche il suo veleno è meno potente, complice la taglia ridotta e il tipo di dieta. Questo non vuol dire però che sia inoffensiva: resta una vipera, e un morso va sempre preso sul serio.

La Vipera aspis è invece la specie più diffusa e conosciuta. In Italia esistono tre sottospecie: atra al nord, francisciredi nelle zone centrali, hugyi al sud. Trattandosi della stessa specie, il livello di pericolosità non cambia in modo significativo".

 

È vero che la vipera è un animale aggressivo?

"È uno dei falsi miti più radicati. La vipera non cerca il contatto con l'uomo e non attacca per indole.

La sua arma principale è il mimetismo. Diversamente da altri serpenti, come il biacco o il cervone, che alla minima percezione di pericolo scattano e scappano, la vipera tende a restare immobile per non farsi notare.

Capita spesso di passare accanto a un cespuglio e trovarla lì, ferma, magari mentre si scalda al sole. Non è un segnale di aggressività: è semplicemente la sua strategia di difesa".

 

Perché alcune persone ritrovano sempre la stessa vipera nello stesso punto?

"Le femmine in particolare hanno un'indole piuttosto sedentaria. Se trova un habitat favorevole, una vipera può rimanere nella stessa area per lunghi periodi, magari con una tana nei dintorni. Per questo non è raro avvistarla nello stesso punto anche a distanza di giorni o mesi".

 

Quali segnali aiutano davvero a riconoscerla?

"Diversi elementi vanno osservati insieme. La testa triangolare, spesso citata, non è da sola un indicatore affidabile: anche altri serpenti possono averla.

Un dettaglio più utile riguarda le squame: nei colubri sono grandi e ordinate, nelle vipere piccole e irregolari.

Anche la corporatura aiuta: la vipera è generalmente più corta e tozza rispetto ad altri serpenti italiani.

Il segno più affidabile resta però la pupilla: verticale, simile a quella di un gatto, nei viperidi; rotonda, invece, nei serpenti innocui presenti in Italia".

 

Cosa accade nel corpo dopo un morso?

"Il veleno agisce soprattutto sul sangue, interferendo con i meccanismi della coagulazione, grazie a proteine molto specifiche.

Il primo sintomo è un dolore immediato nel punto del morso, accompagnato da bruciore. Successivamente compare gonfiore, che può aumentare nelle ore seguenti.

La gravità della reazione varia molto da persona a persona: dipende dalla quantità di veleno inoculata, dalla massa corporea e dalle condizioni generali di salute".

 

Quali sono gli errori più comuni da evitare dopo un morso?

"Tutti quei rimedi tramandati dalla tradizione popolare vanno evitati: non bisogna incidere la ferita, non bisogna succhiare il veleno, non bisogna applicare un laccio emostatico.

La cosa fondamentale è chiamare i soccorsi, mantenere immobile l'arto colpito e restare quanto più calmi possibile.

L'agitazione fa aumentare il battito cardiaco, e questo può accelerare la diffusione del veleno nell'organismo".

 

Tu sei stato morso da una vipera: com'è andata?

"Sono stato morso a un dito. Avevo già molta esperienza con questi animali, e spesso le mostro nei miei video proprio per fare divulgazione. 

Quel giorno indossavo dei guanti in gomma, diversi dai miei abituali guanti in pelle, più resistenti. Ho preso la vipera al centro del corpo, ma nel tentativo di mordermi è riuscita a perforare il guanto.

Quando l'ho sfilato, ho visto il sangue e in quel momento ho capito cosa era successo".

 

Quel morso ha cambiato il tuo rapporto con questi animali?

"No, anzi. Una delle prime cose che ho fatto, una volta ripresomi, è stata tornare a studiarle e osservarle.

È importante capire che la vipera non ha fatto nulla di sbagliato: ha semplicemente reagito come farebbe qualsiasi animale che si sente minacciato. La responsabilità, in quel caso, era mia: ero io ad essere entrato nel suo spazio".

 

Le vipere possono saltare verso una persona?

"No, è un altro mito molto diffuso. La vipera non salta sulle persone. Può compiere uno scatto rapido, ma la distanza coperta dal morso resta limitata. Basta mantenere una distanza di sicurezza e non avvicinarsi troppo per stare tranquilli".

 

Quali precauzioni adottare durante un'escursione in zone con vipere?

"La prevenzione resta l'arma migliore. Scarpe da trekking alte, calzettoni spessi e pantaloni lunghi riducono di molto il rischio.

Ma il comportamento conta più di tutto: non bisogna mai cercare di toccare o prendere in mano una vipera. Se la si incontra lungo il sentiero, basta lasciarle spazio e osservarla a distanza, senza disturbarla.

Conoscere questi animali resta il modo migliore per superare la paura e imparare a convivere con loro, anche lungo i sentieri di montagna che frequentiamo".

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