Sparge il letame sulle auto dei turisti parcheggiate sul suo terreno: nel caso dell'allevatore contro i visitatori "mordi e fuggi", l'esasperazione dei residenti e quel confine fragile tra turismo e rispetto del territorio

La convivenza tra le comunità che abitano stabilmente in un territorio montano o rurale e i flussi turistici stagionali sembra reggersi spesso su un equilibrio labile. L'ultimo episodio emblematico in ordine di tempo si è verificato in Gran Bretagna, dove il titolare di un’azienda agricola ha spruzzato una cisterna di liquame su una ventina di auto in sosta nel campo. "Non vado fiero di quello che ho fatto. Sono semplicemente stufo di come i turisti trattano il Lake District. Ne ho abbastanza di essere insultato dalle persone quando chiedo loro di non parcheggiare sul nostro terreno"

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
La convivenza tra le comunità che abitano stabilmente in un territorio montano o rurale e i flussi turistici stagionali sembra reggersi spesso su un equilibrio labile. Su due piatti della bilancia troviamo da un lato le aspettative del frequentatore occasionale, spesso alla ricerca di un'evasione fugace dalla routine urbana, mentre dall'altro premono le necessità quotidiane di chi quel territorio lo vive e lo lavora ogni giorno, sentendosene in qualche modo custode.
Quando questo legame si logora a causa di comportamenti poco consapevoli, la frustrazione dei residenti rischia di tradursi in gesti eclatanti, capaci di trasformarsi in singolari casi di cronaca e di sollevare riflessioni meno estemporanee sulla gestione dei territori coinvolti.
L'ultimo episodio emblematico in ordine di tempo si è verificato nel Lake District, in Gran Bretagna, dove Hogg Hodgson, titolare di un’azienda agricola che da tre generazioni è gestita dalla sua famiglia, ha spruzzato una cisterna di liquame su una ventina di automobili parcheggiate illegalmente all'interno dei suoi terreni. Il fatto è accaduto pochi giorni fa, quando decine di turisti si sono riversati in zona, forse anche per sfuggire all’ondata di calore che ha colpito il Paese.
L'azione, documentata in un video che ha rapidamente fatto il giro delle piattaforme social raccogliendo un vasto consenso popolare, ha portato a galla l'esasperazione di chi lavora la terra di fronte a un turismo mordi-e-fuggi che troppo spesso dimostra di ignorare le regole basilari del rispetto altrui.
Le fotografie che documentano l'accaduto raccontano un contrasto stridente: le carrozzerie lucenti delle auto di lusso in sosta nel verde appaiono interamente ricoperte da schizzi di letame.
Intervistato dal Daily Mail, l’agricoltore ha dichiarato: "Non vado fiero di quello che ho fatto. Non l'ho fatto per un motivo particolare, se non per il modo in cui si comportano i turisti. Sono semplicemente stufo di come trattano il Lake District. Ne ho abbastanza di essere insultato dalle persone quando chiedo loro di non parcheggiare sul nostro terreno".
Secondo quanto riporta la testata britannica, Hodgson "ha perso la pazienza dopo anni passati a sopportare i turisti che lasciano i propri veicoli sui suoi terreni non appena spunta un raggio di sole". L'allevatore, che ha un gregge di oltre mille pecore di razza Herdwick e Swaledale la cui lana alimenta la produzione artigianale del pregiato tessuto locale, sostiene di aver agito nel rispetto della legge, poiché ha sporcato con il letame solo i veicoli che si trovavano all'interno della sua proprietà. Ha dichiarato: "Tutto ciò che ho fatto è stato dentro il mio campo, non ho spruzzato nulla sulla strada".
Nelle fotografie che mostrano le auto imbrattate di liquame si nota un particolare: sul recinto che delimita la proprietà è appeso un cartello giallo che invita a non parcheggiare nel campo. Un’altra tabella recita: "Pecore al pascolo: tenere i cani al guinzaglio" e, più in piccolo, "non vorremmo sparare ai vostri animali, ma potreste costringerci a farlo se dovessero aggredire il nostro bestiame".
Hodgson ha denunciato che i turisti lasciano spesso aperti i cancelli dei pascoli, rompono le recinzioni e abbandonano rifiuti nei suoi campi, che costeggiano il piccolo specchio d'acqua Rydal Water, nota meta turistica compresa nella contea di Cumbria. Anche questa volta, dopo la partenza delle auto, l'allevatore e i suoi familiari hanno dovuto raccogliere diversi sacchi di spazzatura per ripulire l'area.
Il parcheggio abusivo è un problema comune in tutto il Lake District e in altre località turistiche della Gran Bretagna (ma non solo Oltremanica, ovviamente). La polizia locale della Cumbria, oltre ad aver dichiarato che sta indagando sull’accaduto per accertare l’esatta dinamica dei fatti, ha invitato i visitatori del parco nazionale a lasciare i propri veicoli solo in "luoghi appropriati", in modo da non bloccare gli accessi a proprietà e terreni e non ostacolare i mezzi di soccorso.
Il dibattito generato dall'episodio mostra una spaccatura netta tra la percezione dei visitatori urbani e la solidarietà espressa dalle comunità agricole. A riportare le diverse voci è lo stesso Daily Mail. Un agricoltore proveniente dal Dorset che si trovava sul posto e ha assistito alla scena, ha espresso totale comprensione per il gesto di Hodgson, definendolo un forte deterrente e una forma di giustizia spontanea di fronte ad automobilisti che avevano deliberatamente ignorato i cartelli di divieto d'accesso. Questo punto di vista trova ampio riscontro nei commenti dei residenti delle aree montane e rurali, stanchi di vedere i propri spazi di vita e di lavoro congestionati da visitatori spesso percepiti come scollegati dalla realtà rurale e dalla conoscenza dei luoghi in cui si trovano.
Dal Lake District alle Dolomiti, l'episodio della Rydal Farm ricorda per certi versi un fatto avvenuto sui prati del Seceda, dove la scorsa estate alcuni privati avevano deciso di installare un tornello a pagamento, a quanto pare esasperati dal passaggio di escursionisti e turisti sui loro terreni, al di fuori dei sentieri.
Tali questioni fanno scaturire riflessioni più ampie (come questa, di Pietro Lacasella) e dimostrano come la gestione dei flussi turistici debba integrare strategie di educazione al territorio e di pianificazione. Finché la montagna e la campagna verranno vissute come grandi parchi giochi gratuiti e privi di regole, gli attriti tra la popolazione locale e i turisti sembrano destinati a inasprirsi, rendendo indispensabile un approccio multisettoriale che tenga in considerazione anche il valore del lavoro agricolo e il rispetto delle comunità che non vivono direttamente di turismo ma presidiano e mantengono vivi questi paesaggi, così ambiti anche da chi vive in un altro contesto.











