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Idee | 10 luglio 2025 | 12:00

Perché il turismo irrita molti residenti anche se stimola l'economia? La provocazione del tornello sulle Odle evidenzia il delicato legame con le comunità locali

Mettendo caso che si sia trattato veramente di un gesto dimostrativo, a molti sorgerà spontanea una domanda: perché lamentarsi del turismo, settore che ha indubbiamente portato maggiori benefici e maggiori sicurezze economiche a molte realtà di Alpi e Appennini? Per comprenderlo è necessario provare a indossare le lenti culturali di chi si sente soffocare da un'affluenza eccessiva

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.

"C’è gente che paga 50 euro per salire sulla funivia del Seceda. Tutti questi soldi vengono incassati dai gestori turistici, proprietari dei rifugi eccetera; mentre ai contadini tocca la manutenzione, e non solo, hanno avuto anche dei danni. È persino capitato che un turista è uscito dal sentiero per farsi un selfie con una mucca, e, dopo che aver preso una testata dall’animale, ha chiesto i danni al contadino. (...) Non voglio giustificare nulla, ma mi sembra quantomeno comprensibile uno sfogo del genere".

 

Così Carlo Alberto Zanella, presidente del Cai Alto Adige, a L'AltraMontagna per commentare il tornello installato sul fotografatissimo sentiero panoramico delle Odle. Per passare? 5 euro (QUI l'intervista).

 

"Se è vero che si è trattato di una provocazione, e mi auspico sia così - ha aggiunto Zanella - mi verrebbe da dire che ha ragione".

 

Mettendo caso che si sia trattato veramente di un gesto dimostrativo, a molti sorgerà spontanea una domanda: perché lamentarsi del turismo, settore che ha indubbiamente portato maggiori benefici e maggiori sicurezze economiche a molte realtà di Alpi e Appennini? Per comprenderlo è necessario provare a indossare le lenti culturali di chi si sente soffocare da un'affluenza eccessiva.
 
Non tutti, infatti, vivono di turismo. Sebbene nei territori più ambiti una larga percentuale di persone dipende in modo più o meno diretto da tale economia, in essi si possono incontrare anche percorsi lavorativi indipendenti. Agli occhi di queste persone il turista può apparire come una sorta di "invasore", talvolta irrispettoso nei confronti di un luogo che custodisce affetti e personali punti di riferimento.

 

Tuttavia, l’avversione espressa da iniziative come quella del tornello non si rivolge solo al turista, ma anche (e forse soprattutto) a chi specula in modo eccessivo sul turista e a chi “sfrutta” il territorio per accogliere un numero via via crescente di persone. Aumentano i visitatori, ma si abbassa la qualità della vita dei residenti.

 

È evidente quindi – come riportato in un dettagliato articolo uscito l'anno scorso su Pianeta Psr – “che il valore aggiunto apportato dal turismo, non può essere valutato solo in termini economici né tantomeno con riferimento a una sola categoria (ad esempio gli operatori turistici), ma deve tener conto dell'intera comunità e dei modi in cui i diversi aspetti del turismo interagiscono con essa”.
 
Questa rinnovata sensibilità potrebbe offrire al turismo un carattere meno opaco, affrancandolo da quelle dinamiche che tutt’oggi lo rendono per molti un’economia difficile da digerire.

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