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Attualità | 29 aprile 2026 | 13:00

Bus 4x4 e mezzi di soccorso avanzano tra muri di neve: in quota, accanto a enormi distese bianche, si trovano zone completamente nere. Ecco come si presenta l'Etna

L'Etna continua a stupire con uno scenario unico nel suo genere: poca neve alle stazioni turistiche intorno ai 2000 metri, ma accumuli eccezionali oltre i 2500 metri su entrambi i versanti del vulcano. A raccontare la situazione attuale è Fabrizio Zuccarello, guida vulcanologica dell'Etna, che descrive una montagna fatta di forti contrasti tra bianco e nero, gelo e calore vulcanico

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.

L’Etna continua a stupire con uno scenario unico nel suo genere: poca neve alle stazioni turistiche intorno ai 2000 metri, ma accumuli eccezionali oltre i 2500 metri su entrambi i versanti del vulcano. A raccontare la situazione attuale è Fabrizio Zuccarello, guida vulcanologica dell’Etna, che descrive una montagna fatta di forti contrasti tra bianco e nero, gelo e calore vulcanico.

 

Secondo quanto riferito, nelle aree di alta quota sono ancora presenti mediamente circa due metri di neve, con diverse zone di accumulo eolico dove si raggiungono accumuli di addirittura tre, quattro fino a sei metri. Gran parte di questa massa nevosa si è formata tra metà gennaio e metà marzo, soprattutto durante il passaggio del ciclone Harry, che ha portato precipitazioni intense sul vulcano siciliano (ne avevamo parlato in QUESTO ARTICOLO e in QUESTO REPORTAGE FOTOGRAFICO).

 

La reale entità della neve caduta è emersa solo adesso. Gli operai specializzati della funivia sul versante Sud e quelli impegnati sul versante Nord hanno infatti lavorato alla riapertura delle strade di servizio utilizzate da bus 4x4 e mezzi di soccorso. Solo grazie a questi interventi è stato possibile tornare a raggiungere alcune zone e valutare con precisione la quantità di neve ancora presente in quota.

L’Etna, però, non è una montagna come le altre. Essendo uno dei vulcani più attivi al mondo, nelle aree sommitali sono presenti numerosi punti caldi e fumarole che fanno fondere la neve dal basso verso l’alto.

 

Per questo motivo, accanto a enormi distese bianche si trovano improvvisamente zone completamente nere, dove il terreno vulcanico emerge libero dalla neve. Un paesaggio spettacolare che unisce ghiaccio e fuoco nello stesso colpo d’occhio.

Tra le aree con gli accumuli più importanti spicca la zona di Pian del Lago, adiacente al cratere Escrivà, nato durante l’eruzione del 2001. Qui il vento ha modellato la neve creando avvallamenti e depositi notevoli, rendendo il paesaggio ancora più suggestivo.

 

Nonostante l’avanzare della primavera, l’Etna conserva dunque una veste pienamente invernale alle quote più elevate. Per escursionisti, fotografi e appassionati di montagna, il vulcano offre in questi giorni uno spettacolo raro: grandi muri di neve circondati dalla roccia lavica scura e dal respiro caldo delle fumarole. Un’immagine che conferma ancora una volta l’unicità del gigante di Sicilia.

 

 

Le fotografie inserite nell'articolo sono della guida vulcanologica Fabrizio Zuccarello

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