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Attualità | 24 aprile 2026 | 13:00

Lupi morti nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Il presidente: "Difendere questi animali oggi significa difendere la legalità, la credibilità delle istituzioni e il futuro stesso della cultura della conservazione"

Il ringraziamento dell'ente al Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, per le parole di ferma condanna rispetto ai recenti ritrovamenti di 18 esemplari di lupo nel territorio del Parco e limitrofi: "In un momento di così straordinaria gravità, la vicinanza delle Istituzioni nazionali rappresenta un segnale importante"

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.

Mercoledì 22 aprile giungeva la notizia che il bilancio delle carcasse di lupo ritrovate nelle zone del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise si aggravava ulteriormente: ben 18 esemplari sono stati rinvenuti morti per cause ancora da accertare, il sospetto maggiore è che si tratti di avvelenamento tramite esche.

 

Con l'aumento questi ritrovamenti, il problema ha preso dimensioni sconcertanti, concentrando sempre maggiore attenzione di media e istituzioni. Prontamente è arrivato allora il sostegno degli organi apicali dello Stato, accolto dai ringraziamenti del presidente del Parco, Giovanni Cannata, a tutti coloro che hanno mostrato la loro solidarietà.

 

"Desidero ringraziare il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, per le parole di ferma condanna espresse in merito a quanto accaduto nel territorio del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e per l’attenzione immediatamente manifestata attraverso il rafforzamento dei controlli da parte del Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari".

 

In un momento di così straordinaria gravità, la vicinanza delle Istituzioni nazionali rappresenta un segnale importante, continua il presidente. "La tutela del lupo, specie fondamentale per l’equilibrio ecologico, riguarda non solo il patrimonio naturale del Parco, ma un interesse pubblico più ampio: la difesa della biodiversità e della legalità".

 

Il Parco, nel frattempo, continua a operare in stretto raccordo con la Procura della Repubblica di Sulmona e con il Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari, affinché si arrivi rapidamente all’accertamento delle cause di morte degli animali rinvenuti e all’individuazione dei responsabili.

 

"Siamo di fronte a un fatto di eccezionale gravità. Il Parco farà fino in fondo la propria parte, con il massimo impegno operativo e con la determinazione necessaria a difendere un patrimonio che appartiene alle comunità locali e all’intero Paese".

 

In questo momento di crisi, tuttavia, ha avuto modo di emergere il sostegno di comunità ed enti, locali e non, che hanno offerto il proprio appoggio al Parco Naturale e alle indagini della Procura.

 

"Desidero inoltre ringraziare tutte le istituzioni, le associazioni e quanti, in queste ore, hanno manifestato vicinanza, solidarietà e sostegno al Parco di fronte a una vicenda che colpisce profondamente l’intero territorio".

 

"Difendere il lupo oggi - conclude il presidente Cannata - significa difendere la legalità, la credibilità delle istituzioni e il futuro stesso della cultura della conservazione.

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