"Attenzione, strada interrotta": da oltre venti giorni è chiuso il collegamento con Blockhaus e Passo Lanciano, sulla Maiella. Non si placano le polemiche: la neve è un ostacolo o una risorsa?

A inizio aprile il ciclone Erminio ha scaricato ingenti accumuli di neve e ad oggi la strada che collega Lettomanoppello a Passo Lanciano e ai Prati della Maielletta Blockhaus risulta ancora chiusa, alimentando il malcontento di operatori turistici e cittadini. La critica non riguarda la decisione di chiudere la strada durante l’emergenza meteo, ma la gestione successiva

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Una nevicata eccezionale "fuori stagione" avrebbe potuto trasformarsi in una festa prolungata per gli appassionati di sport invernali, invece si è tradotta in un’occasione mancata.
Sulla Maielletta, dove il ciclone Erminio ha scaricato accumuli fino a tre metri di neve, la stagione sciistica si è di fatto fermata.
A distanza di oltre venti giorni dall’evento, la strada che collega Lettomanoppello a Passo Lanciano e ai Prati della Maielletta Blockhaus risulta ancora chiusa, alimentando il malcontento di operatori turistici e cittadini.
I gestori di Majelletta We lamentano come, nonostante le favorevoli condizioni di innevamento e gli impianti pronti, persista l'impossibilità di aprire il comprensorio a causa della viabilità interrotta. Secondo gli operatori, una situazione simile a quella di altre località appenniniche avrebbe consentito di prolungare la stagione fino a maggio inoltrato. Invece, la chiusura della strada Statale 614 (detta "Strada della Maielletta") ha bloccato tutto, generando perdite economiche rilevanti.
La critica non riguarda la decisione di chiudere la strada durante l’emergenza meteo, ritenuta corretta e comprensibile. Ciò che viene contestato è la gestione successiva: settimane di inattività e interventi di sgombero avviati solo in vista dei prossimi eventi, come il passaggio del Giro d’Italia previsto il 15 maggio al Blockhaus.
Diversi frequentatori abituali della zona hanno espresso il proprio malcontento anche sui social, parlando di "una montagna trattata come un’eccezione anziché come un ambiente da gestire con competenza: neve, alberi caduti e valanghe sono fenomeni ordinari, non emergenze imprevedibili". Eppure, sottolineano, "proprio questa normalità sembra aver colto impreparato il sistema locale".
Il caso Maielletta sembra evidenziare criticità più profonde nella gestione delle emergenze in aree montane. In altre realtà italiane, nevicate simili rappresentano un’opportunità da valorizzare; qui si sono trasformate in un blocco prolungato. Il rischio è che questa vicenda diventi emblematica di una mancanza di mezzi, pianificazione e tempestività.
Operatori e residenti chiedono ora un cambio di passo: dotazioni adeguate, protocolli chiari e tempi di intervento certi. Perché sulla Maiella la neve non è un evento straordinario, ma parte integrante della stagione. E come tale dovrebbe essere gestita, trasformandola da ostacolo a risorsa.












